Il Maestro Riccardo e “Margherita”:
tripla standig ovation per Cocciante
MACERATA - Il cantante torna allo Sferisterio dopo 30 anni per il suo tour che celebra anche il mezzo secolo di una delle sue canzoni più iconiche. Ha cantato i suoi brani più famosi "Era già tutto previsto", "Cervo a primavera", "Bella senz'anima", "Se stiamo insieme", "Poesia". Arena completamente esaurita e tantissimi in fila in anticipo per assistere allo spettacolo che si è concluso con "In bicicletta"

Riccardo Cocciante allo Sferisterio
di Marco Ribechi (Foto di Massimo Zanconi)
Riccardo Cocciante dopo 30 anni allo Sferisterio, sold out per i suoi 80 anni. È il pubblico delle grandi serate in Arena quello che ha atteso l’artista per il suo ritorno, occupata fino all’ultima seduta. Il botteghino conta 2.430 biglietti staccati, per un sold out tecnico, non è possibile inserire più persone di così nello Sferisterio. L’occasione è una tappa del suo tour celebrativo “Io… Riccardo Cocciante nel 2026” per festeggiare le otto decadi di vita e i 50 anni del brano Margherita, uno dei suoi pezzi più celebri.

Tantissimi gli spettatori in fila all’ingresso, arrivati in anticipo per ascoltare i successi di una carriera planetaria iniziata nel 1972 e che vede all’attivo ben 20 album in studio.

Alle 21,15 circa, con qualche minuto di ritardo, si spengono le luci e la numerosa band, ben nove elementi, entra in scena con i suoi componenti tutti in abito total black. Dopo pochi istanti la luce punta su di lui, Riccardo Cocciante, al contrario vestito completamente di bianco che, entrando, intona il suo brano del 1987 La Grande avventura. È l’incipit di un viaggio negli anni e nelle emozioni più disparate che Cocciante offre al suo pubblico.

Scavando indietro nel tempo irrompono “Io che sono luce” e “Uomo”, entrambi tratti da Mu, il primissimo album con influenze fortemente prog che oggi per la sua rarità è una perla da collezionisti.

«Oggi siamo tutti ammassati ma distanti – spiega Cocciante – la tecnologia non ci permette il contatto, abbiamo incertezza di dove andiamo e per quanto tempo» sono le parole che anticipano proprio “Ammassati e distanti” seguita poi da “Il mio nome è Riccardo” e “Uniti no, divisi no”. Ma a schiarire le voci del pubblico sono i due brani successivi, carichi del pathos che caratterizza la produzione dell’artista: “Un buco nel cuore” e “Cervo a primavera”. A metà concerto il primo lungo applauso che sa quasi di standing ovation: è per “Era già tutto previsto” che scalda i cuori della platea anche grazie alla performance al pianoforte offerta sul palco.

Il concerto prosegue con salti temporali di album in album, “Ti amo di più” dedicata all’Europa e alle sue bellezze, “Vivi la tua vita” scritta per la nascita del figlio e “Indovina” che ripercorre le origini del cantante, nato in Vietnam a Saigon.

«Il prossimo pezzo non è mio – spiega Cocciante – ma ho l’orgoglio di averlo condiviso con una grande persona, Fabrizio Frizzi». La canzone è “Hai un amico in me” che faceva parte della colonna sonora del film di animazione Toy Story di cui Frizzi, era doppiatore. “Mano a mano” è il pezzo invece portato al successo da Rino Gaetano che anticipa “Sincerità” e “Il tempo delle cattedrali” tratta dal musical Notte Dame de Paris che 25 anni fa lo portò sul tetto del mondo.

Ma il pubblico esplode veramente con l’accoppiata “Celeste nostalgia” e “Quando finisce un amore” che conquista la prima vera standing ovation della notte con tanti presenti in piedi a gridare “Riccardo, Riccardo”.

Allora Cocciante rilancia: «Questo è il primo brano che ho scritto, non sapevo suonare, solo tre accordi». È “Poesia” che il pubblico canta in coro sussurrando a bassa voce. La successione dei pezzi in scaletta per il gran finale è da brividi, tutti brani ormai della cultura popolare italiana che racchiudono quell’energia emotiva che caratterizza lo stile di Cocciante. “Bella senz’anima”, “Se stiamo insieme”, e l’attesissima “Margherita” che il pubblico riconosce immediatamente dopo solo due note al piano. Un momento estremamente partecipato che si chiude con un grande canto a cappella del pubblico e una seconda vigorosa standing ovation.

«Da bambino ero molto introverso – spiega Cocciante – e la musica mi ha dato la possibilità di comunicare. Per questo, finché ce la farò, finché avrò forza, Io Canto». È proprio questo il titolo del pezzo seguito da un brano intonato insieme al pubblico “Questione di feeling”. Dopo un assolo con cui ogni componente della band saluta il pubblico e la terza standing ovation è ormai tempo dell’ultimo pezzo con cui si chiude il concerto. “In bicicletta”, con la sua allegra leggerezza è la canzone scelta per ringraziare il pubblico maceratese che ricambia con lunghissimi applausi e grida di apprezzamento.

















