Consiglio aperto sulla sicurezza,
l’aula si trasforma in un’arena
e i cittadini sbottano: «Occasione persa»

CIVITANOVA - Assenti le forze dell'ordine e il sindaco Ciarapica, in Russia per seguire la lube. Show dell'assessore Cognini, replica al vetriolo di Silenzi che lo paragona a Wanna Marchi. Elio Cingolani del controllo del vicinato: «Del vostro confronto non ce ne importava niente, chiedevamo risposte»

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La sala consiliare di Civitanova ieri sera durante l’assise

 

 

di Laura Boccanera

(foto Federico De Marco)

Consiglio comunale aperto sulla sicurezza senza forze dell’ordine e senza sindaco. Show dell’assessore Giuseppe Cognigni e aspro il confronto dialettico con Silenzi: «E’ il Wanna Marchi della sicurezza». Si è parlato di tutto e di niente ieri sera durante la riunione dell’assise a Civitanova.

troiani-belletti-gabellieriLa seduta si è aperta con le surroga e  la nomina di Roberta Belletti ad assessore al Bilancio: il posto in Consiglio è stato occupato da Armando Lazzarini che subentra a Francesco Centioni, primo dei non eletti che ha però rinunciato a ricoprire l’incarico. Ma i veri protagonisti della serata sono stati gli assenti: in primis il sindaco Fabrizio Ciarapica, in Russia per la finale della Lube a Kazan  e in secondo luogo non è passata inosservata l’assenza massiccia dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Invitati prefetto, dirigente del commissariato, comandante dei carabinieri e altri rappresentanti. Il risultato è stato un consiglio schiacciato su posizioni contrastanti fra lo show dell’assessore Cognigni che ha trasformato l’assise in un’arena e le critiche della minoranza che ha sottolineato come gli interventi messi in atto fino ad oggi siano un effetto del potenziamento voluto dal questore dopo i fatti di Macerata. A leggere le valutazioni di Ciarapica, il presidente del Consiglio che si è fatto interprete degli appunti del sindaco. «Ho iniziato il mio mandato – il messaggio lasciato dal primo cittadino – in una situazione difficile, in piena stagione estiva e non faccio fatica ad ammettere che i primi mesi sono stati duri dal fronte sicurezza. Ma non abbiamo mai gettato la spugna, abbiamo fatto continui tavoli tecnici in prefettura e in questura. Di certo ora non siamo qui a cantar vittoria, sappiamo benissimo quanto delicata resti la situazione e continuiamo a interfacciarci costantemente con questura e prefettura, affinché il lavoro fatto fin qui diventi definitivo. Posso dire che, rispetto ai miei primi mesi di mandato si intravede un miglioramento ma la strada è ancora lunga».

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L’assessore alla sicurezza Giuseppe Cognigni

Il Consiglio (che ha anche ricordato Aldo Moro con un minuto di silenzio) ha dato poi spazio alle posizioni dei cittadini e residenti, tra cui i rappresentanti del controllo del vicinato, ma è quando ha preso la parola l’assessore Cognigni che la discussione si è accesa. L’assessore leghista, con voce e tono studiato e con lo stile che gli è solito, ha lanciato frecciate e ha deriso gli avversari. Prima ha illustrato l’eredità lasciata dalla precedente amministrazione, poi ha passato in rassegna i provvedimenti adottati: il taglio della siepe all’ex liceo, la sgombero degli abusivi commerciali e dei nomadi dal centro. Quindi ha anticipato le prossime mosse, telecamere sul lungomare e strumentazione per il controllo degli schiamazzi. Infine, incassati gli applausi dai sostenitori, ha ringraziato e se n’è andato. L’opposizione è insorta. Ghio ha sottolineato come il potenziamento delle risorse di polizia e carabinieri è un effetto dei fatti di Macerata e che passata la fase di emergenza «i risultati di oggi non possono essere garantiti nel tempo. I problemi più visibili – ha aggiunto Ghio – come rom e abusivi non sono i più gravi». Critico Silenzi, che ha stigmatizzato l’atteggiamento dell’assessore e ha denunciato come l’assenza delle forze dell’ordine fosse il risultato di «una presa di distanza dallo show di Cognigni del quale probabilmente erano stati avvisati. Cognigni – ha commentato – è il Wanna Marchi della sicurezza, racconta castronerie e tenta di farle passare per vere. Non c’è stata alcuna identificazione di sbandati e clandestini all’ex liceo, non c’è stato alcun arresto di rom dopo il furto di rame al Varco sul mare. Ricostruisce la realtà come gli fa più piacere».

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Elio Cingolani del controllo del vicinato

Insoddisfazione e rassegnazione da parte dei cittadini, come evidenziato in uno degli ultimi interventi di Elio Cingolani del controllo del vicinato. «Il problema per cui siamo venuti qui era importante e non c’era neanche tanto da scherzare – ha specificato -. Sono dispiaciuto che il dibattito e il confronto si siano appiattiti su opposte visioni e fazioni. Non c’è neanche un esperto di politiche della sicurezza a dispetto dei titoli che i politici si appiccicano. E nel frattempo i cittadini a casa sono preoccupati, i nostri anziani sono preoccupati. Del vostro confronto non ce ne importava niente, chiedevamo risposte, si è persa un’occasione».

 

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Armando Lazzarini al suo ingresso in consiglio comunale


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