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Montecavallo, è già Natale
con la nuova casa comunale

RICOSTRUZIONE - Inaugurata la struttura nel più piccolo paesino delle Marche. E' un prefabbricato di 90 metri quadri con l'ufficio del sindaco, l'open space dell'Anagrafe e altri uffici. Presente il governatore Ceriscioli al taglio del nastro: «Caporalato romeno nei cantieri delle casette? Si indaghi, finora nessuna irregolarità»
sabato 16 dicembre 2017 - Ore 18:50 - caricamento letture
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Taglio del nastro. Da sinistra Angelo Sciapichetti, Antonio Pettinari, Pietro Cecoli e Luca Ceriscioli

 

dall’inviato Maurizio Verdenelli

Natale è…una nuova casa comunale. Da questo pomeriggio un albero illuminato occhieggia dalla porta a vetri del prefabbricato di 90 metri quadri e rende meno triste il livido piazzale da scenario sismico da dove si può vedere la collina che dà il nome a Montecavallo, il municipio più piccolo della Regione. Il poggio è innevato, nella notte c’è stata tormenta ma della neve non c’è più traccia all’arrivo del governatore. Resta il freddo da centro alpino: intenso, asciutto, l’ideale per un buon pasto nella contigua casetta che ospita uno dei più famosi ristoranti dell’entroterra per cui vale la pena lasciare la superstrada, percorrere un ‘tunnel’ verde ed oltrepassare Pievetorina. Da Pieve Torina arriva Ceriscioli (leggi l’articolo) insieme con l’assessore Angelo Sciapichetti e qualche minuto più tardi, scortato dal comandante della Polizia provinciale, il presidente Antonio Pettinari. Quasi contemporaneamente anche il direttore dell’area Vasta 3, Alessandro Maccioni. Chiede subito udienza a Ceriscioli sul ‘caso Camerino’. Breve udienza nello studio del sindaco Pietro Cecoli. All’uscita facce distese e sorridenti.

«Infiltrazioni d’acqua all’ospedale di Camerino? Stiamo già provvedendo dalla mattinata e se non basterà sposteremo qualche reparto a San Severino per una maggiore tutela dei pazienti», fa sapere Maccioni senza nascondere una personale posizione di ‘amarezza’ «per il modo con cui il problema è stato fatto mediaticamente esplodere». Ricordando una notte che ricoverato lui stesso all’ospedale di Macerata si trovò nell’unica camera nella quale nel corso di ‘un diluvio notturno’ la finestra per errata inclinazione, «faceva filtrare un po’ di pioggia». Per Maccioni non sarà l’unica amarezza di giornata… da tifoso interista, fede che scherzosamente lo contrappone a Ceriscioli e Pettinari, juventini, prima del fatidico taglio del nastro. Il governatore appare addirittura premuroso nei confronti di ‘Tonino’ (suo ‘assessore mancato’) sollecitato “a coprirsi di più” nella previsione della pur breve cerimonia all’aperto, benedetta da don Nello. Poi il brindisi con ‘Canavel’ di Valdobiaddene. Veneto? E le Marche dei vini? Il breve mistero enologico lascia interdetto Ceriscioli («Perchè? abbiamo anche qui ottime ‘bollicine’») viene di lì a poco disciolto: l’ottimo prosecco è un cadeau di Claudio Giusti, trevigiano, titolare dell’impresa che sta lavorando (“bene” certifica Cecoli) nel cantiere post sisma di Montecavallo.

L’aria è da Buone Feste. Anche Pietro sindaco dei ‘due terremoti’ (c’era anche nel ’97 con Mauro Falcucci a Castelsantangelo e Renzo Marinelli a Castelraimondo) ‘concede’ molto all’atmosfera da ‘cantucci e vin brulè’. Giura infatti Cecoli: «Adesso va tutto bene, riguardo pure all’agricoltura locale. Gli animali sono ricoverati in vista dell’inverno, ma certo che nei primi mesi (rivolto a Sciapichetti in veste di manzoniano ‘padre provinciale’: “via via, tutto è passato” ndr) non si riusciva neppure a parlare con certi assessori in Regione».Chiedo al governatore: Qual è il dono di Natale per le popolazioni del ‘cratere’?  (Largo sorriso): «Non uno, ma due! Il piano completo con il crono programma di tutte le opere di ricostruzione degli edifici scolastici lesionati. Ed inoltre, un nuovo quadro di semplificazione per le procedure amministrative relative ai privati». Il caporalato romeno, le denunce dei sindacati? «Si indaghi, si faccia luce sugli eventuali casi. Devo dire che i cantieri sono sottoposti a monitoraggio continuo e che non erano emerse finora situazioni di irregolarità: una sola multa finora fra tanti».

Il sindaco Cecoli insieme al team dell’Aconcagua experience

Pettinari espone al governatore il nodo viario («Ho soluzione anche per Montecavallo»). Qualcuno auspica ‘Tonino presidente Anas’ ma Ceriscioli non sente brindando, si sorprende tuttavia nel sapere Pettinari eletto in Provincia di Macerata sin dall’85. Un’eternità. Primo incarico: capo della commissione viabilità, è naturale. «Tonino, fino a quando resterai?». «Fino al 2020». Una vita fedele ad un’unica istituzione con una grande vocazione: strade e ponti. «Abbiamo un formidabile ufficio tecnico», garantisce Pettinari ai cronisti insistendo sul principio che pure «piccoli comuni come Montecavallo sono preziosi perché presidi sicuri della Res Publica nel cuore dell’entroterra». Ci sono anche gli uomini dell’Aconcagua Experience team (Roberto Pellegrini, Marco Capodacqua e Giovanni Dall’Armellina) che isseranno a gennaio sui settemila della montagna argentina, le bandiere della Provincia di Macerata e di Montecavallo, comune partner dell’iniziativa, a nome di tutti i centri ‘terremotati’. Un simbolo di speranza sui settemila metri dell’Aconcagua, la vetta più alta del continente americano. «Dagli Appennini (feriti dal sisma) alle Ande» dice Pellegrini – parafrasando il titolo del racconto presente nel deamicisiano ‘Cuore’ e dei film a questo ispirato. A Macerata quest’estate il team è stato ricevuto dalla vicepresidente dell’Argentina, Marta Gabriela Michetti.

Alla fine Ceriscioli quasi scappa con Sciapichetti, un po’ a milancuore però rinunciando al pranzo ufficiale al ‘Nido dell’Aquila’ di Renzo Budassi. A Valfornace l’aspetta il sindaco Massimo Citracca (dipendente di polizia Penitenziaria) che ha un grosso problema da sottoporgli. Quale? Sempre ik solito, intuibile la cui soluzione il Generale Inverno rende ogni giorno sempre meno prorogabile all’ombra dei Sibillini.
E c’è pure con l’inverno che avanza -nuvoloni neri pieni di pioggia e neve- un’altra minaccia: le invasioni barbariche dell’esercito dei cinghiali nell’Alto Maceratese. «Colture danneggiate, terreno quasi ‘arato’ e sicurezza di abitanti ed automobilisti in pericolo», avverte Pettinari. Il capo della Polizia provinciale, maggiore Attilio Sopranzetti, con un paradosso: «Ci vorrebbero quasi i marines». E’ una bella mattinata di festa, anche con riferimento alla confinante Pieve Torina senza pensare al rischio-desertificazione («che bella scuola» dice la signora Cecoli «speriamo che si possa riempire col tempo di bambini: in prima classe ci sono sei scolaretti»). A Montecavallo il nuovo comune è piccolo, ma accogliente tutto in frassino bianco con le capriate. C’è lo studio del sindaco, l’open space dell’Anagrafe, i servizi Ufficio tecnico e Ragioneria e naturalmente i servizi. Con Cecoli ci lavorano i dipendenti Giancarlo Germoni, Michele D’Ercole (ufficio tecnico), Valentina Remigi (Ragioneria), Federica Bellini (ufficio amministrativo), Veronica Verolini (servizio civile) e c’è l’operaio comunale Claudio Loreti. Prima dell’arrivo delle autorità, tutti attorno agli scatoloni degli addobbi, pieni di polvere. E’ un pulviscolo strano, però: è quello di tante macerie e scosse passate. E’ il secondo Natale dopo la ‘botta grossa’ dell’ottobre 2016, quella che ha fatto la drammatica differenza con il passato anche a Montecavallo. Ma ora, mentre di nuovo nevischia subito dopo pranzo, c’è in più il ‘caldo buono’ di un piccolo abete finto eppure ‘autentico’. Un segno semplice che questa comunità addossata alla montagna, lontana da tutto (eccetto che da quel Cristo del ’97 sul poggio sopra i propri tetti), sente come una luce attesa ed insperata. Per ripartire dopo dolore e paura.

Sindaco, dipendenti comunali e gli uomini dell’Aconcagua Experience team

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