Su il sipario di Futura,
il festival riparte dal terremoto

CIVITANOVA - Il convegno al teatro Annibal Caro ha dato il via alla nuova edizione dell'evento che ha come tema il ragionamento sul futuro. L'intervento del geologo Alessandro Amato: "Si pensa alla ricostruzione, ma ciò che è in piedi è sicuro?". Il programma di domani
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di Laura Boccanera

Con il convegno sul terremoto e sulla ricostruzione prende il via Futura festival edizione 2017. Il festival civitanovese ha alzato il sipario proprio dal teatro Annibal Caro e come è ormai tradizione consolidata guarda al territorio e al presente per sviluppare il ragionamento sul futuro. E quest’anno la riflessione non poteva prescindere dal sisma che ha colpito le Marche. A quasi un anno dalle prime scosse la ricostruzione è ancora lontana. E proprio sul modello di ricostruzione il festival ha chiamato a raccolta studiosi, scienziati e pensatori. Presente per la prima volta alla kermesse anche il neo assessore alla cultura Maika Gabellieri. «Attenzione – dice subito il geologo Alessandro Amato – in caso di terremoto si pensa sempre a ricostruire ciò che è andato distrutto. Questo va bene, ma è solo un punto. C’è un’altra domanda altrettanto importante: quello che è rimasto in piedi, è ancora sicuro?». Il tema centrale della discussione è come ridurre la vulnerabilità degli edifici, per poter ridurre al minimo i danni delle scosse telluriche. «È oggi un elemento discrezionale – prosegue Amato – anche in questa ricostruzione che dobbiamo affrontare. Analizza la vulnerabilità della casa solo chi lo vuole fare, non c’è un obbligo, eppure sappiamo che in Italia ci sono zone sismiche da Nord a Sud». Un esempio, non molto lontano dall’Italia c’è, e viene dalla Turchia, zona tormentata da terremoti molto forti. Ebbene in questo paese i proprietari di edifici costruiti nel passato possono adattare lo stabile secondo le normative antisismiche. Vanno in affitto in un nuovo edificio, sostenendo le spese grazie ad un contributo dello Stato e dell’azienda che vince l’appalto, e attendono che la propria abitazione venga rimessa a nuovo: buttata giù e ricostruita secondo i canoni più moderni. Certamente non è possibile rinnovare milioni di case all’anno, ma questo lavoro di prevenzione nel tempo funziona. Chiede il giornalista Salvatore Giannella al pubblico: «Quanti di voi hanno la casa assicurata contro il terremoto?». Uno solo. «Questa risposta mi lascia perplesso – riprende Giannella -. Siamo in una zona sismica eppure nessuno o quasi nessuno assicura casa, come a sperare che vada sempre bene». Antonella Arpino interviene sull’importanza di rimanere in questi luoghi feriti e viverli. «Va riportato al centro il valore della terra e tutti quei valori del passato che sono stati potenti, questo non vuol dire tornare indietro, ma mixare vecchi saperi e nuove conoscenze». Aggiunge Marco Revelli: «Fino a quando rimarremo prigionieri del presente, non saremo in grado di vedere il futuro. Dobbiamo ridare dignità a ciò che è stato, recuperando la memoria per lanciarci oltre, come il tema di Futura, con visioni altere».

IL PROGRAMMA DI DOMANI – Domani protagonista è il concittadino Annibal Caro. Il riconoscimento civitanovese, per ricordare la grande impresa che condusse Caro a tradurre il poema virgiliano – l’Eneide -, viene assegnato ogni anno agli autori delle più importanti traduzioni contemporanee in italiano e dall’italiano per aver esercitato ai massimi livelli l’arte di volgere in un’altra lingua i capolavori della letteratura. Il premio sarà conferito alle 19 al teatro Annibal Caro, per la traduzione dall’italiano all’inglese a Franco D’Intino, professore alla Sapienza di Roma, e per la traduzione dall’inglese all’italiano a Enrico Terrinoni, docente di letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia, e Fabio Pedone, critico letterario e fine studioso della poesia italiana, per il recentissimo lavoro di traduzione del terzo libro del Finnegnas Wake di James Joyce. I tre vincitori saranno poi impegnati in una lectio: Franco D’Intino presenterà Lo Zibaldone in inglese, mentre Fabio Pedone ed Enrico Terrinoni parleranno di Joyce, Finnegans Wake e l’italiano. Seguirà la proiezione del corto Jerico di Angelo Paoletti, a cura di Anime di Strada, che narra la vicenda del murales che lo scorso anno è stato realizzato in via Trieste ed è dedicato ad Annibal Caro, in occasione del suo 450° anniversario. Oltre ai tre grandi traduttori, arriveranno a Civitanova Alta anche Massimo Teodori, Elisabetta Rasy, Alberto Negri, Alessandro Obino e Ivano Dionigi. La giornata di Futura prenderà il via con la scienza e si aprirà con un video-collegamento in diretta con la stazione di ricerca Concordia in Antartide. L’appuntamento è alle 17 al Teatro Annibal Caro e a seguire la lectio della biologa Lisa Signorile. Dalle 18, al chiostro di Sant’Agostino, Antonella Lumini parlerà dei suoi due libri, mentre nello spazio multimediale San Francesco, lo storico e politico Massimo Teodori dialogherà con Valentina Conti su Capire l’America di Trump. Numerose le attività per bambini: alle 17,30 all’ex liceo l’ascolto di fiabe e storie, Arriva la bibliovaligia delle storie, a cura di Nati per Leggere; alle 18 e alle 21,30 i laboratori di Nutriamo la mente di geologia e di fisica realizzati dalla Festa di Scienza e di Filosofia di Foligno; alle 19 la riflessione sull’infanzia in compagnia della pediatra Laura Olimpi, Lucia Tubaldi, Aurora Bottiglieri e la voce narrante per eccellenza di Nati per Leggere, Elena Carrano: Investire nell’infanzia, costruire futuro: le buone prassi fin da piccolo. Il pomeriggio si concluderà al chiostro di Sant’Agostino, alle 19, con la scrittrice e saggista Elisabetta Rasy intervistata da Paolo Di Paolo, mentre nella sala Pio X Lucilio Santoni rifletterà con la giovane scrittrice Evelina de Signoribus sul suo libro Le notti aspre. Alle 21,30 al Teatro Annibal Caro, il giornalista ed esperto di cultura islamica, Alberto Negri, presenterà il suo ultimo libro: “Il musulmano errante, storia degli alauiti e dei misteri del medio Oriente” un testo che racconta riti e credenze del mondo orientale ripercorrendo più di mille anni di storia tra guerre e vicende sconosciute. Ad intervistare lo scrittore, sarà Salvatore Giannella. Alle 22, al chiostro di Sant’Agostino, lo scrittore Alessandro Obino converserà sul tema “In questo mondo di leader. Come riprenderci il futuro dalle mani di chi lo sta rubando”. Chiuderà la giornata, alle 22,30 al teatro Annibal Caro, una lectio magistralis di uno dei maggiori latinisti italiani, il rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi, con il tema introdotto da Massimo Arcangeli: Il presente non basta, la lezione del latino. Attivo il servizio di navetta gratuito. Dalle 19 Futura Food&Wine con la Cantina Fontezoppa e i 4 chef.



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