Un raggio luminoso lungo 3.600 metri,
da Porta Marina a Cristo Re:
il Rive festival unisce Civitanova

I DUE SIMBOLI della città diventano l'immagine della nuova edizione della manifestazione organizzata da Giorgio Felicetti, che inizierà il primo luglio. L'installazione del laser è di Riccardo Ruggeri. Tra gli ospiti atteso Umberto Galimberti

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la presentazione del Rive questa mattina

Un raggio giallo/verde che unisce idealmente Civitanova Alta con Civitanova Porto, Porta Marina con la torre di Cristo Re. I due simboli della città diventano l’immagine ideale della nuova edizione di Rive Festival. Un’installazione luminosa è la novità del festival di Giorgio Felicetti che dal 1 luglio e nel week end del 6,7 e 8 luglio torna a Civitanova. L’anticipazione è stata presentata questa mattina. L’idea è del creativo Riccardo Ruggeri che ha voluto con un’installazione di land art unire ciò che storicamente e geograficamente è stato diviso. «Civitanova Alta e Civitanova Porto erano due comuni diversi, con vocazioni diverse, culturale una, produttiva, turistica e imprenditoriale l’altra. Questo intervento vuole unire – ha spiegato Ruggeri – un raggio di 3600 metri che fa toccare le due città». «E’ quello che anche politicamente stiamo cercando di fare – ha aggiunto l’assessore al turismo Maika Gabellieri – la grande ricchezza di Civitanova è avere due città in una». Il direttore artistico Giorgio Felicetti ha poi svelato alcuni dettagli del programma che sarà presentato integralmente lunedì prossimo. Tra gli ospiti attesi Umberto Galimberti. «Da quest’anno iniziamo a trattare il tema delle arti e dei mestieri e come cambia il mondo del lavoro per queste nuove generazioni – ha aggiunto – Lo faremo ovviamente con i nostri strumenti, l’arte, la letteratura, la musica, il cinema. In questo senso lo studioso Galimberti presenterà il suo libro “La parola ai giovani” dialogo con la generazione del nichilismo attivo». Curioso e innovativo l’appuntamento previsto in apertura di week end il 6 luglio al teatro Annibal Caro a Civitanova Alta con il pianista belga Matthieu Mantaus in Bachbox. Un esperimento fra arte e tecnologia dove il pianista si confronta con l’elaborazione artistica di Bach da parte di un pc. Infine un concerto a Civitanova porto allo chalet Calamaretto con Danilo Vignola, interprete mondiale di ukulele accompagnato da Giò Didonna che insieme presentano lo spettacolo World tribal fusion.


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