Summit di parlamentari e sindaci
Pazzaglini: «De Micheli inadeguata»
M5s: «Rivedere norme su ricostruzione»
SISMA - In tanti hanno accolto la richiesta del sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, che ha mostrato la situazione del centro storico, ancora zona rossa. Poi si è svolta una riunione con rappresentanti di Comuni, senatori e onorevoli. Critico con il commissario alla Ricostruzione, l'esponente delle Lega: «Mancano i soldi». L'onorevole Morgoni: «Va differenziata la prospettiva temporale degli interventi, in base alla situazione». Patassini: «La mia priorità è il terremoto»

La visita a Camerino
di Monia Orazi
Visita in centro storico a Camerino e incontro con i sindaci, per un nutrito gruppo di parlamentari marchigiani, rappresentanti di tutto l’arco parlamentare, che hanno raccolto l’invito del sindaco Gianluca Pasqui, di venire di persona a rendersi conto della situazione dell’entroterra ad un anno e mezzo dalle terribili scosse dell’ottobre 2016, che lo hanno messo in ginocchio. Dagli amministratori comunali è giunta unanime la richiesta di rivedere il cratere in base al livello di danno, non per escludere qualcuno, ma per dare la priorità di intervento alle comunità disastrate dal sisma, poiché se non si interviene con rapidità, rischiano di non riprendersi più. I primi a presentarsi all’appello di Pasqui sono stati i parlamentari Tullio Patassini per la Lega ed il gruppo del Movimento cinque stelle con formato da Patrizia Terzoni, Donatella Agostinelli, Mauro Coltorti, Rachele Silvestri e Paolo Giuliodori.
Pasqui accompagnato da alcuni consiglieri comunali ha fatto da Cicerone in un centro storico completamente chiuso, dove l’unico rumore è quello dei lavori di puntellamento del primo palazzo a sinistra, all’angolo tra piazza Cavour e corso Vittorio Emanuele. Pasqui ha spiegato che su sei milioni di euro di interventi di puntellamento, sono stati completati lavori per un milione di euro, che il Comune ha anticipato circa quattro milioni di euro e che si è a lungo trovato in difficoltà per l’erogazione del solo 5 per cento di anticipo per pagare i tecnici, mentre era stato annunciato il dieci per cento situazione ora sbloccata. Il primo cittadino di Camerino ha lamentato anche che erano state richieste venti persone in più, mentre ora in Comune ci sono solo 12 addetti in più e questo blocca le gare. Ha rivendicato la scelta delle aree Sae più vicino possibile al centro abitato per non disperdere le persone, dicendo di non volersi prendere responsabilità non sue. Di fronte allo scheletro del tribunale, ha detto che secondo il Gts non è da demolire, ma che invece lui vorrebbe farlo. «Sono terremotato e vivo in un comune terremotato – ha detto Patassini – i parlamentari qui presenti oggi possono rendersi conto di cosa è davvero il terremoto, fin dal mio primo giorno in parlamento il sisma è stata la mia priorità, dobbiamo fare in modo che non cali mai l’attenzione, deve essere una priorità per tutta l’Italia». Hanno detto i parlamentari del Movimento 5 Stelle: «Dopo quasi due anni non sembra cambiato nulla, c’è da intervenire rapidamente secondo una serie di priorità, va rivisto l’impianto normativo sulla ricostruzione, vanno snellite le procedure, per far partire la ricostruzione privata. Si devono mettere in condizione i tecnici di consegnare progetti, facendo in modo che l’ufficio ricostruzione possa procedere in modo veloce e snello, grazie ad una normativa chiara e non interpretabile».

La riunione con il sindaco Pasqui
Il gruppo si è poi spostato in auto a Vallicelle per vedere i lavori Sae ed al City Park, dove si trovano in una tensostruttura i commercianti del centro storico. Poco dopo le 11 è iniziato l’incontro con i sindaci, alla presenza di altri parlamentari sopraggiunti nel frattempo Mario Morgoni del Pd, Francesco Acquaroli di Fratelli D’Italia, il sindaco di Visso e senatore della Lega Giuliano Pazzaglini, Simone Baldelli di Forza Italia. Ad introdurre gli interventi dei sindaci è stato Gianluca Pasqui. «Avrei voluto vedere qui tutti i parlamentari – ha detto Pasqui – vi ho chiamato per farvi toccare con mano qual è la situazione del territorio, il cratere va rivisto in base al livello dei danni, non per togliere qualcosa a qualcuno, ma per poter rispondere alle necessità delle comunità. I sindaci che sono qui non sono i cosiddetti sindaci amici, ma quelli dell’ex comunità montana. Se quello che dico non è corretto, allora chiedo di mettere nel cratere, anche provocatoriamente, Civitanova e Porto Recanati». A seguire è intervenuto Mario Baroni, sindaco di Muccia: «A Muccia c’è oltre il 90 per cento di case inagibili ed ancora non si è mosso un mattone, coloro che si sono fatti da soli la casetta, sono stati costretti a farlo per non abbandonare le campagne, il lavoro, gli animali, sono arrivate denunce penali, queste persone non vanno penalizzate, serve un provvedimento che stabilisca la temporaneità di queste strutture». Ha aggiunto Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo: «L’incontro di oggi è stato voluto da tutti i sindaci, non solo dal sindaco di Camerino. Sin da subito ho detto di rivedere il cratere in base al livello di danno. Lungi da noi voler escludere qualcuno dal cratere, come Tolentino e San Severino, ma c’è una differenza sostanziale tra la montagna colpita in modo catastrofico ed altre realtà, noi non sappiamo se e dove potremo ricostruire, vanno semplificate le procedure amministrative, è inutile che i benefici della zona franca urbana siano estesi a Teramo e Spoleto, vanno accelerate le pratiche per gli interventi di dissesto idrogeologico e per le B». Pietro Cecoli, sindaco di Montecavallo, ha ringraziato i parlamentari per aver raccolto il loro grido di dolore: «Non è possibile che i piccoli comuni non abbiano a disposizione la Sua (stazione unica appaltante), doveva farla la provincia, se non ci viene data l’opportunità di fare da soli, non ne veniamo fuori. Il commissario deve essere il Presidente della Regione o qualcuno del territorio, non è che tocca prenderlo per forza in Emilia o Toscana». Sauro Scaficchia vice sindaco di Fiastra ha detto che per le casette abusive, si potrebbe fare come per l’ordinanza 9 delle attività commerciali, che prevede le demolizioni per le strutture provvisorie, una volta riparati i danni allo stabile di provenienza. «Abbiamo 1080 ordinanze di inagibilità, solo 82 progetti presentati ed otto finanziati – ha detto – per fortuna non abbiamo avuto problemi alla viabilità e ci resta il turismo».
Il sindaco di Serravalle Gabriele Santamarianova ha ricordato come tuttora siano escluse da qualsiasi provvedimento le seconde case del sisma del 1997, che restano ferme ad aspettare un’eventuale riparazione dei danni. «E’ questo il vero cratere che ha subito le scosse, per questo ci siamo presi la briga di sollecitare in voi parlamentari, una presa di coscienza sulle condizioni catastrofiche che ha lasciato il sisma in questo territorio – ha detto il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci – vanno definite le priorità di intervento, altrimenti rischiamo di perdere una parte essenziale della montagna. Questo è un malato gravissimo in codice rosso, come l’ordinanza 27 dà priorità agli alloggi comunali e a coloro che vi si trovavano, in questo caso si dovrebbe dare priorità al ripristino di quelli dei comuni più colpiti. Per la stessa zona franca non si possono prevedere qui le stesse condizioni di Corridonia o Macerata, altrimenti si dirigono gli investimenti verso le zone già sviluppate. Se non si dà priorità di intervento a queste zone, la ripresa non ci sarà mai». Il sindaco di Valfornace Massimo Citracca ha chiesto di «riportare la gente prima possibile, abbiamo bisogno che stia qua, va aumentata la dotazione di personale dell’ufficio ricostruzione, la situazione dei piccoli abusi, frena l’avanzare delle pratiche». Elisabetta Roscioni vicesindaco di Fiuminata, ha posto l’accento sulla necessità di riqualificare seriamente il patrimonio che si va a ricostruire, per non ricominciare da capo al prossimo terremoto. Sono seguiti poi gli inteventi dei parlamentari. Simone Baldelli di Forza Italia, dopo aver ricordato l’incertezza politica e la mancanza di un governo, ha annunciato che si sta preoccupando del problema delle bollette, con il rischio che quando la fatturazione riprende, anche per case inagibili, i terremotati si trovano costretti a sborsare un piccolo salasso. Sono intervenuti i commercialisti Alberto Cavallaro e Stefano Falcioni che hanno presentato un pacchetto di proposte per agevolazioni fiscali, dicendo che l’attuale regime di restituzione della busta paga pesante, può provocare un esborso mensile tra il 15 ed il 20 per cento dello stipendio. Patrizia Terzoni ha invitato sindaci e comitati a presentare proposte univoche, mettendo da parte il campanilismo. Pasqui è saltato sulla sedia, dicendosi in disaccordo sul fatto che 138 comuni possano avere tutti la stessa voce, chiedendo che siano parlamentari e università e Regione, a presentare uno studio per suddividere il cratere. E’ seguito poi un lungo ed articolato intervento di Giuliano Pazzaglini, il quale ha annunciato che in merito al Cas, Borrelli ha presentato una circolare, per evitare che sia sospeso a chi vive in casette provvisorie e roulotte. «Dobbiamo puntare ad inviduare soluzioni, senza parlarci addosso – ha detto Pazzaglini -, alla restituzione della busta paga pesante si assommano i problemi delle bollette, si guadagnerà di meno e si pagherà di più, va cambiata tutta l’impostazione, il commissario De Micheli è in linea con Errani ed è inadeguata. Mancano i soldi, non è vero che la ricostruzione è pagata al cento per cento, le normative e quanto serve per andare avanti, troppo stretti i tempi dettati dalle ordinanze, si è basato tutto sul modello dell’Emilia Romagna, non adatto ai nostri borghi, che sono diversi». Mario Morgoni del Pd ha spiegato: «Bisogna essere realisti e lavorare con i mezzi che già ci sono, il commissario resterà in carica sino a settembre. Siamo in attesa dell’ordinanza sulle opere pubbliche, con elementi di snellimento e accelerazione delle procedure, il Rup, si è in attesa di formalizzare l’ordinanza. Sulla busta paga pesante c’è la piena disponibilità del commissario, va differenziata la prospettiva temporale degli interventi, in base alla situazione, come segnalato sin dall’inizio da Falcucci, ci vuole una strategia di lungo periodo per il rilancio economico e certo Corridonia, dove serve solo la riparazione del danno, non può essere trattata come Castelsantangelo che è disastrato». Francesco Acquaroli di Fdi ha rilevato come ogni comune abbia le sue peculiarità: «La precedenza va data a questa parte del cratere, è una questione di buonsenso, qui se la ricostruzione parte tra tre anni, è finita. Incontriamoci a Roma, o dove volete, ma continuamo a lavorare, vanno create norme straordinarie, altrimenti non se ne esce».



La realtà è che delle zone montane del centro Italia, Umbria esclusa (l’opinione pubblica nazionale è convita che ci siano più danni a Norcia che ad Amatrice), non gliene frega niente a nessuno, per Roma poi le Marche sono un’entità non ben definita tra Romagna Abruzzo e Umbria….