Quote rosa in giunta,
il Tar decide il 23 maggio
CIVITANOVA - Il consigliere Stefano Ghio annuncia la convocazione dell'udienza: «Amministrazione che non rispetta la legge e manca di rispettare gli accordi con la commissione Pari opportunità regionale». Al momento le consultazioni per trovare una donna a cui assegnare un assessorato non hanno dato esito positivo
Andrà in discussione al Tar delle Marche il 23 maggio il ricorso per la violazione delle Pari opportunità nella giunta civitanovese. A meno che per quella data il sindaco Ciarapica non abbia risolto il problema della quota rosa mancante. Nei mesi scorsi è arrivata a molte donne di Civitanova la lettera raccomandata del sindaco nella quale si chiedeva la disponibilità a rivestire il ruolo di assessore, consultazioni che però non avrebbero dato esito positivo, tanto che al momento rimane il vulnus. Anche perché diventa sempre più difficile capire quale sarà la poltrona che salterà per far spazio alla donna in giunta. Appare ormai inverosimile che possa toccare all’assessore alla Sicurezza Cognigni, dopo il successo della Lega alle elezioni. Sull’argomento interviene il consigliere Stefano Ghio: «non ci sono margini ulteriori per adeguare la giunta alla legge, il 23 maggio si discute e si decide in merito alla vicenda. A prescindere dall’esito del ricorso, che comunque ritengo sarà sfavorevole per il Comune – dice Ghio – penso che la maggioranza anche questa volta si sia distinta in senso negativo non rispettando una legge dello Stato, non rispettando l’accordo preso con le Consigliere di parità regionali e non rispettando neppure le aspettative delle numerose cittadine che pur avendo i requisiti in curriculum e vicinanza politica si sono scontrati con la inefficienza e la inappropriata sensibilità politica del Sindaco e dei suoi accoliti. Sono passati diversi mesi da quanto in Consiglio comunale Pier Paolo Rossi sollevava la questione nella indifferenza della maggioranza e ne sono passati anche tanti dalla notifica del ricorso giudiziario, tutto questo può rubricarsi nella mancanza di rispetto per le regole, per le istituzioni e per coloro che hanno lottato per la valorizzazione delle pari opportunità tra i generi, un rispetto invece che hanno manifestato i sindaci di Porto San Giorgio e Sant’Elpidio a Mare riparando nei tempi il grave errore commesso».
