Abiti metafora del sisma,
nasce una capsule collection
tutta maceratese

MACERATA - Esposte agli Antichi Forni le creazioni dello stilista Paolo Trillini edelle storiche tessitrici maceratesi Giovanna Varagona e Patrizia Ginesi con le opere dell' architetto designer Samuela Giustozzi

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Uno degli abiti della collezione

 

Tramando/tremando e ri.Composti insieme per celebrare l’Oriente, una Capsule collection dello stilista Paolo Trillini e delle storiche tessitrici maceratesi Giovanna Varagona e Patrizia Ginesi con le opere dell’ architetto designer Samuela Giustozzi , tutti accomunati da una unica visone: l’abito e l’oggetto come metafora per raccontare una storia, la storia di una terra e di un saper fare oggi è sì ferito e crollato ma sempre vivo e pronto a rinascere grazie a forti connessioni e grandi ispirazioni che vengono anche dall’Oriente.
Nasce così una collezione di abiti ideati dal fashion designer Paolo Trillini, eclettico professionista con importanti collaborazioni nel mondo della moda e realizzati in team con Maria Giovanna Varagona e Patrizia Ginesi, titolari del Laboratorio Museo “La Tela” di Macerata.
La parola abito ha stessa radice del verbo latino habitare, da cui abitazione,casa. L’abito quindi come rappresentazione simbolica,come racconto della nostra storia.
In questo momento di crolli l’abito diventa metafora delle nostre vite, degli strappi e lacerazioni, causate delle scosse sismiche, subite dalle nostre comunità. Attraverso il processo creativo taumaturgico si esprime la consapevolezza che una rinascita è possibile perchè laddove si interviene con passione ed amore può nascere nuova bellezza.
tramando_tremando_abiti_oriente-4-224x400L’obiettivo del racconto, attraverso la poetica delle opere presentate,è l’allegoria del presente con una visione luminosa e gioiosa di un futuro possibile.
Una storia che continua in ri.Composti, dell’architetto maceratese Samuela Giustozzi con madein-CreasLAB. In ri.Composti la forma nasce dalle connessioni, oggetti d’uso che si connettono sinergicamente prendendo vita e creando unicità, un tavolo ed una consolle che accolgono inserimenti creativi e acquistano una nuova veste ispirandosi all’antica arte orientale del Kitsugi, l’arte di “abbracciare il danno”, di rendere preziose le “cicatrici” , di valorizzarle con l’oro .
Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subìto una ferita ed ha una storia, diventa più bello. Questa tecnica è chiamata “Kintsugi”.Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione? Le opere nascono con l’intento di diffondere un messaggio positivo, un messaggio di rinascita e crescita, di valorizzazione del bello e del
saper fare.
tramando_tremando_abiti_oriente-1-224x400Gi abiti e le installazioni saranno esposte tutti i fine settimana del Macerata Opera Festival negli spazi espositivi degli Antichi Forni a Macerata(Piaggia della Torre).

Info:
samuelagiustozziarchitetto@gmail.com Paolo Trillini : p_catone@yahoo.it , Giovanna Varagona: museo@latela.net Patrizia Ginesi : latela@inwind.it

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