«Fanno più danni del terremoto»,
sindaco e assessori diffamati
Pensionato finisce sotto accusa
MORROVALLE - Un 68enne è imputato al giudice di pace di Macerata per offese al primo cittadino e alla giunta in merito a lavori su di uno stabile danneggiato dal sisma. La difesa: «Parlava in generale, senza attribuire nulla a nessuno»
Segnala al Comune la necessità di fare interventi per evitare crolli in uno stabile danneggiato in seguito al sisma, l’ente gli risponde e lui invia due missive con cui avrebbe diffamato sindaco, vari assessori e con loro anche il responsabile dell’ufficio tecnico. L’uomo, un pensionato di 68 anni di Morrovalle, è finito sotto accusa davanti al giudice di Pace di Macerata, Giuseppina Vita. Oggi si è aperto il processo in cui si sono costituiti parte civile il sindaco di Morrovalle, Stefano Montemarani, gli assessori Alessandro Capozzucca, Giorgio Baldassarri, Valentina Salvucci, Fabiana Scarpetta, Andrea Staffolani, e il responsabile dell’ufficio tecnico Enrico Storani (tutti assistiti dall’avvocato Renato Coltorti). I fatti risalgono al novembre dello scorso anno. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, il pensionato, Reno Cipolletti, difeso dall’avvocato Vanni Vecchioli, il 12 novembre 2016 aveva inviato un telegramma al Comune per chiedere al sindaco di intervenire in un immobile di piazza Garibaldi ed evitare di aggravare il pericolo di crolli. Il Comune aveva risposto comunicando a Cipolletti l’ordinanza di esecuzione di opere di messa in sicurezza sull’immobile (c’era stato un sopralluogo da parte di protezione civile e vigili del fuoco).
A questo punto Cipolletti, dice l’accusa, con due missive, una del 21 novembre del 2016 una seconda del 26 novembre di quello stesso anno, avrebbe offeso sindaco, assessori e il responsabile dell’ufficio tecnico. Nella prima missiva scriveva che i comportamenti posti in essere «tentano di nascondere artefici, raggiri, soprusi illegalità omissioni, favoritismi, scambi di favori, tangenti», nella seconda avrebbe detto «fanno più danni questi che il terremoto». «Innanzitutto lui parlava in generale non attribuendo nulla a nessuno – dice l’avvocato Vecchioli –. Lui fa questo per tutelare il pubblico interesse, quando vede una situazione di potenziale pericolo di un cantiere, di lavori pubblici eccetera ha l’impulso di intervenire segnalando».
(Gian. Gin.)

