Pirati on demand:
Sky e Mediaset gratis,
nei guai un maceratese

INDAGINE - La Guardia di finanza di Cagliari ha indagato due persone che, attraverso un complesso sistema, riuscivano a fare vedere le tv a pagamento in maniera gratuita

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“Pirate on demand”. Questo il nome dell’indagine condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Cagliari che ha portato al sequestro di nove portali internet attraverso i quali era possibile accedere illegalmente ai canali Mediaset e Sky e bloccato la piattaforma. Due le persone indagate, accusate di violazione delle leggi sul diritto d’autore, frode informatica e contraffazione, che gestivano le attività: una persona residente in provincia di Varese, ritenuto dagli investigatori l’amministratore commerciale della piattaforma illegale e un secondo residente nel Maceratese, che, in concorso con l’amministratore commerciale della piattaforma web investigata, gestiva tecnicamente i flussi per la fruizione dei contenuti illeciti e per l’approvvigionamento dei siti pirata. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati personal computer, decoders, tessere Sky, un Tvbox, carte ricaricabili Poste Pay, utilizzate per ottenere i pagamenti degli abbonamenti illegali, uno smartphone, un router, un tv encoder, una tv kplus. Quella che si è conclusa è la seconda parte dell’indagine, dopo l’operazione del marzo scorso e il conseguente oscuramento di 15 portali, utilizzati per ottenere l’accesso ai contenuti di Sky e Mediaset. I due indagati si sono riorganizzati, nel frattempo, e hanno aperto altri nove portali e una piattaforma telematica per continuare a vedere, illegalmente, gli accessi alle tv a pagamento.  I dati venivano scambiati attraverso 89 server che in pochi mesi hanno veicolato 180mila gigabyte di film, eventi sportivi e prodotti televisivi. Le indagini, iniziate nel settembre 2016 e coordinate dal pm Giangiacomo Pilia, hanno interessato le piattaforme che consentivano l’accesso abusivo ai canali. Venivano offerti contenuti pirata sia in modalità “streaming live”, cioè in diretta, che in modalità “streaming on demand”, fruibili, quindi, a richiesta degli internauti.


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