Omicidio-suicidio,
lo choc di vicini e parenti:
“Un giorno molto triste”

SAN SEVERINO - Le testimonianze di chi ha conosciuto Giuseppe Bordoni e la madre Santa Bianchini. "La conoscevo da 50 anni, ci ho parlato anche ieri. Lui prima di ammalarsi lavorava tutto il giorno, era un artista bravissimo". Una familiare: "I genitori hanno fatto tanto per il benessere dei figli ed è finita così"

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I carabinieri sul posto

 

di Leonardo Giorgi

«Ci siamo svegliati e c’erano carabinieri ovunque, non potevamo immaginare una cosa del genere». Sandro Migliorelli, come gli altri vicini di Santa Bianchini e del figlio Giuseppe Bordoni, è sconvolto. Poche ore prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, Giuseppe, stando alle indagini dei carabinieri, ha ucciso la madre 80enne per poi farla finita bevendo acido muriatico. «Ho capito che qualcosa non andava appena ho visto che questa mattina le serrande erano rimaste chiuse – spiega una vicina, che ha chiesto di rimanere anonima -. Non ci posso credere che rimarranno chiuse per sempre». La donna conosceva “Santina” (così la chiamavano tutti) da circa cinquanta anni e anche se ultimamente l’anziana usciva poco di casa, spesso si parlavano attraverso le finestre.

DSC8039-650x432«Ci ho parlato anche ieri e sembrava tutto normale, è sempre stata una donna tranquilla – continua la vicina -. Il figlio ha avuto problemi di depressione, ma ormai sembrava essersi ripreso. Per anni ha fatto preoccupare i genitori, spesso imprecava a voce alta per la via o minacciava le persone. Ma prima di stare male era un restauratore e un artista che lavorava tutto il giorno alle sue opere, era bravissimo. In tutta questa vicenda è per lui che provo più pena, è morto a 47 anni dopo alcuni anni di tragedie». La prima è nel 2011, quando Giuseppe ha ricevuto il primo Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) e la seconda, due anni dopo. Il 10 luglio di quattro anni fa la sorella è morta prematuramente. Giuseppe era legatissimo a lei. Nel 2016 l’uomo ha perso il padre. Poco dopo, il comune di San Severino ha ordinato un secondo Tso per il ragazzo, per via dei suoi comportamenti violenti verso la madre.

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Jacopo Orlandani

«Era risaputo che lui avesse seri problemi – spiega Jacopo Orlandani, consigliere con delega alla Sicurezza di San Severino -. Abbiamo avviato la procedura per il Tso dopo tante segnalazioni di problemi con i vicini e di forti difficoltà personali. E’ stato ricoverato a settembre ed è tornato ottobre. Il ragazzo era stato comunque seguito da assistenti sociali». Per una familiare di Bianchini e del figlio, che vuole restare anonima, quella che si è consumata oggi «è una vera tragedia. I genitori di Giuseppe hanno sempre lavorato tanto per il benessere dei figli, e alla fine è andata così. E’ un giorno molto triste».

 

 

 

 


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