Ladri d’oro rosso,
“incastrati” dalla pioggia

TREIA - Due giovani sono stati denunciati dai carabinieri intervenuti in una azienda dismessa in seguito alla segnalazione di un furto. I malviventi avevano già caricato su di un'auto 27 chili di rame e altri 25 chili li avevano sistemati in un borsone

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Ladri in azione in una azienda di Treia, l’obiettivo era il rame contenuto dai cavi elettrici. A tradire i malviventi è stata la pioggia. Tutto comincia la scorsa notte quando ai carabinieri arriva la segnalazione di un furto compiuto in una azienda dismessa di Treia. Sul posto interviene la pattuglia più vicina, quella dei carabinieri di Cingoli. I militari entrano a controllare. Trovano segni di effrazione e un borsone con all’interno 25 chili di fili elettrici. I carabinieri continuano l’ispezione e notano un’auto in sosta vicino alla azienda e una persona che, gli abiti bagnati e sporchi di fango, non ha saputo spiegare ai militari cosa facesse nella zona. I carabinieri hanno poi rintracciato il proprietario del mezzo e sono andati a casa sua. Nel cuore della notte lo hanno trovato sveglio e con i vestiti bagnati, segno evidente che era stato fuori fino a poco tempo prima. Le due persone, un 25enne e un 26enne, già noti alle forze dell’ordine, sono stati portati in caserma e in seguito denunciati. Nella vettura i carabinieri hanno trovato arnesi da lavoro e altri 27 chili di cavi elettrici in rame. Nell’auto c’erano anche i documenti della persona trovava vicino alla ditta e un grammo di eroina, sempre di quest’ultima.

 


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