Come difendersi dalle avversità?
Una mano può darcela l’umorismo

LA DOMENICA DEL VILLAGGIO -  La vita ha così tanti difetti che scherzarci sopra è un sollievo. Ma non ne abbiamo una migliore e bisogna amarla più di qualsiasi altra cosa. Le recenti e ben poco umoristiche vicende di Macerata
- caricamento letture

 

liuti-giancarlo-e1513504376909-325x284

 

di Giancarlo Liuti

Che la vita non vada presa troppo sul serio come se fosse l’unica cosa verso la quale nutrire una totale e assoluta devozione ce l’insegna la stessa vita, così fragile, così provvisoria, così limitata nel tempo e non di rado così ingiustamente cattiva con noi che non le abbiamo fatto nulla di male e anzi l’abbiamo amata e l’amiamo con ogni trasporto dell’animo. Ma perdere la vita significa morire, scomparire per sempre dal mondo, un esito finale che nessuno desidera ad eccezione dei più disperati. Ed è soprattutto questa la ragione per cui il nostro amore per la vita è così grande che spesso la vita non sa – o, peggio, non vuole – ricambiarcelo. La qual cosa ci delude moltissimo, perché un minimo di gratitudine, da lei, avremmo il sacrosanto diritto di aspettarcelo.

Ma come si fa, del resto, a non prendere sul serio la vita? Ne abbiamo una sola e non ci è consentito cambiarla con un’altra migliore. Oggigiorno, oltretutto, corrono tempi inquieti perfino a Macerata, una città (“Civitas Mariae”, quindi protetta, però mica tanto, dall’ Alto dei Cieli) tradizionalmente serena, ma pochi giorni fa resa inquieta da non auspicate “importazioni” umane o disumane (“nigeriani”, in particolare) e ancor più dalla circostanza per cui, oggi, “tutto il mondo è paese” e ogni tanto fa un salto pure in Piazza della Libertà, dove deposita innumerevoli occasioni di sgomento.

chaplin-hitler

Chaplin, Il grande dittatore

Domanda: in che modo ce ne potremmo difendere? Di risposte, forse, ce n’è solo una e sta nella forza del nostro animo di guardare alla realtà ponendone in risalto gli aspetti insoliti e perfino divertenti, cioè quelli che ci paiono a tal punto assurdi e paradossali da indurci a riderne come se fossero battute di spirito. Quindi umorismo. Ed è appunto dell’umorismo – vale a dire la capacità di percepire la realtà ponendone in risalto con fatalistico distacco il paradosso di certi eventi – che stavolta ho inteso parlare. Un’astuzia dell’anima, questa, che ovviamente non ho inventato io ma alla quale hanno fatto ricorso, nei secoli, molte illustri persone, a cominciare dai “saggi” che davano consigli non seriosi agli imperatori romani per finire – cito un solo esempio – all’inglese Winston Churchill che a metà del Novecento e contro la tracotanza di Hitler usò anche l’arma di una feroce ironia.

Ed è per l’appunto d’ironia – o, ripeto, di umorismo – che stavolta pongo in risalto in quanto arma , spesso l’unica, che il Padreterno ci ha messo a disposizione per difenderci dalle avversità della vita. La qual cosa non sempre è possibile, ovviamente, ma non di rado lo è. E pure gli antichi vi facevano ricorso, prendendosi gioco di chi predicava o faceva il Male e scherzandoci sopra (abilissimo, in questo, fu il satirico greco Aristofane, autore di commedie nelle quali si burlò ferocemente dei falsi “potenti” dell’epoca sua).

E oggi? Lasciamo perdere. L’umorismo non manca. Anzi, ce n’è pure troppo. Semmai è sbagliato il bersaglio. Specie nella politica, infatti, la nostra carissima Italia si sta logorando in una quotidiana presa in giro di se stessa, con partiti, movimenti e leader di cui non si riesce a capire cosa vogliono (forse soltanto dir male degli altri) e dove vogliono andare (forse soltanto a caccia di poltrone per loro e le loro eminenze). E questo non è umorismo, ma, semmai, il suo contrario, ossia un’arrogante seriosità.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X