Santa e Giuseppe, dolore al funerale
Il sindaco: “Non ho fatto abbastanza”
Don Paul “Beppe non era un mostro”

SAN SEVERINO - Ultimo saluto a madre e figlio questa mattina. Il sacerdote ha ricordato il 47enne: "Era una persona di cuore, che mostrava tutto di sé in quello che faceva, nella pittura, nella sua arte e nel suo amore per i fiori". Rosa Piermattei: "Vi chiedo scusa. Dico a tutti che mi impegnerò a fare in modo che queste cose non accadano più"

- caricamento letture

 

evidenza-funerali-san-severino

funerale-santa-bianchini-e-giuseppe-bordoni-7-650x488

 

di Gianluca Ginella e Leonardo Giorgi

(Foto di Federico De Marco)

Due feretri vicini, quelli di madre e figlio, uniti in una tragedia dai contorni che ancora sono al vaglio degli inquirenti. Santa e Giuseppe, morti a distanza di poche ore nella notte tra lunedì e martedì. Lei dopo una caduta, lui per aver ingerito acido muriatico. Cosa sia successo davvero nella casa di via Del Glorioso 62, a San Severino, la notte tra il 10 e l’11 luglio, dovrà chiarirlo la procura. Se disgrazia o omicidio-suicidio. Per don Paul Mbolé non ci sono dubbi: «Giuseppe non era un mostro, come è stato dipinto da qualcuno». Lo ha detto alle 250 persone che questa mattina erano presenti al funerale, celebrato sotto il tendone accanto alla chiesa di Don Orione di San Severino (inagibile a causa del sisma). Una vita segnata, quella di Giuseppe Bordoni, 47 anni, dalla prematura scomparsa della sorella Claudia, nel 2013, e da quella del padre, lo scorso anno. «Giuseppe aveva compassione per la madre – ha detto il sacerdote –. Una settimana prima della morte, accompagnava Santa in chiesa e veniva a riprenderla. Giuseppe non lasciava mai qualcuno uscire dalla sua abitazione senza offrire il succo di frutta che aveva. Non sapevo dove lo prendeva sempre. Giuseppe non è quel mostro che qualcuno ha voluto far vedere. Sapeva parlare, era una persona di cuore, che mostrava tutto di sé in quello che faceva, nella pittura, nella sua arte e nel suo amore per i fiori. Giuseppe disperato, senza nessuno, ha visto che sua madre non aveva più vita. E dopo la morte di sua sorella e di suo padre pensava di fare la cosa migliore per lui. Ma non era la cosa migliore. Questo però deve essere uno stimolo per tutti noi affinché si crei nelle nostre comunità un’assistenza continua per le persone deboli».

funerale-santa-bianchini-e-giuseppe-bordoni-8-650x488Un uomo, Giuseppe Bordoni, la cui esistenza è stata stravolta negli ultimi anni da quello che il sindaco di San Severino, all’indomani del dramma che ha coinvolto due suoi concittadini, aveva definito “il male del secolo”: la depressione. E poi nella vita di Giuseppe ci sono state anche le cure, i trattamenti sanitari obbligatori, l’ultimo nel 2016, e l’assistenza del dipartimento di salute mentale. Commossa il sindaco Rosa Piermattei: «Vorrei chiedere scusa a Santina e Giuseppe, chiedo davvero perdono. Dobbiamo prendere atto delle problematiche delle nostre comunità. Le persone con problemi, che sembrano strane, devono essere amate e condotte in strutture affinché possano guarire. Conosco bene questo argomento e per questo ho dei rimorsi. Ho potuto fare ben poco per Giuseppe come cittadino e oggi dico a tutti che mi impegnerò a fare in modo che queste cose non accadano più. Giuseppe lo conosco da ragazzina, era un grande artista, con una sensibilità superiore agli altri. Dobbiamo lavorare insieme quando c’è un problema, dovete riferirmi e parlarmi, notte e giorno. E’ la seconda volta che a San Severino capita una cosa del genere negli ultimi anni ed è per me una vergogna -. Giuseppe mi diceva sempre che gli piaceva parlare con me perché ero amante dell’arte e avrebbe voluto tornare a trovarmi per i fiori che avevo a casa. L’avevo trovato bene, ma questi sono mali nascosti».

funerale-santa-bianchini-e-giuseppe-bordoni-1-650x227

Se sia stato Giuseppe Bordoni ad uccidere la madre, resta una questione sospesa. Il medico legale Antonio Tombolini, in base agli accertamenti dentro la villetta di via Del Glorioso, aveva ipotizzato che la donna fosse stata uccisa con un colpo di mortaio alla testa. La donna era stata trovata sul letto con una estesa ferita all’orbita sinistra. Sotto un braccio, all’altezza dell’ascella, gli inquirenti hanno trovato un mortaio da cucina. Sopra c’erano tracce di sangue. Eppure non è stato usato per colpire la donna. Santa è caduta a terra. Così come aveva riferito Giuseppe ai carabinieri: «Ho sentito un rumore, mia madre era caduta e l’ho aiutata a salire sul letto» è all’incirca quanto ha riferito ai militari. Aggiungendo che, quando ha compreso che la donna era morta, aveva deciso di farla finita pure lui. L’autopsia ha dato una luce del tutto diversa a questa vicenda. Pur se rimane la possibilità che sia stato il 47enne a far cadere la madre, in procura era già aperto un fascicolo proprio per un presunto episodio di violenza dell’uomo verso la donna, Giuseppe Bordoni in realtà potrebbe essere stato solamente un figlio che ha deciso di uccidersi per l’amore che aveva per la madre. Non è da escludere che quello che è successo in quella casa di via del Glorioso 62, non si saprà mai con certezza. Restano però alcuni misteri: perché il mortaio vicino alla donna? Perché il figlio non ha chiamato i soccorsi? E perché lasciare il biglietto sulla porta di casa per la donna delle pulizie dicendo che era meglio non entrasse? L’unico testimone di quanto accaduto in fondo è proprio Giuseppe, e quelle parole, pronunciate in fin di vita, forse sono il racconto di quanto è successo: una caduta dal letto, una ferita che è stata fatale ad una donna anziana, un figlio che ha deciso di togliersi la vita per il dolore.

 

funerale-santa-bianchini-e-giuseppe-bordoni-6-650x488

funerale-santa-bianchini-e-giuseppe-bordoni-5-650x488

funerale-santa-bianchini-e-giuseppe-bordoni-3-650x488

funerale-santa-bianchini-e-giuseppe-bordoni-2-650x488


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X