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Elezioni, Mancinelli a un passo dall’exploit:
sarà ballottaggio con Tombolini
Delusione M5S, sorpresa Pd

ANCONA – Il sindaco uscente è arrivata al dal 47,8%, contro il 28,7% dello sfidante. I grillini si fermano al 17,19% , i dem raggiungono il 30%. Il candidato del centrodestra chiede l'aiuto di tutti per ribaltare il verdetto del secondo turno
lunedì 11 giugno 2018 - Ore 10:03 - caricamento letture
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Diomedi, Mancinelli, Rubini e Tombolini

Tombolini in sala stampa attorno alle 2.50 per commentare i risultati

 

Ore 8.30: Nessuna proposta di apparentamento con gli avversari del primo turno, il sindaco preferisce l’appello diretto agli elettori degli altri schieramenti. Sfumata la vittoria al primo turno, che sembrava impossibile alla vigilia del voto ma è diventata sempre più vicina con il proseguire dello scrutinio durante la lunga notte elettorale e alla fine distante poco più di 3 punti percentuali, ora il rischio per Valeria Mancinelli è quello di trovarsi tutti contro al ballottaggio e di vedere ribaltato il verdetto del primo turno. «I prossimi quindici giorni si affrontano parlando dei problemi e delle soluzioni della città, non inseguendo il teatrino della politica. Apparentamenti formali no, perché non credo si possa costruire un’alleanza di governo seria in 14 giorni se non si è fatto prima, parliamo di proposte e soluzioni agli elettori di Altra Idea di Città e M5S», commenta Mancinelli a caldo dalla sua sede elettorale, a tarda notte quando i risultati parziali sono oltre la metà dei seggi scrutinati, in risposta alla proposta di “contratto di governo” lanciata da Tombolini al M5S sulla falsariga del governo Conte. «Parleremo all’elettorato che ha votato in prima battuta altre liste, magari con qualche mal di pancia, delle alchimie della politica nazionale non so che farne», aggiunge Mancinelli. Incredibile poi il risultato del Pd, praticamente dato per morto dopo il 4 marzo e scomparso dalla campagna elettorale anconetana, a favore del listino civico del sindaco “Ancora x Ancona”, oggi viaggia sul 30% di preferenze. «Una sorpresa? Chi è parso credibile ha avuto il risultato meritato. Il Pd fa un buon risultato, un ottimo risultato, come fanno anche altre liste, perché hanno puntato non sul teatrino della politica, ma occupandosi dei problemi reali. Questo è l’unico terreno su cui si misurano le capacità o meno di governare la città. Registro che la nostra coalizione, che nel 2013 ha preso il 37% al primo turno, oggi prende circa 10% in più», conclude il sindaco.

Ore 8.05: Mancano ancora tre sezioni da scrutinare per il dato definitivo, ma la notte di spoglio ha confermato la tendenza: sarà ballottaggio tra Valeria Mancinelli e Stefano Tombolini. Quando sono 97 le sezioni scrutinate sulle 100 totali, Valeria Mancinelli è in testa con 19.820 preferenze, il 47,8%, per poco più di 3 punti percentuali non ha centrato l’obiettivo della vittoria al primo turno, meglio di cinque anni fa quando al primo turno aveva raccolto 17.273 voti. Secondo Stefano Tombolini con 11.750 voti, il 28,37%, lo sfidante di centrodestra commentando i risultati a caldo si è dichiarato soddisfatto del risultato, sicuro di poter ribaltare l’esito del voto al secondo turno con l’aiuto di M5S e Altra Idea di Città, anche se da Rubini e Diomedi per ora sono arrivate chiusure ad ogni accordo o apparentamento. Terzo il candidato del M5S Daniela Diomedi con 7.121 voti, il 17,19% e infine Francesco Rubini con 2.721 voti, il 6,57%.

Ore 3.08: Quando lo scrutinio si avvicina al giro di boa, si conferma l’andamento che vede Mancinelli e Tombolini al ballottaggio. Con 40 sezioni scrutinate su 100, Valeria Mancinelli è in testa con 7.006 preferenze, pari al 46,7%, seguita da Stefano Tombolini con 4.282 voti, pari al 28,59%. Terza Daniela Diomedi, fuori dal ballottaggio con 2.767 preferenze, pari al 18,47%, quarto Francesco Rubini con 919 voti, il 6,13%.

Ore 2.50: A ballottaggio ormai acquisito, nonostante i dati parziali, Stefano Tombolini arriva in Comune alla sala stampa per commentare il risultato. Per Tombolini, Mancinelli ha «mobilitato la parte della città che è dalla parte della conservazione» e fa notare che «la maggioranza è di chi oggi sta all’opposizione». Tombolini lancia dunque un “contratto basato sui programmi per chi non sarà al ballottaggio, un confronto aperto anche con forze escluse, io auspico anche con Altra Idea di Città oltre che con M5S”. “Di qui a 15 giorni vogliamo far passare l’idea che tutti insieme ce la possiamo fare, il momento è giusto, se facciamo le somme è possibile cambiare questo sistema che definisco lobbistico e di potere” conclude Tombolini. 

Ore 2.24: Quando le sezioni scrutinate sono 26 su 100, ad un quarto della corsa, si delinea il ballottaggio tra Valeria Mancinelli per il centrosinistra con 45,39% pari a 4.273 preferenze, inseguita dal candidato del centrodestra Stefano Tombolini con 28,9% pari a 2.729 voti. Staccata la candidata del M5S Daniela Diomedi, che sembra fuori dalla contesa con 1.857 voti, il 19,73%, vede aumentare il divario dalla coppia in testa. Francesco Rubini raccoglie 553 voti, il 5,87%

Ore 2.03: Quando sono 20 le sezioni scrutinate su 100, si consolida la guida di Valeria Mancinelli sulla competizione elettorale con 3.160 voti, il 45,4%, poi è battaglia per il secondo posto al ballottaggio: Stefano Tombolini segue con 1.946 voti il 27,9%, staccata da 500 voti Daniela Diomedi con 1.421 preferenze, 20,4%, quarto Francesco Rubini con 429 voti, il 6,16%

Il sindaco Mancinelli con i candidati, in attesa dei dati definitivi nel suo comitato elettorale alla galleria Dorica

01.54: Daniela Diomedi (M5S) aspetta dati parziali maggiormente indicativi, prima di commentare l’andamento del voto, ma non nasconde la delusione e intanto rivolge un pensiero all’affluenza a picco. “Dato terribile, sconfortante. Una città così in sofferenza i cui cittadini si disinteressano del suo futuro è un dato che mi mette disagio” dichiara Diomedi. L’indicazione di voto del ballottaggio? “Aspettiamo di vedere se ci saremo noi” ribatte Diomedi.

01.32: Otto le sezioni scrutinate, Mancinelli sempre avanti con 838 voti e il 45%, Tombolini segue con 529 voti e il 28,4%, Daniela Diomedi terza con 393 preferenze e il 21,1%, quarto Rubini con 102 voti e il 5,4%

La soddisfazione del sindaco Mancinelli, che ha seguito lo scrutinio dalla sua sede elettorale

1.26: Il primo candidato sindaco ad affacciarsi in sala stampa è Francesco Rubini. Nonostante siano appena 5 le sezioni scrutinate, è già chiaro che Altra Idea di Città non approderà al ballottaggio. “L’affluenza è il dato negativo, la disaffezione totale degli elettori è un primo dato preoccupante, il primo vero elemento su cui riflettere per vincitori e sconfitti – commenta a caldo Rubini -. Ce la giocavamo, come tutti, consapevoli di essere outsider. Il nostro lavoro inizia oggi, ci costituiremo come associazione. Il consenso di forze come la Lega, se sarà confermato, ribadisce il nostro impegno ancora più forte. Resisteremo a questo clima di odio.” Rubini affronta infine il tema ballottaggio. “Non c’è alcun avvicinamento con Mancinelli, venerdì riuniremo l’assemblea e decideremo cosa fare. Abbiamo sempre detto che non abbiamo nulla da spartire con la formazione di Tombolini, siamo alternativi a governo uscente e ci sono differenze con il M5S. Molto probabilmente continueremo il nostro percorso autonomo”.

00.58: A due minuti dall’una di notte, arrivano i primi dati scrutinati: 5 sezioni, Mancinelli avanti con il 46,27%, Tombolini dietro a 28,4%, Diomedi a 18,8%, Rubini a 6,49%

00.19: Ancora sull’affluenza, è l’ex assessore della giunta Sturani Sandro Simonetti, oggi sostenitore di Tombolini, a commentare. “E’ fisiologico che il dato sia in calo rispetto elezioni politiche, va sottolineato che la città di Ancona e i cittadini anconetani non ritengono dover decidere in modo netto rispetto alla propria città”

23.56: Primi commenti al dato dell’affluenza. Per il portavoce del candidato sindaco Tombolini, Roberto Signorini, il dato è “in linea con quello del 2013, il timore è che disaffezione si ripeta nel turno di ballottaggio”. Già si guarda dunque al secondo turno del 24 giugno, ma la bassa affluenza non sembra avvantaggiare il voto di cambiamento.

Aggiornamento delle 23.38: Il primo dato certo della lunga notte elettorale è l’affluenza a picco, peggio del 2013: 54,6% degli 80.551 aventi diritto al voto, meno 4 punti percentuali rispetto al 58,19% che aveva decretato il ballottaggio tra Mancinelli e Italo D’Angelo cinque anni fa. E’ uno dei dati più bassi a livello nazionale. Una vera diserzione rispetto alle scorse elezioni politiche del 4 marzo, quando il 75,35% degli anconetani andarono a votare per scegliere i propri parlamentari.

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Seggi chiusi alle 23 nelle 100 sezioni di Ancona, al via le operazioni di spoglio. Quattro i candidati sindaco che si confrontano per questa tornata di elezioni amministrative, il sindaco uscente Valeria Mancinelli (Pd, Verdi, Ancona x Ancona, Centristi per Ancona, Ancona popolare) cerca la riconferma. Cinque anni fa la sfida con il civico del centrodestra Italo D’Angelo finì al secondo turno. Il primo confronto tra Mancinelli e D’Angelo ha visto l’avvocato del centrosinistra staccare l’ex questore di 17 punti. Mancinelli ha raccolto 17.273 voti, pari al 37,6% contro le 9.413 preferenze ricevute da D’Angelo, il 20,5%. Ma il dato che più aveva colpito era stata la fuga dai seggi: i votanti nel 2013 erano stati 47.138 sugli 80.999 aventi diritto, un’affluenza del 58%, quasi un anconetano su due ha preferito non votare. Al secondo turno, Mancinelli si impose con 20.669 preferenze, il 62,59%, contro i 12.356 elettori di Italo D’Angelo, il 37,4%. Oggi a sfidare Mancinelli ci sono Stefano Tombolini (60100, Servire Ancona, Forza Italia, Udc, Lega, Fratelli d’Italia) già candidato sindaco della lista 60100 nel 2013, poi Daniela Diomedi (M5S) e Francesco Rubini (Altra Idea di Città), tutti consiglieri comunali uscenti di opposizione di questa sindacatura. Prevedibile il ballottaggio, Ancona non sceglie il suo sindaco al primo turno dai tempi di Sturani nel 2001 e 2006.

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