Civitanovese, l’Eccellenza
è appesa ad un filo

CAOS ROSSOBLU - Il presidente della Figc Marche, Paolo Cellini: "La nuova proprietà ha costituito una società e chiesto l'affiliazione alla Figc, come tale dovrebbe ripartire dalla Terza categoria. Siamo convocati in consiglio direttivo lunedì, speriamo di avere elementi sufficienti che ci permettano di decidere: se il club del patron Profili verrà inserito in una serie superiore all'ultima, lo farà in sovrannumero"

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Tifosi della Civitanovese

 

di Michele Carbonari

Sono giorni di attesa per i tifosi della Civitanovese, che prossimamente conosceranno il destino della loro squadra del cuore. Gli appassionati e gli sportivi rossoblu sperano di ricevere una risposta definitiva lunedì prossimo, giorno in cui si riunirà il consiglio direttivo del comitato regionale, presieduto da Paolo Cellini. È proprio il numero uno della Figc marchigiana a spiegare la situazione rossoblu. «La Civitanovese non è stata iscritta al campionato di competenza, l’Eccellenza. La società è fallita e quindi è inattiva, non aveva i requisiti per parteciparvi. La nuova proprietà ha costituito una nuova società e chiesto l’affiliazione alla Figc, come tale dovrebbe ripartire dalla Terza categoria – esordisce il presidente del comitato regionale -. Vorrei però chiarire una cosa. Domani a Roma si riunisce l’ultimo Consiglio federale della Figc, che prevede come argomento centrale il futuro di club professionistici non iscritti alla Lega Pro. Non tornei dilettantistici, di cui farebbe parte la Civitanovese, che si è calata già in una situazione di competenza regionale, anche se noi dovremo comunque confrontarci con la lega nazionale. Noi siamo convocati in consiglio direttivo lunedì, speriamo di avere elementi sufficienti che ci permettano di decidere – afferma Paolo Cellini -. Quel che è certo è che se la società del patron Profili verrà inserita in un campionato superiore alla Terza categoria, lo farà in sovrannumero. Infatti, come comitato regionale noi abbiamo la priorità di tutelare e difendere i diritti e gli interessi delle nostre squadre. Chiudo dicendo, in maniera molto generale visti i continui default di diverse squadre in pochi anni, che permettere a club falliti di ripartire da categorie dilettantistiche alte e poi puntualmente vederli partire nuovamente da capo è un rimedio che non funziona».


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