Omicidio di Pamela,
nella casa dell’orrore
le impronte dei 3 nigeriani
I SOPRALLUOGHI nella palazzina di via Spalato 124 hanno consentito di trovare altri elementi a carico dei fermati
Nella casa di via Spalato 124 sarebbero state trovate le impronte di tutti e tre i nigeriani fermati ieri e oggi portati in carcere. Emerge dalle indagini sull’omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza di 18 anni che si era allontanata dalla comunità Pars di Corridonia il 29 gennaio scorso. A collegare i tre indagati alla casa in cui la giovane sarebbe stata uccisa e poi fatta a pezzi in maniera scientifica, ci sono le analisi sui cellulari: le celle telefoniche li posizionerebbero nella zona di via Spalato nelle ore in cui la ragazza sarebbe morta e poi fatta a pezzi. Ma oltre ai telefoni, da quanto emerge, ci sarebbero anche le impronte digitali dei tre indagati che sarebbero state trovate nell’appartamento dove viveva il nigeriano Innocent Oseghale. Tre le persone che sono state arrestate con l’accusa di omicidio volontario. Oltre a Oseghale sono il 22enne Desmond Lucky e il 27enne Lucky Awelima. Tutti e tre si trovano nel carcere di Montacuto, ad Ancona. La svolta nell’indagine è legata ai primi esiti dell’autopsia e ai risultati delle analisi telefoniche.


adesso andate a sfilare pure contro questi tre poveri immigrati clandestini che scappano dalla Guerra e dalla fame.
Tre rifiuti umani che dovrebbero essere messi ai lavori forzati a pane e acqua fino a che non muoiono,luridi animali.
Non me ne voglia, ma qualcuno avvertita l’Avv. Borgani che le impronte non erano né di Salvini né di Meloni ma del suo assistito.
E’ un caso che le recenti vicende abbiano avuto come teatro una città con alta concentrazione di immigrati? Ed è un caso che in questa città ci sia un’alta concentrazione di cooperative? Probabilmente no.