Botte in caserma,
“C’era una donna
nell’ufficio del comandante”

PORTO RECANATI - Sotto accusa un sovrintendente per violenza privata: avrebbe impedito al superiore di uscire dagli uffici. Oggi è stato sentito e ha respinto le contestazioni. Rimesse le denunce reciproche per lesioni

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Alla caserma della polizia stradale di Porto Recanati c’era stata una lite tra l’allora comandante e un sovrintendente. C’erano anche state denunce reciproche, quelle per lesioni sono poi state ritirate. Resta in piedi però l’accusa di violenza privata che viene rivolta al sovrintendente Francesco Battaglini, 50 anni, di Recanati. Il poliziotto è imputato al tribunale di Macerata davanti al giudice Chiara Minerva, e oggi è stato sentito. «Quel giorno (era il 26 maggio del 2012, ndr) ero rientrato in caserma a Porto Recanati inaspettatamente per prendere dei documenti – ha raccontato Battaglini –. Ho trovato una donna nell’ufficio del comandante, mentre lui era nella operativa e aveva la camicia slacciata». A quel punto c’era stata una discussione e una colluttazione, con il comandante che aveva detto una cosa come «fatti i c… tuoi, come ti sei permesso di entrare nel mio ufficio» e ancora «che donna vai cercando, ti sei inventato tutto». Poi, ha detto ancora Battaglini, «io sono uscito nel giardino in attesa dell’arrivo dei superiori da Macerata». Ha negato quanto contestato dall’accusa, di essersi posto sulla porta d’ingresso e di aver impedito al comandante, Adriano Capponi, 54 anni, oggi in pensione, di uscire. Ha anche negato di aver detto che il comandante era in stato di arresto ma di essersi limitato ad attendere l’arrivo dei superiori. In seguito, sia Capponi che Battaglini, avevano sporto denunce reciproche. Quella per lesioni è stata rimessa da entrambi e così il procedimento si è concluso. Oggi al tribunale di Macerata è stato sentito anche un ispettore della stradale che ha confermato i fatti secondo quanto raccontato da Battaglini. Il poliziotto è assistito dall’avvocato Sante Monti.


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