Mamma per vocazione
stroncata da una malattia:
“Continua a proteggerci”

SAN SEVERINO - Luciana Amici, 61 anni, aveva adottato con il marito Maurizio Angeloni la piccola Maria e la sua disabilità. L'ha sostenuta fino alla laurea ad aprile scorso

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Luciana Amici

 

Si è spenta all’ospedale di San Severino Luciana Amici, 61 anni. Profondo il cordoglio della città per l’addio ad una madre davvero speciale. “Ciao mamma Luciana. Innanzi tutto ti ringrazio per essere stata accanto a me nei momenti più bui e di estrema difficoltà e ti ringrazio per avermi supportato nell’ambito dello studio. Ricordo con enorme piacere e commozione quel giorno della mia laurea nella quale hai pianto dalla gioia”. Così Maria, 25 anni, ha espresso il dolore per la perdita dell’adorata madre durante il rito funebre nella chiesa di San Lorenzo a San Severino. Luciana Amici con a fianco il marito Maurizio Angeloni (i genitori adottivi di Maria) è stata il simbolo e la forza delle donne che sacrificano l’esistenza per i figli. Venticinque anni fa Luciana, insieme con Maurizio, non aveva adottato soltanto una creatura appena nata e dunque interamente da crescere, ma anche e sopratutto la sua disabilità. All’Università di Macerata, Luciana era diventata la mamma dell’intera ‘classe’ di corso della figlia diversamente abile. E così aveva trasmesso a tutti i propri sentimenti positivi con la generosità di un’amica e di una donna che sapeva dare sempre tanto: i consigli, l’ affetto, la comprensione e la solidarietà di una mamma che assieme a Maria, in quel momento, aveva simbolicamente adottato tutte quelle sue compagne di studio.

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Luciana Amici con la famiglia il giorno della laurea della figlia Maria

Il giorno della laurea di Maria, il 7 aprile scorso, era stata per Luciana il coronamento di un’esistenza interamente rivolta agli altri, condivisa con Maurizio. E la piccola cresciuta con tanto affetto, le stava ridonando una gran parte di quello con la sua straordinaria laurea in ‘Scienze dell’Educazione e della Formazione’ conseguita con una forza e determinazione straordinarie. Una favola bella, così come indicava il tema stesso della tesi dibattuta con il relatore prof. Massimiliano Stramaglia: “L’uso della fiaba come strumento educativo per insegnare il valore della diversità”. La favola di Luciana, una volta realizzata, avrebbe avuto tuttavia per lei una breve prosecuzione: la malattia crudele, il ricovero ospedaliero, la morte. Ma il suo esempio, l’abnegazione di una vita straordinaria nella durezza del sacrificio silenzioso e quotidiano, restano.
Luciana, il giorno della laurea di Maria, disse con un sorriso ad Ariana Hoxha, giovane di Durazzo, plurilaureata, madre di due bambine, amica assidua di Maria: “Sei tu quell’angelo che insieme con noi ha abbracciato e aiutato la mia cara Maria”. Dice adesso Ariana: “Oggi il nostro angelo sei tu cara Luciana che continuerai a proteggere la tua famiglia e gli amici come la notte del 26 ottobre a San Severino. La terra tremava mentre pregavi e con il tuo corpo proteggevi Maria ed insieme le mie piccole. La tua assenza è destinata a cambiare le nostre esistenze; ma non ti dimenticheremo mai, grati per tutto quello che ci hai dato”.

(M. V.)


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