Ussita, il futuro passa dalle urne:
«Ci auguriamo una rinascita»

VERSO IL VOTO - Tra rassegnazione e speranza, i cittadini del piccolo centro distrutto dal sisma si apprestano a scegliere la nuova amministrazione. Il barista Bruno Falconetti: «Che ci sia l'inizio dei lavori per la ricostruzione nel più breve tempo possibile». La commerciante Mariagrazia Mariangeli: «Sono ancora tante le persone che possono venire qui»

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di Monia Orazi

Ussita al bivio, tra rassegnazione e speranza, ad una manciata di giorni dal voto di domenica prossima, che dopo le scosse di terremoto riporterà sotto al Monte Bove un’amministrazione eletta dai cittadini.

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Sarà sfida a due per succedere al commissario prefettizio Mauro Passerotti. Si chiama «Ussita 2018 Insieme per la ricostruzione», la lista che candida a sindaco Giovanni Marronaro, imprenditore edile. Sono candidati consiglieri con lui: Adriano Fammilume, Guido Rossi, Giulio Angelo Bischi, Antonio De Parolis, Maria Teresa Nori, Romolo Martelloni, Valerio Roselli, Alessandro Tortorella. La seconda lista «Ussita comunità in cammino» candida a sindaco Vincenzo Marini Marini, commercialista ed ex presidente Carisap. Insieme a lui sono candidati: Sandro Arcangeli Conti, Sante Basilli, Fabiana Calvà, Remo Conti, Claudia Ercoli, Noemi Orazi, Michela Paris, Alessandro Patrizi, Otello Petrelli, Luca Tombesi. Dall’ingegner Marco Rinaldi dimessosi nel maggio 2017, sino a chi lunedì prossimo prenderà in mano la guida del piccolo Comune, tra i più devastati dal sisma, c’è in mezzo la parentesi del commissario prefettizio Mauro Passerotti che in fascia tricolore ha consegnato tutte le sae, ha firmato ordinanze, parzialmente ristretto zone rosse, presentato richiesta di finanziamento per le opere pubbliche danneggiate dal sisma ottenendo 50 milioni di euro, assunto undici persone per completare la pianta organica aggiuntiva del Comune, per far fronte alle necessità mastodontiche causate dal terremoto. Il commissario ha anche assegnato ad alcuni dipendenti il compito di sistemare gli abusi edilizi pendenti e già ritenuti sanabili, vecchi di oltre trent’anni, senza i quali far partire la ricostruzione è pura utopia. Nella mattinata uggiosa di un giugno dal sapore poco estivo, la cima del Monte Bove, così come il futuro del paese, è coperta dalle nuvole, tra le sae ci sono alcune donne intente a fare i lavori di casa, una stende la biancheria, l’altra spazza davanti casa. «Tutto sommato nelle casette stiamo bene, sì domenica andremo a votare, qui più che altro se non torna la gente in montagna, è dura per i negozi, sono tutte seconde case», dice una di loro. In giro un anziano con il bastone passeggia lungo la provinciale deserta. Il cuore del paese in una piazza Cavallari che sembra la stessa di sempre, anche se è circondata da gusci ormai vuoti, è ormai nello spazio tra i negozi dell’area commerciale. Il bar, l’alimentari, la tabaccheria e poco altro, qualche sedia e tavolino fuori, dove ritrovarsi. A tenere d’occhio timori, umori e desideri dei compaesani, ci sono i negozianti, che ogni giorno incontrano gli ussitani, scambiano due chiacchiere con loro, ne raccolgono le confidenze, i pettegolezzi come in ogni paese che si rispetti, le speranze e le frustrazioni per un presente che sembra ancorato ad un’incertezza assoluta, rispetto a cosa attendersi per il futuro.

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Bruno Falconetti

A dare voce ai pensieri dei suoi concittadini, prova Bruno Falconetti, che insieme ai familiari gestisce il bar Due Monti, prima avamposto in piazza Cavallari prima della strada verso Vallazza. «Ci auguriamo una rinascita per Ussita, che ci sia l’inizio dei lavori per la ricostruzione nel più breve tempo possibile – commenta – E’ importante anche la riapertura di tutti gli impianti sportivi, perché noi vivendo di turismo abbiamo bisogno di questo e anche delle seconde case, sono importantissimi anche i pendolari, ma se manca un servizio, un altro ancora, si soffre. Se il tempo è buono nel fine settimana c’è un certo movimento, lo abbiamo registrato anche con gli impianti sciistici chiusi. In inverno sono capitati gruppi numerosi, tra le venti e le trenta persone, tutti escursionisti, appassionati della montagna, scialpinisti, con gli impianti aperti sarebbe stato ancora meglio. E’ un paradosso ma abbiamo lavorato meglio ad ottobre e novembre che da dicembre in poi. Fino al 23 dicembre c’erano anche gli operai delle casette, partiti loro è vero che sono tornati quasi tutti gli abitanti nelle sae, ma molti sono anziani e forse hanno cambiato abitudini». Gli ussitani si ritrovano nella piccola piazzetta tra i negozi, si fanno una chiacchierata, ma senza gente di fuori il numero di persone che a far compre è più ridotto rispetto allo scorso autunno. Si è mostrato importante il giro legato agli operai delle ditte che hanno lavorato alle casette di emergenza. «Il turismo è l’anima di Ussita – spiega Mariagrazia Mariangeli, che parla tranquilla da dietro il bancone della tabaccheria – anche le iniziative per i residenti sono importanti. Manca il medico, non c’è più una stanza adibita esclusivamente a chiesa, qualche evento dedicato ai bambini servirebbe. Tra poco finisce la scuola, i più piccoli dovrebbero poter usufruire del campo sportivo, del campo da tennis che non sono inagibili».

Ussita-3-650x366La commerciante si mostra possibilista rispetto al futuro: «Sono ancora tante le persone che possono venire qui ad Ussita, ovviamente come commerciante il punto prioritario è la ripresa del turismo – aggiunge – ma dobbiamo anche considerare che qui non ci sono tante strutture ricettive, hanno riaperto da poco un bed and breakfast a Visso e un altro a Vari di Pieve Torina, abbiamo anche il campeggio ma è bloccato dalla normativa R4 sul rischio idraulico. E’ importante far tornare il turista, ma anche pensare a chi vive qui, alle tante persone che hanno perso il lavoro, a qualcosa per far riprendere le attività, già far tornare il medico per le tante persone anziane, come prima del sisma e la bella farmacia che c’era prima, sarebbe importante». Nel 2014 Marco Rinaldi fu eletto sindaco con il 70 per cento dei consensi, tra gli sfidanti Ivan Liberati ottenne il 20,5 per cento, il 9,4 Marianna Paris. Andarono a votare l’85,7 per cento degli aventi diritto, gli elettori erano 352 su 427 residenti. Anche nel 2009 l’allora sindaco Sergio Morosi fu eletto con il 60,7 per cento dei consensi, contro il 39,3 per cento della sfidante Roberta Conti. Allora su 368 aventi diritto votò l’82,3 per cento. Per Morosi fu una riconferma, nel 2004 fu eletto al primo mandato con il 78,9 per cento dei consensi ed una partecipazione massiccia, pari all’88,2 per cento. Alle recenti politiche dello scorso marzo, tra i 335 elettori aventi diritto hanno votato il 63,28 per cento. Al momento su circa 2000 immobili che si trovano nel territorio del Comune, gran parte sono seconde case, fondamentali per l’economia del paese ai piedi del Monte Bove. Quelle lesionate richiederanno tempi medio lunghi per il ripristino dei danni dal sisma. In questo periodo l’unico sostegno potrebbe essere l’economia ponte legata alle presenze dei cantieri della ricostruzione ed un turismo pendolare rivolto alla montagna ed agli impianti sportivi, oltre alle risorse enogastronomiche di eccellenza, alle energie rinnovabili con l’idroelettrico che è una piccola certezza, unite alla caparbietà e tenacia degli abitanti di montagna.


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