Pinocchio, eccezionale donazione
di due sorelle maceratesi:
950 volumi tra cui una traduzione di Tolstoj
CULTURA - Gabriella e Maria Silvia Volpe hanno regalato alla Fondazione Collodi di Pescia la raccolta, rara e di assoluto interesse internazionale, venne iniziata nel 1902 dall'avvocato Oddo Marinelli, componente dell'Assemblea costituente italiana e giornalista, e continuata dal nipote Alberto Volpe
di Maurizio Verdenelli
Nel nome dell’immortale Pinocchio, due signore maceratesi, due sorelle, eredi di un grande medico che ha legato il proprio nome alla psichiatria nelle Marche, sono ora benemerite protagoniste di un’eccezionale donazione – per il tramite dell’avvocato Francesco Bernabucci – alla Fondazione Carlo Collodi di Pescia (Pistoia). Si tratta della prof.ssa Gabriella e della dott.ssa Maria Silvia Volpe, figlie del professor Alberto Volpe, deceduto nel 2010. Edizioni complete e riduzioni illustrate per bambini, fumetti e trascrizioni in braille, in italiano e in varie lingue del mondo, pure in dialetto: c’è un Pinocchio in russo tradotto da Tolstoj, per esempio, oppure le avventure del più celebre Burattino del mondo, in bergamasco o in sardo (Is contus de Opineddu). Sono tutte opere della collezione di 950 volumi, raccolti tra il 1902 e il 2010, incentrata su Pinocchio che da qualche settimana fa parte della Fondazione nel nome dell’autore di Pinocchio (Carlo Lorenzini alias Carlo Collodi, uno pseudonimo che avrebbe oscurato per sempre il nome vero del giornalista). La raccolta, rara e di assoluto interesse internazionale, venne iniziata dall’avvocato Oddo Marinelli, componente dell’Assemblea Costituente italiana e giornalista, continuata poi dal nipote Alberto Volpe, padre di Gabriella e Maria Silvia.
Marinelli (Ancona 1888-1972) doveva avere una grande passione per il burattino di Collodi, tanto che fu tra i promotori della realizzazione della statua di Pinocchio ad Ancona, opera dell’artista Vittorio Morelli inaugurata il 30 maggio del 1954. Una scultura che da il nome ora ad un intero quartiere all’ingresso del capoluogo delle Marche. La collezione Marinelli fu poi ampliata dal nipote Alberto Volpe, medico psichiatra punto di riferimento della medicina legale delle Marche centrali e membro del Bureau medico internazionale per il riconoscimento dei miracoli di Lourdes, al quale passò ‘iure hereditatis’. Dopo la morte del professor Volpe otto anni fa, l’avvocato Francesco Bernabucci di Macerata, per conto delle eredi, ha contattato la Fondazione Collodi per la donazione accettata con entusiasmo. L’imponente collezione a breve sarà così a breve messa a disposizione degli studiosi di Carlo Lorenzini e di tutti coloro che nel mondo amano il suo capolavoro ‘Pinocchio’ . I testi catalogati verranno collocati all’interno della Biblioteca Collodiana, dove la Fondazione conserva tutte le opere del geniale giornalista toscano ed un’infinità di edizioni de ‘Le avventure di Pinocchio’: dal racconto pubblicato a puntate nel ‘Giornale dei bambini’ nel 1881 (e la prima edizione del 1883) fino a opere contemporanee, in tutte le lingue. Sulle prime Lorenzini/Collodi definì il suo racconto ‘una bambinata’ e a Fedinando Martini, direttore del supplemento ‘per i più piccoli’ del quotidiano ‘Il Fanfulla’, disse: «Fanne quello che ti pare, ma se la stampi, pagamela bene per farmi venire voglia di seguitarla». Intanto sabato prossimo 26 maggio, il trentunesimo compleanno dell’immortale Burattino è destinato a tingersi ancora di più di… maceratese. La Fondazione Collodi attribuirà infatti l’ambito riconoscimento ‘Amico di Pinocchio’ alla prof.ssa Francesca Chiusaroli, docente di Unimc per l’attività di studio, divulgazione e ricerca in relazione a ‘Pinocchio in emojitaliano” pubblicato con Johanna Monti e Federico Sangati (leggi l’articolo).

Veramente la Biblioteca Collodiana vanta già 6000 volumi più che sufficienti per soddisfare ogni curiosità o mania di appassionati della geniale marionetta che per coerenza non dovrebbero essere particolarmente secchioni. Non sarebbe stata più opportuna e significativa una donazione all’Università o alla Mozzi-Borgetti o meglio ancora alle Autorità Comunali maceratesi?
concordo pienamenmte con il signor Pavoni anche perchè l’Universita’ di Macerata o la stessa Mozzi Borgetti avrebbero senz’altro saputo come valorizzarla.
Pensiero stupendo: intitolare a Pinocchio la Sala del Consiglio Comunale, dotandola di ricco materiale bibliografico inventariato, per una politica amministrativa ossequiosa almeno verso qualche riferimento culturale.
Innanzitutto mi preme precisare che la donazione è stata fatta anche a nome di mio fratello. Tanto premesso vorrei rispondere alle critiche velate, ma non troppo che ci sono state rivolte. Già nel lontano 1972 gli eredi dell’Avv. Marinelli proposero al comune di macerata la donazione della biblioteca del suddetto ricchissima di testi di grandissimo rilievo soprattutto per quel riguarda l’apicoltura. E il comune non volle riceverla. In tempi più recenti è stata offerta al comune e alla direzione dei musei(cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella!)la collezione di medaglie commemorative dal ‘600 ai nostri giorni di mio padre di un valore intorno agli 80000 euro. Nonostante sia stato offerto anche l’acquisto degli espositori e dopo tre anni di inutili trattative il comune non ha mai formalmente risposto adducendo scuse capziose. A voi trarre le opportune conseguenze!
Ah Macerata, capitale della patafisica…