«Dammi il codice pin o ti taglio le dita»
Marito finisce sotto accusa:
maltrattamenti, lesioni e rapina
IN AULA - Un 46enne maceratese è accusato, tra l'altro, di aver minacciato di morte la donna puntandole un coltello, di essersi arrampicato sul balcone per entrare in casa di lei dopo che lo aveva lasciato, di averle rotto la falange di un dito per prenderle la borsa, di aver tentato di costringerla ad avere un rapporto sessuale con lui
Minaccia la moglie di tagliarle le dita se non gli svela il codice pin del cellulare, le punta un coltello alla gola, le ruba la borsa con il telefonino, entra nella casa dove lei vive dopo che la donna si è allontanata dall’abitazione coniugale arrampicandosi sul balcone e smontando una finestra, cerca di costringerla ad avere un rapporto sessuale con lui. Questa una serie di presunti episodi che sarebbero avvenuti nell’arco di alcuni mesi e che hanno portato sotto accusa un 46enne maceratese che ora deve rispondere di maltrattamenti, rapina, tentata violenza sessuale, violazione di domicilio, lesioni personali. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe maltrattato la moglie spingendola ad allontanarsi, il 20 gennaio del 2017, dalla loro casa. L’uomo, dice l’accusa, appreso che la donna aveva avuto una relazione extraconiugale, l’avrebbe minacciata quotidianamente: «ti ammazzo», «non esci da questa casa se non a piedi pari». E ancora: «l’avrebbe percossa giornalmente, ingiuriata, l’avrebbe chiamata insistentemente al cellulare per sapere dove si trovasse e per monitorarne gli spostamenti. Nel settembre 2016, durante una lite per motivi legati al tradimento della moglie – continua l’accusa –, le avrebbe intimato di mostrargli il cellulare e di fornirgli il codice pin per leggere i messaggi e le chiamate. Per farsi dare il codice l’avrebbe minacciata di tagliarle le dita della mano e nel dire queste parole l’uomo teneva in mano delle forbici. Una volta letti i messaggi l’avrebbe strattonata, schiaffeggiata e costretta a lasciare l’abitazione. In altre occasioni l’avrebbe minacciata di morte puntandole un coltello alla gola. In seguito, dopo che la donna si era allontanata di casa, in una occasione l’avrebbe rintracciata mentre col figlio si trovava in auto e avrebbe colpito i finestrini della vettura. La donna si era barricata all’interno e l’uomo aveva minacciato di sfondare il finestrino. L’accusa parla poi di un caso in cui l’uomo avrebbe portato via la borsa alla donna (dentro c’era il cellulare). Nel prendere la borsa avrebbe fatto male alla donna, che riportò la frattura della falange di un dito. Da qui la contestazione di rapina e di lesioni personali. Dopo l’episodio della rapina della borsa, l’uomo sarebbe andato alla casa dove la donna si era trasferita. Si sarebbe arrampicato sul balcone della casa e avrebbe smontato il vetro usando un martello e altri arnesi perché voleva parlare con lei, che però era in ospedale a farsi curare per la frattura alla falange della mano. Un’ultima contestazione è il tentativo di violenza sessuale: l’uomo, dice l’accusa, quando ancora conviveva con la moglie sarebbe entrato nella camera da letto e avrebbe urlato dicendole che voleva un rapporto sessuale con lei. Poi l’aveva afferrata con forza. Lei si era messa a urlare ed era intervenuto il figlio della coppia che aveva allontanato l’uomo. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Montecassiano e Piediripa di Macerata dal settembre 2016 al febbraio 2017. Il processo è in corso al tribunale di Macerata. Oggi doveva testimoniare la parte offesa ma l’udienza è stata rinviata. L’imputato è difeso dall’avvocato Fabio Sargenti.
(Gian. Gin.)
