Parlamento, Acquaroli c’è:
«Dimissioni da sindaco? Non per adesso»
Ma la vice è pronta a prendere il posto
POTENZA PICENA - La conferma arrivata oggi dalla Corte d'Appello. Venerdì la proclamazione alla Camera ma resta il nodo per l'incompatibilità con il ruolo da primo cittadino. L'ipotesi è di far votare la decadenza al Consiglio, così da far subentrare Noemi Tartabini. In serata la visita al Consiglio comunale di Macerata dove è stato accolto anche dal sindaco Carancini

Da sinistra Francesco Acquaroli, Paolo Renna, Maurizio Mosca e Riccardo Sacchi
«Dimissioni? Per ora no. Mi prenderò tempo per decidere». Francesco Acquaroli oggi ha la certezza di sedere in Parlamento. Il sindaco di Potenza Picena è tra gli eletti. Lo conferma la lettera ricevuta oggi dalla Corte d’Appello d’Ancona.

Francesco Acquaroli e Romano Carancini
Ora resta un dubbio da sciogliere: che fine farà la guida del suo Comune. Acquaroli infatti, per legge, era candidabile. Ma il suo ruolo da sindaco, dato che Potenza Picena ha più di 5mila abitanti, è incompatibile con quello da parlamentare. Ma da qui al governo c’è tempo. In ogni caso «non mi dimetto da sindaco», ribadisce Acquaroli, che venerdì andrà a Roma per la proclamazione. Acquaroli non si sbilancia sulla strategia comunale. Ma a questo punto le vie da percorrere sono principalmente due. La prima, prendere tempo in vista della decisione finale di Mattarella sul governo. La seconda, far valere l’impossibilità sopraggiunta, decadere da sindaco e lasciare spazio al vice sindaco Noemi Tartabini. Perché in caso di dimissioni, il Consiglio verrebbe sciolto e il Comune sarebbe commissariato.

Noemi Tartabini
In serata Acquaroli è arrivato nella sede della Provincia di Macerata mentre il Consiglio comunale era in corso. A festeggiarlo con abbracci e strette di mano il sindaco Romano Carancini, il collega di Fdi Paolo Renna, il consigliere Udc Marco Foglia. E poi ancora Maurizio Mosca (Città viva), Riccardo Sacchi (Forza Italia). Insomma, un riconoscimento trasversale per «un’avventura – così la chiama Acquaroli – che all’inizio certamente non mi aspettavo. Chi l’avrebbe detto qualche anno fa». Il suo è un destino politico segnato dalla svolta delle Marche, dove l’elettorato è fuggito a destra o verso il Movimento 5 stelle rispetto agli storici consensi a sinistra. Acquaroli ha incontrato poi il presidente della Provincia Antonio Pettinari, che ieri ha ricevuto anche l’eletta del Movimento 5 stelle Mirella Emiliozzi.
(Fe. Nar.)

Da sinistra Francesco Acquaroli, Paolo Renna e Marco Foglia
I cittadini meritano un sindaco a tempo pieno e soprattutto che sia quello che hanno votato…la strategia delle non dimissioni non piace ,come non piace un sindaco non scelto democraticamente.
Non capisco che aspetta.