Sisma, la ricetta dei sindacati:
“Ripartire dalla persona e dai servizi”
RICOSTRUZIONE - Incontro di Cigl, Uil, Cisl. Obiettivi: welfare, sviluppo economico e produttivo, miglioramento delle infrastrutture, valorizzazione e messa in sicurezza del territorio

Da sinistra Maria Teresa Ferretti, Daniel Taddei, Sauro Rossi, Daniela Barbaresi, Graziano Fioretti

di Monia Orazi
I sindacati non vanno in vacanza e scelgono Camerino per lanciare la loro “ricetta” su come far ripartire lo sviluppo economico e sociale delle aree colpite dal sisma. Accolti dal nuovo prorettore dell’università di Camerino, Graziano Leoni, si sono ritrovati nel campus Unicam i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, insieme ai rappresentanti provinciali e territoriali di varie zone delle Marche, per esporre le idee su cui hanno lavorato, frutto di un’analisi dettagliata delle diverse zone del cratere e delle necessità emerse per l’economia regionale che subisce le conseguenze del terremoto. “La situazione nelle zone del cratere è ancora complicata, gli interventi non sono necessariamente legati all’emergenza, per questo abbiamo voluto annunciare pubblicamente la nostra proposta legata alla ricostruzione, per far rivivere le aree interne della Regione – ha detto Graziano Fioretti, segretario regionale Uil – la leva per farle rivivere è quella finanziaria, stanno arrivando risorse molto importanti, serve progettualità, la ricostruzione delle case non basta, serve anche quella del tessuto produttivo ed economico, la viabilità. La politica da sola ha difficoltà a costruire un percorso collettivo, tende piuttosto a rispondere a bisogni individuali”. Fioretti ha concluso evidenziando la necessità di un tavolo di confronto in cui dalle amministrazioni locali, a quella regionale, alle istituzioni culturali, possano partecipare al percorso di rilancio delle zone colpite dal sisma. Daniela Barbaresi, segretaria regionale Cgil, ha aggiunto: “Vanno messe insieme la ricostruzione ed il rilancio economico e sociale dei territori, bisogna rimettere al centro la persona, ripartendo dal lavoro e dai diritti di cittadinanza, come scuole, sanità, infrastrutture sia per la viabilità, che per i servizi di rete. Ci saranno degli ambiti che non si potranno ricostruire come era prima, vanno ripensati portando innovazione. La ricostruzione civile necessita del recupero dei borghi storici, unita alla loro riqualificazione, al rilancio occupazionale dell’edilizia, puntando per lo sviluppo economico sulle vocazionalità dei territori”. Ha concluso Barbaresi: “Dobbiamo riqualificare il welfare, dal settore educativo a quello sanitario, garantendo nuovi servizi con standard di qualità, facendo tornare gli sfollati prima che sia troppo tardi. E’ opportuno ricostruire tante piccole scuole, o aggregare intorno ad un sistema di qualità? Servono una zona economica speciale focalizzata su obiettivi specifici ed un polo di ricerca avanzata, per portare innovazione”. Sauro Rossi segretario generale Cisl ha rilevato: “Serve un’azione di coordinamento, da recuperare, per evitare rischi nella qualità degli interventi, tra i territori, rispetto allo schema stravolto dal terremoto, con la valorizzazione delle peculiarità locali, da legare a progetti di respiro regionale”. Daniel Taddei segretario generale Cgil Macerata: “I sindacati si fanno carico di proporre una propria via allo sviluppo dopo l’analisi dettagliata della situazione nei territori, in ambito regionale, anche se il terremoto non ha colpito tutte le Marche. Per ribaltare questo dramma in opportunità, occorre una visione corale, se ne veniamo fuori, lo facciamo tutti insieme, stiamo assistendo ad un pericoloso ritardo, non solo per la ricostruzione, ma scelte oculate che si devono necessariamente fare”. Ha concluso Maria Teresa Ferretti segretaria Cisl di Ascoli: “Si tratta di territori già martoriati ed in difficoltà prima del sisma, il fattore tempo è fondamentale, il 24 agosto sarà un anno dalla prima scossa, non è fattibile che la gente continui a vivere in una stanza d’albergo, preferiamo parlare di “terre in moto”, noi sindacati ci siamo già attivati, i comuni lavorano ognuno per sé, senza strategie di lungo termine, per questo è fondamentale un ruolo di accompagnamento che possa portare innovazione nei territori seguendo il cambiamento, la nostra preoccupazione e che altrimenti questi diventino territori di conquista”. Il documento dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, partendo dalle indicazioni per uscire dall’emergenza, pone come premessa quella di potenziare le opportunità di lavoro ed i servizi di welfare. Tra le aree prioritarie di intervento sono indicate lo sviluppo del sistema economico e produttivo, la valorizzazione e la messa in sicurezza del territorio, il rafforzamento e la qualificazione dei servizi pubblici. A seguire progetti per attrarre investimenti, tramite il miglioramento di infrastrutture viarie e tecnologiche, zone economiche speciali, il tutto a partire da una mappatura del territorio, coinvolgendo le università delle Marche, con gli opportuni fondi europei da usare, in particolare le risorse aggiuntive dei fondi comunitari Fesr e Psr, pari a 248 e 160 milioni di euro. Essenziale come metodo il coordinamento tra i vari territori, su una strategia condivisa e comune per far sognare un futuro diverso a zone oggi in ginocchio. Soltanto i Comuni di Muccia e Valfornace con la scuola unica e Castelsantangelo sul Nera e Visso con un’unica casa di riposo, hanno dato vita a progetti di servizi condivisi.