Incompatibilità di Canil, Casoni:
“Clima da stadio,
resta la legge da rispettare”
MATELICA - L'ex presidente del Consiglio spiega le ragioni delle sue dimissioni dopo il consiglio comunale in cui è stata respinta l'incompatibilità di Canil. Resterà consigliere
Il giorno dopo il rovente consiglio comunale che ha respinto l’incompatibilità di Mauro Canil, il presidente del consiglio comunale Alessandro Casoni segue l’annuncio fatto ieri sera in consiglio comunale, rassegnando le dimissioni dalla carica di presidente. Resterà come consigliere. La riflessione di Casoni parte da una frase di Rino Formica, parlamentare e ministro: “la politica è sangue e merda”. Casoni scrive di aver dato corso a dimissioni irrevocabili e dice di aver fatto il suo dovere.
“Ho sollevato una questione giuridica dovuta e fondata (incompatibilità del consigliere comunale Mauro Canil ai sensi dell’art. 63, comma 1, punto 2, D.Lgs 267/2000). L’ho iscritta all’ordine del giorno, forte del parere inequivocabile del Ministero dell’Interno, Direzione centrale delle autonomie, nonché di quello, sulla proposta di delibera, del responsabile degli affari generali del nostro Comune – scrive Casoni – ho azionato la procedura soltanto dopo aver ricevuto, lo scorso 7 giugno, il parere ministeriale, ad otto mesi dalla richiesta. Risultato: la minoranza è uscita dall’aula rifiutando di votare segretamente, mentre la maggioranza ha espresso nel segreto dell’urna otto voti contro la “contestazione”, tre a favore, uno nullo. Un tempo si sarebbe parlato di “franchi tiratori”.
Casoni punta il dito contro gli striscioni, le urla ed il caos messo in atto dai supporter di Canil presenti tra il pubblico, per cui è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine: “In un’aula infuocata, in un clima da stadio, ho parlato con estrema difficoltà tra le urla e gli insulti, soltanto per azionare una procedura indispensabile. Dopo la “contestazione”, il consigliere Canil avrebbe soltanto dovuto presentare osservazioni a propria difesa. Nulla di tutto ciò, evidentemente Canil, i dati numerici parlano chiaro è incontestabile. Ho votato chiaramente sì poiché sono fermamente convinto della delibera. Il clima di giubilo che ne è seguito, certo non spazza via l’ipotesi di cui all’art. 63. Canil, finché sarà presidente della S.S. Matelica Calcio, non potrà votare numerosi punti economici e/o di altra natura sottoposti all’attenzione del consiglio”.
Il presidente dimissionario spiega che l’articolo 63 del testo unico sulle leggi degli enti locali serve a garantire voti liberi di consiglieri che non siano condizionati da interessi particolari. “Le finezze del diritto fanno però i conti con le assemblee elettive, dove le scelte non sempre coincidono con l’elementare applicazione delle norme. E si vota tra le urla; le trombe da stadio; i cartelli che travisano il senso di un’incompatibilità dello status di Consigliere comunale – continua Casoni – parte dei presenti, per fortuna una piccola ma pur sempre rabbiosa, chiassosa ed irrispettosa minoranza di cittadini, che addirittura deve essere bloccata dalle forze dell’ordine (grazie mille) schierate in aula. Che schifo. Non è questa l’immagine istituzionale che si deve alla gente tranquilla, che segue, osserva e rielabora le dinamiche del proprio Comune”. L’ex presidente del consiglio comunale di Matelica spiega che nonostante il voto “resta la legge, che va rispettata e che il voto di ieri sera non ha cambiato. Immaginiamo ora un signor X presidente di una società sportiva che gestisce i campi sportivi e che, fra due anni, diventasse Sindaco, o assessore: gli sarebbe impedito di votare chissà quante delibere di giunta, sarebbe costretto ad uscire ed entrare continuamente dai consigli comunali. Il signor Canil, sempre protetto dagli eccessi verbali e vocali dei suoi sostenitori, felice così, questo problema non se lo pone”.
Casoni spiega che il fatto di aver sollevato l’incompatibilità era una procedura a vantaggio dello stesso Canil: “La gente, quella silenziosa e corretta con le Istituzioni, ha ben capito. In parecchi, piano piano, capiranno. Mi sono dimesso non perché abbia perso una battaglia, ma perché sono deluso da un voto che ha spaccato il Consiglio comunale da me diretto. “Nuovo Progetto Matelica” non ha difeso un proprio collega con i voti, il “Movimento Cinque Stelle”, sempre durissimo con “la Casta” dei politici, l’ha difesa ‘lancia in resta’ senza neppure argomentare giuridicamente l’incompatibilità. “Per Matelica”, forse in preda a rimorsi, ha preferito, ormai lasciato solo in aula, non dare l’idea di infierire su una persona sulla quale non si stava invece infierendo. In realtà, quel pubblico che se ne fregava del bilancio comunale, ha infierito sempre contro il presidente del consiglio comunale che esercitava il proprio dovere di controllore”. In una nota, il consigliere comunale Pietro De Leo ha chiesto a Casoni di ritirare le proprie dimissioni dalla carica di presidente.

