Addio all’architetto Luigi Cristini,
sognava una viabilità veloce
per la Valle del Potenza
SAN SEVERINO - Il professionista, fondatore del Gruppo Marche a Villa Potenza con Paolo Castelli, si è spento a 88 anni. Era stato il fautore del traforo del Cornello
Architettura in lutto per la morte di Luigi Cristini, 88 anni. Il professionista si è spento oggi pomeriggio a San Severino dove viveva. Il fondatore del Gruppo Marche, aveva legato il suo nome al sogno di una viabilità veloce per la vallata del Potenza ed era stato il fautore del traforo del Cornello.
Nato a San Severino nel 1929, Cristini ha frequentato la facoltà di architettura di Firenze. Laureato con lode, pubblicazione e bacio accademico nel 1962 e viene chiamato al M.i.t. di boston. Preferisce rimanere a Firenze dove nel ‘63 ottiene una borsa di studio per neolaureati ed inizia una lunga collaborazione universitaria fino al 1970, anno in cui decide di dedicarsi esclusivamente alla libera professione. Insieme a Paolo Castelli, scomparso lo scorso giugno, con cui collaborava già da anni, nel 1971 fonda il Gruppo Marche, un vero e proprio “centro” interdisciplinare aperto ad affrontare temi d’architettura nella sua interezza con sede a Villa Potenza.
Punto di riferimento nell’architettura degli ultimi 50 anni, ha avuto anche un ruolo rilevante nella pianificazione regionale. È stato consigliere regionale occupandosi principalmente di urbanistica e ambiente. Negli anni ’70, dopo aver promosso azioni eclatanti con l’associazione “quercia amica” contribuisce alla stesura della legge regionale, fra le prime nel nostro paese, per la protezione della flora. E’ stato presidente nazionale della Federarchitetti (Sindacato architetti liberi professionisti) e consigliere comunale a San Severino.
Lascia la moglie ed il figlio Luca Maria, anche lui architetto. i funerali non sono ancora stati fissati.

Condoglianze al caro amico Luca.
Era un ambientalista nato. Ricordo che salvò le nostre querce. Volevano abbatterle per farci le traversine dei binari delle ferrovie. Riposa in Pace.
Ho avuto modo di conoscerlo nel periodo universitario, un architetto con la A maiuscola. R.I.P.