Parco di Villa Cozza, riaperto il bar
all’ombra di un amore ottocentesco
MACERATA - Tornata l'attività nella storica torretta da dove la contessa Anna Cozza da Orvieto dominava la città e il suo bellissimo parco ricco di specie vegetali rarissime, tra le quali l’unico Pino di Guadalupe esistente in Europa e giganteschi cedri del Libano
L’Ircr ha riaperto il tradizionale bar/caffè del Parco di Villa Cozza, dopo due anni di chiusura e qualche lesione post sisma (rimarginata) alla storica torretta da dove la contessa Anna Cozza da Orvieto dominava la città e il suo bellissimo parco -allora ben più vasto di questo attuale- ricco di specie vegetali rarissime, tra le quali l’unico Pino di Guadalupe esistente in Europa e giganteschi cedri del Libano. La contessa umbra, nell’800, si era trasferita nel capoluogo marchigiano per amore di un giovane maceratese ed aveva trasformato uno dei tanti conventi dei Cappuccini, al solito panoramicissimo, in una villa ancora più che un classico Casino di Villeggiatura. Che è poi l’attuale edificio, ristrutturato, che ospita principalmente la Casa di riposo dopo essere stato per gran parte del 900 l’alloggio di rappresentanza del primario chirurgo dell’ospedale cittadino.
Finita la love story con il giovane maceratese, Anna Cozza aveva poi aperto la villa al più famoso salotto liberty dell’epoca. Morì, la contessa orvietana, come il conte Tommaso Lauri, senza figli e il ‘sogno terreno’ di entrambi – villa e parco senza uguali: una storia davvero parallela- entrarono nel patrimonio pubblico maceratese. Villa Cozza, senza perdere l’antica denominazione, divenne Congregazione di carità e poi, più asetticamente, Ircr. Il parco con torretta (dove scorazzavano i sette figli maschi e l’unica figlia di Umberto Patrassi, fattore delle tenute della Congregazione) è divenuto così nel tempo a due passi dal centro uno dei pochissimi cuori verdi della città, da contare sulle dita di una mano -per di più monca- aperto a bambini, genitori e nonni, durante l’estate.
L’Ircr –la Casa di riposo è diretta dalla dott.ssa Floriana Patrassi, nipote del patriarca Umberto- ha curato particolarmente quel parco, vialetti, lampioni, aree di gioco, gazebo. Da due anni il gestore aveva cessato il suo rapporto con l’Istituto: così malinconicamente torretta e bar interno erano rimasti vuoti. Tuttavia ecco nei giorni scorsi la riapertura in coincidenza con le manifestazioni concordate insieme con la direzione della stagione lirica: tre pomeriggi di ‘Fiori musicali’ con cantanti ed arie tratte da opere in cartellone la sera stessa in Arena. E in precedenza, teatro dialettale.
Un successo. Anche per il Torretta/bar di Marina Leggieri, titolare adesso della società che ha rilevato il servizio. Che offre oltre ad un ottimo menù per la colazione, aperitivo e pranzo veloce e che si propone di ospitare eventi, spettacoli, piccole cerimonie, lauree e compleanni. “Vogliamo aprire alla cultura, all’arte e allo spettacolo –dice Marina coadiuvata da Tito- presentazione di libri, mostre di pittura ed arte multimediale, concerti, pomeriggi musicali confidando nella collaborazione delle tante associazioni maceratesi. A disposizione c’è un palco di 40 metri quadri: non è l’Arena ma quasi… E non dimentichiamo i nostri amici animali, con spazi a loro espressamente dedicati anche in nome dei carissimi Hogan e Nikita, i nostri cani di famiglia: un po’ gli affettivi testimonials di questa apertura”.
Per info e prenotazioni bardelparco@gmail.com – tel. 345 43.43.358 – FB: Bar del Parco.
(M.V.)

