Discriminazione di genere in giunta,
commissione Pari opportunità va al Tar
CIVITANOVA - Dopo l'autoproroga di 60 giorni al procedimento di conciliazione che il sindaco si è preso senza autorizzazione, Paola Maria Petrucci, consigliere di parità regionale, fa appello al tribunale amministrativo. Chiesta una sanzione e la rimozione dell'attuale amministrazione
Discriminazione di genere nella giunta civitanovese, ora anche la commissione Pari opportunità regionale ricorre al Tar e chiede la rimozione della giunta e una sanzione di 10mila euro per non aver provveduto nei tempi all’inserimento di una donna in più tra gli assessori comunali. La commissione Pari opportunità regionale mostra i muscoli e dopo l’auto proroga che il sindaco si è concesso, allontanando di altri 60 giorni il termine per riportare la legalità nella giunta, decide di ricorrere al tribunale amministrativo per dirimere le questione. L’auto proroga che il sindaco Fabrizio Ciarapica ha inviato alla commissione, proroga non ammessa dalla legge e rigettata dalla stessa commissione, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato la consigliera di parità supplente della Regione Marche, Paola Maria Petrucci, a intraprendere le vie legali, tramontata l’ipotesi di una conciliazione bonaria. Nell’esposto nel quale si fa ricorso la consigliera riassume la vicenda ripercorrendo la corrispondenza col comune: dalla prima comunicazione dell’illegittimità, fino alla proposta di sanare la discriminazione avviando un procedimento con 120 giorni di tempo. Il procedimento parte a settembre, quando le consigliere di parità ritenendo non esaustive le giustificazioni addotte dal sindaco sulla quota rosa mancante in giunta, comunicavano l’intenzione di avviare un percorso conciliativo, soprassedendo all’avvio dell’azione giudiziaria, finalizzato alla rimozione della discriminazione. Veniva stabilito il termine di 120 giorni: il piano viene adottato ad ottobre e prima della scadenza di febbraio il sindaco scrive alla commissione chiedendo una proroga di 45 giorni ulteriori. La richiesta viene rigettata spiegando che il termine massimo indicato dalla normativa non è prorogabile. Nonostante questo il Comune decide di auto prorogarsi e di darsi altro tempo, altri due mesi per l’esattezza. Alla luce dei fatti la commissione pari opportunità ricorre al Tar e chiede al tribunale amministrativo di annullare il provvedimento di nomina della Giunta comunale di Civitanova visto l’inutile esperimento della procedura di conciliazione con condanna del comune di Civitanova al risarcimento del danno per 10mila euro.
