Appaltopoli, le difese:
«Assoluta estraneità alle accuse»
INDAGINE - I legali dei 16 indagati per un presunto sistema nato per vincere le gare d'appalto difendono i loro assistiti
Appaltopoli in provincia, i difensori dei 16 indagati respingono le contestazioni mosse dalla procura dopo la chiusura delle indagini (leggi l’articolo). Nell’inchiesta compaiono diversi imprenditori, direttori dei lavori e un finanziere ora in congedo. I reati vanno, a vario titolo, dalla turbativa d’asta, alla corruzione, alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. Per la procura tre imprenditori si sarebbero associati per riuscire ad accaparrarsi appalti in provincia di Macerata. I tre imprenditori sono Giulio Resparambia, 61 anni, di Camerino, in qualità di legale rappresentante della Progeco di Muccia, Giancarlo Maccari, 57, di Camerino, in qualità di legale rappresentante della Maccari Giancarlo, Enzo Stramazzotti, 61, di Apiro, in qualità di legale rappresentante della Scavi e condotte di Apiro.
Due di loro, Maccari e Stramazzotti, sono difesi dall’avvocato Gabriele Cofanelli. «In relazione alle posizioni dei miei assistiti e comunque con particolare riguardo all’equilibrio istruttorio-investigativo con il quale la magistratura inquirente ha da sempre affrontato la vicenda in esame, non posso che confermare l’assoluta fiducia con la quale gli stessi attendono il prosieguo procedimentale confidando nella certezza di poter dimostrare la più assoluta estraneità rispetto ai fatti posti in contestazione». Sulla vicenda interviene anche l’avvocato Sandro Giustozzi, che assiste l’imprenditore Ivan Stacchio, indagato per turbativa d’asta: «la procura ha contestato a Stacchio, socio e direttore tecnico della Stacchio impianti srl, il reato di turbativa d’asta per i lavori di una rotatoria appaltati nel 2015, nella zona di Matelica. Questa mattina in procura sono stati esaminati i faldoni e dagli atti in essi contenuti emerge l’assoluta innocenza di Stacchio in quanto completamente estraneo ai fatti contestati – dice l’avvocato Giustozzi –. Lo Stacchio è direttore tecnico della Stacchio Impianti srl, leader nella realizzazione di impianti di illuminazione che in questi decenni ha eseguito molte opere pubbliche, fra le quali le gallerie della superstrada che porta a Foligno. Per le opere edili, diverse da quelle elettriche la Stacchio dà in subappalto tali lavori ad altre imprese solitamente locali e certificate per appalti pubblici».
Il legale poi entra nello specifico delle contestazioni, chiarendo che la ditta di Stacchio «ha partecipato e si è aggiudicata una gara indetta dalla Provincia di Macerata per la realizzazione di una rotatoria in località Trinità, sp 256, Matelica, per un importo totale di circa 200mila euro. L’opera consisteva sia nell’esecuzione di opere edili per la costruzione della rotonda che per gli impianti di illuminazione dello svincolo. La gara è avvenuta nel dicembre del 2015 e fino a quella data Stacchio non aveva mai avuto rapporti con Giancarlo Maccari, che neanche conosceva. Appare impossibile che una persona abbia potuto pilotare una gara senza conoscere e senza mai trattare con un altro soggetto. Pertanto l’accusa di turbativa d’asta è semplicemente infondata anche perché dagli atti emergono solo indagini riferite alla fase esecutiva del subappalto e non alla fase dell’aggiudicazione. Quindi, non emerge la benché minima prova della colpevolezza di Stacchio. Peraltro le fatture emesse dal Maccari in regime di regolarità sono state tutte pagate con bonifici bancari». Il legale, continua dicendo di ritenere che «di fronte a tale situazione, il pm sicuramente richiederà l’archiviazione della posizione di Stacchio. Saranno prodotti tutti i documenti per dimostrare l’estraneità ai fatti, con la richiesta di audizione anche delle persone informate sui fatti per rafforzare e confermare la tesi della difesa. In ogni caso questa vicenda ha moralmente addolorato una persona che dà lavoro a molti dipendenti e ha sempre agito con estrema correttezza. Stacchio, non abituato a tali indagini, chiede che il procedimento sia definito nel più breve tempo possibile in quanto le persone innocenti e non avvezze al tribunale soffrono molto da tali ingiuste situazioni».
«Abbiamo esaminato tutti i documenti che ci ha consegnato la nostra cliente – dice l’avvocato Andrea Netti che assiste l’ingegnere Paola Ciriaco, 43 anni, di Macerata, indagata per falsità ideologica –, la sua posizione è assolutamente marginale rispetto al cuore della vicenda. Abbiamo già tutti i documenti ufficiali da parte dell’ingegnere relativi all’appalto nel quale lei è coinvolta. L’accusa che viene mossa dalla procura è totalmente infondata proprio da un punto di vista fattuale. Andiamo serenamente in giudizio per chiedere l’assoluzione piena della cliente, che è serena. In un procedimento ci sono varie parti che vengono coinvolte e capisco che la magistratura abbia voluto mettere in luce tutti i passaggi ma la sua posizione è assolutamente cristallina».
Gli altri indagati sono Nicola Papa, 32, residente a Pollenza, Ferdinando Moretti, 49, di Grottazzolina, Lamberto Pettinari, 55, residente a Porto San Giorgio, Pierdanilo Montesi, 57, residente a Cupramontana, Quintilio Siquini, 55, residente a Castignano, Francesco Sante Crocetti Pallotta, 51, residente a Porto Sant’Elpidio, Luigi Ferretti, 62, residente a Gagliole, Carlo Resparambia, 45, di Camerino, Carlo Casucci, 48, residente a Senigallia, Massimo Bonfigli, 56, residente a Mogliano, Michela Eleonori, 49, di Tolentino.
(redazione CM)
Appaltopoli nel Maceratese, sono 16 gli indagati tra imprenditori e direttori dei lavori



