Il caso Tortora
nelle “Lettere a Francesca”

MACERATA - Francesca Scopelliti, la compagna di Enzo, torna nel capoluogo, giovedì 21 settembre al ristorante ‘Le Case’, dalle 21.30, per un’iniziativa del Rotary Club ‘Matteo Ricci’ aperta a tutti

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Francesca Scopelliti

 

“Dunque, dove eravamo rimasti?” si chiese lui davanti alle telecamere Rai, assolto definitivamente dalla Corte d’Appello di Napoli nell’87. “A distanza di 33 anni dal suo arresto non è cambiato nulla!” ha detto Francesca Scopelliti esattamente dodici mesi fa (il 23 settembre) nell’ex Palazzo di Giustizia di Macerata, ora Facoltà di Filosofia, presentando “Lettere a Francesca”, l’ultima, commossa ‘novità sul caso Tortora (leggi l’articolo). Francesca, la compagna di Enzo, torna nel capoluogo, dopodomani giovedì. Sarà al ristorante ‘Le Case’, dalle 21.30, per un’iniziativa aperta a tutti che promette d’essere intensa e speciale, avendo Francesca aderito all’invito della presidente del Rotary Club ‘Matteo Ricci’, Silvana Lisi. Ad introdurre ‘il caso’, il giornalista Maurizio Verdenelli già inviato del ‘Messaggero’, collaboratore de ‘La Nazione’ a cavallo tra gli anni 60 e 70 quando Tortora lasciata tra ‘lampi e tuoni’ la conduzione della Domenica Sportiva, firmò un contratto da inviato con il gruppo Monti. Con Francesca Scopelliti dialogherà l’avvocato Paolo Giustozzi, membro della giunta nazionale dell’Unione delle Camere Penali che ha promosso la valorizzazione del libro in un tour in tutta la Penisola.

libro-lettere-a-francesca-enzo-tortora-presentazione-2016-foto-ap-3-400x267“Solo i bimbi, i pazzi e i magistrati non rispondono dei loro crimini’ è scritto sulla cover di ‘Lettere a Francesca’ scritte dal carcere dove fu ingiustamente detenuto, sotto il peso di accuse infamanti e rivelatesi privi di alcun fondamento, il giornalista che diceva di sé “non essere vittima di un errore giudiziario ma di un refuso”. Fu quando in aula il suo quasi omonimo Enzo Tortona riferì essere suo il numero del cellulare trovato nell’agendina di un camorrista ucciso che gli investigatori avevano attribuito al notissimo presentatore (“Portobello aveva una platea di 28 milioni di telespettatori” sottolinea Francesca). “Come fa ad esserne così sicuro?” fu la domanda del giudice. “Presidè, facite o’ nummero…” rispose Tortona. Enzo Tortora morì nell’88 stroncato da quella ‘bomba al cobalto’ (così definita dalla sua compagna) quale si rivelò l’inchiesta su di lui che aveva come prova ‘regina’ quel numero di telefono ed una serie di testimonianze rivelatesi false.


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