Manifestazione CasaPound,
l’Anpi punta i piedi:
«Nessuno spazio ai fascisti»

MACERATA - Lettera dell'associazione a questore, prefetto e sindaco perché sabato venga impedito il sit-in neofascista in piazza Battisti
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Lorenzo Marconi

 

«Il fascismo non è un’opinione politica come un’altra e a chi si dichiara fascista non vanno concessi spazi pubblici. La manifestazione di CasaPound non deve essere autorizzata e va impedita». L’Anpi di Macerata scende in campo in vista del sit in contro l’accoglienza dei migranti, organizzato dal movimento di ultradestra sabato alle 18 a Macerata in piazza Cesare Battisti. E lo fa con una lettera rivolta al prefetto Roberta Preziotti, al questore Antonio Pignataro e al sindaco Romano Carancini. 

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Il presidente Anpi Lucrezia Boari

«CasaPound è notoriamente un soggetto politico apertamente xenofobo e razzista e che in più occasioni ha rivendicato le proprie convinzioni fasciste – dicono nella lettera Lucrezia Boari, presidente dell’Anpi Macerata e Lorenzo Marconi, presidente del comitato provinciale dell’associazione -. La nostra associazione ritiene che il fascismo non possa essere considerato un’opinione politica come un’altra e ritiene altresì che, a chi si dichiara fascista, non debbano essere concessi dalle istituzioni né spazi pubblici né agibilità politica. Nel ricordare che le istituzioni della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza, trovano nell’antifascismo le proprie radici e nel fascismo il proprio naturale antagonista, chiediamo che la manifestazione in questione non venga autorizzata e che si prendano le misure opportune per impedirla».

Annunciano la loro presenza sabato anche gli Antifa di Macerata. «I fascisti locali sono quattro o cinque – dice il gruppo -. Tutti gli altri che accorrono in città a manifestare sono avvoltoi venuti da fuori per godere della nota accoglienza maceratese. Per rispondere al dilagare dell’intolleranza e all’odio razziale il 10 Febbraio 2018 a Macerata siamo scesi in piazza in 30mila contro i neofascisti. Pacifici ma non pacifisti, ci saremo anche questa volta. Se Macerata – proseguono – concede le piazze ai predicatori di odio non è una città libera come vorrebbero le ciarle dei politici. Le autorità locali concedono platee a gruppi che incitano all’odio razziale ed esaltano atti come la strage del 3 Febbraio a Macerata, come niente fosse successo. Macerata ha già visto cosa succede quando si lascia spazio ai fascisti: qualcuno di loro decide di mettere in pratica quello che i camerati predicano da tempo. Odio razziale e violenza fascista si abbattono su ignari passanti sotto forma di proiettili».

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