Cancellato il teatro della comunità,
il rammarico di Di Stefano:
«Un torto alla città»

CIVITANOVA

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Marco Di Stefano

 

di Laura Boccanera

«Il teatro della comunità cancellato domenica con un messaggio Whatsapp». C’è rammarico nelle parole di Marco Di Stefano, attore e ideatore di quella forma di teatro libera e liberatoria che coinvolge giovani e anziani, stranieri, disabili. Con un colpo di spugna il progetto è stato spazzato via e comunicato all’organizzatore tramite un messaggio. Lui, Di Stefano fa un post su Facebook, tanto privo di polemiche quanto amaro: «Hanno cancellato a pochi giorni dall’ inizio il Teatro della Comunità a Civitanova marche. Salutiamo e abbracciamo tutti coloro che amano questa nostra forma di teatro rivoluzionaria. Il teatro è di tutti e per tutti. Speriamo di poter tornare anche in questa splendida città che ci ha visto all’opera anche lo scorso anno con grande successo, grazie». «Ritengo il post di Di Stefano inappropriato – ha detto l’assessore alla cultura Maika Gabellieri – il calendario estivo è uscito e il teatro della comunità non c’è, era evidente. E’ con grande rammarico che abbiamo dovuto rinunciare a questo evento dal grande valore sociale, ma quest’anno il budget non lo prevedeva. Lo scorso anno è costato 10 mila euro. Oltretutto quest’anno non c’era la disponibilità del Paolo Ricci e quindi avrebbe anche perso di valore, è sempre più faticoso per gli utenti di Villa Letizia fare questa iniziativa. Mi dispiace la reazione dell’organizzatore, ho sempre seguito il teatro della comunità e lo ritengo un valore». «Ho saputo della cancellazione solo domenica mattina – contesta Di Stefano – anzichè chiamarmi, l’assessore alla cultura ha preferito inviarmi un messaggio con whatsapp con il quale mi avvisava di aver deciso di non confermare il teatro della comunità. E così ho deciso di fare quel post, è venuto fuori un putiferio, a quel punto la Gabellieri mi ha chiamato dicendomi che le avevo rovinato la giornata, ho risposto che anche lei l’aveva rovinata a me. Io mi sentivo tranquillo, già lo scorso anno il sindaco mi aveva sottolineato la sua disponibilità per proseguire il progetto che era nato addirittura quando lui era assessore ai servizi sociali. Una conferma avvenuta anche con la mia presenza a Vita vita e quando sono andato a parlare per proporre il teatro della comunità, rispetto al budget dello scorso anno che era quello che era stato deliberato dalla precedente amministrazione, la Gabellieri mi ha informato che c’erano 5 mila euro a disposizione. Accettai sperando di trovare sponsor. Poi a marzo il budget scende ancora a 3, ma avevo trovato 2000 euro di sponsorizzazioni e ero abbastanza tranquillo. Coinvolgo anche l’assessore Capponi che mette a disposizione dal suo assessorato 1000 euro. La Gabellieri segna addirittura la data del 22 luglio sull’agenda. Poi domenica quel messaggio. Il Paolo Ricci viene coinvolto solo marginalmente, non è assolutamente fondamentale alla riuscita dell’iniziativa. La verità è che il teatro della comunità è di tutti, non è mio, non è della Gabellieri. Cancellando più che a me, si fa un torto alla comunità, è dire di no alla città. Ma io non mi arrendo, non è detto che non riesca lo stesso a farlo».


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