Donna in giunta
«Ciarapica contro la legge,
si è preso altri 60 giorni»

CIVITANOVA - La denuncia dei consiglieri Ghio e Rossi: scaduti i termini per la rimozione della discriminazione di genere il sindaco si è concesso altro tempo per le consultazioni, nonostante il diniego della commissione regionale. I due consiglieri: «Bel modo di festeggiare l'otto marzo, la lezione di illegalità non è più accettabile»

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I consiglieri Pier Paolo Rossi e Stefano Ghio

 

«Ciarapica festeggia la festa della donna concedendosi una deroga di 2 mesi per inserire una donna in giunta». Lo annunciano i consiglieri d’opposizione di Civitanova Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi che denunciano il tentativo del sindaco di prendere ancora tempo rispetto al piano di rimozione della discriminazione di genere in giunta. «Il termine concesso con il progetto di adeguamento concordato con le consigliere di pari opportunità della Regione era di 120 giorni – attaccano i due consiglieri di opposizione – pari al massimo consentito dalla legge. Registriamo il tentativo fatto dal sindaco Ciarapica di prorogare il termine, prima chiedendolo alle consigliere stesse, ma ricevendo una diniego motivato dalla impossibilità normativa di derogare ai 120 giorni previsti, quindi disponendolo autonomamente rinnegando ogni regola ed ogni legge in materia. In pratica il sindaco, in barba alla legge, ha prorogato se stesso nell’adempimento dei suoi obblighi proprio ieri, celebrando così nel migliore dei modi la giornata internazionale delle donne. Ognuno festeggia come meglio crede. C’erano altri due Comuni che hanno stipulato l’accordo con le Pari Opportunità regionali i quali non si sono però permessi di autoderogarsi nei termini adeguandosi tempestivamente alla norma: l’ultimo il comune di Porto San Giorgio che si è adeguato venerdì scorso. Comprendiamo le difficoltà per la mancata elezione dell’assessore Cognigni e per la difficile convivenza dei papabili con gli assessori intoccabili, ma non è più accettabile la lezione di illegalità che ci propina la maggioranza predicando bene ma razzolando molto male».


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