Popolo della famiglia contro Ciarapica:
‘sfoggio di supremazia e pochi fatti’
CIVITANOVA - Il partito, escluso dalla competizione elettorale, torna alla carica
Torna alla carica il Popolo della famiglia. Escluso dalla competizione elettorale dopo l’abbandono del candidato Fabrizio Ciarapica, il partito ricomincia la sua battaglia e lo fa tirando strali all’attuale amministrazione: «Dov’è la coalizione unita e coesa tanto sbandierata durante la campagna elettorale? In cinque hanno lasciato le liste in cui sono stati eletti per ritrovarsi poi, tutti tranne Rogani, nel gruppo “Liberamente”, nome scopiazzato dalla trasmissione di Gianfranco Amato del Popolo della Famiglia. Poi Francesco Centioni si dimette dalla presidenza dei Teatri di Civitanova lamentando delusione e promesse non mantenute, ed i fatti mostrano che la principale occupazione dell’amministrazione sembra essere la distribuzione di ruoli e incarichi per rispondere alle tante, forse troppe, promesse fatte. Sono aumentate le poltrone, lo staff del sindaco passa da 1 a 3, il Cda dell’Atac da 3 a 5, la Civitas da 1 a 3, il Cda dei Teatri di Civitanova da 3 a 7. La coerenza del Popolo della Famiglia è nella scelta di fare non uno, ma più di un passo indietro, rimanendo fuori da questo genere di giochi di palazzo. Il Popolo della Famiglia non è mai sceso a compromessi e per rispetto delle persone che credono nei valori fondanti con umiltà ha preferito tirarsi indietro perché, come stanno dimostrando i fatti, quando ci sono molte liste accontentare tutti non è possibile e su certi valori non c’è negoziazione. Queste sarebbero le novità della nuova amministrazione? Oggi è il PdF che pone una domanda: dov’è la coerenza dell’attuale amministrazione venuta fuori da una coalizione sbandierata come unita e coesa? Si è visto un gran fermento per sfoggiare supremazia invece di muoversi con umiltà, tante parole per denigrare il lavoro degli altri invece di fatti concreti per il bene dei cittadini. Ci auguriamo di vedere più fatti ed ascoltare meno parole».