Cinema e spionaggio musicale alla Controra,
Eleonora Giorgi difende le Marche:
“Non fatevi invadere dagli italiani”

MACERATA - L'attrice romana a palazzo Conventati apre la settimana di Musicultura e protegge le tradizioni della regione. In contemporanea il giornalista Michele Bovi traccia le storie che hanno unito musica e spionaggio. In serata si gioca con i palindromi in compagnia di Marco Buratti mentre le note di Daniele Sepe trasformano piazza Cesare Battisti. LE FOTO

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Il concerto di Daniele Sepe questa sera in piazza Battisti

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L’incontro con Eleonora Giorgi

 

di Marco Ribechi

(foto di Fabio Falcioni)

«Tenete duro, non fatevi invadere dagli italiani». Con questo augurio e consiglio l’attrice romana Eleonora Giorgi incoraggia il pubblico maceratese all’apertura della settimana di Musicultura. Il riferimento è alla cattiva politica, alle abitudini sbagliate, al non valorizzare le cose preziose che si hanno: «Questa terra conserva ancora le tradizioni che hanno fatto grande l’Italia – dice la Giorgi – che troppo spesso dimentichiamo e svendiamo. Dovreste chiudervi tra le mura delle vostre meravigliose città e difendere il vostro patrimonio da coloro che sono pronti a svendere tutto». Spionaggio musicale e grande cinema italiano sono stati quindi i temi del doppio appuntamento pomeridiano della Controra: nel cortile del palazzo municipale di Macerata il giornalista Rai Michele Bovi, accompagnato dal direttore d’orchestra Vince Tempera e dallo storico chitarrista dei Rockers Johnny Charlton, racconta le pagine del suo libro Note segrete. A palazzo Conventati una splendida Eleonora Giorgi intervistata da Vincenzo Galluzzo per il ciclo “Le parole che non ti ho detto” scrive una lettera a tutti i grandi attori che l’hanno accompagnata nella sua carriera di artista.

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L’incontro con Michele Bovi

Bovi, massimo esperto di videoclip, ex caporedattore centrale del Tg2 e autore di celebrissimi programmi di intrattenimento, svela nelle pagine della sua opera il rapporto tra musica e spinaggio. «Alla fine degli anni ’50 le istituzioni erano allarmate dalla musica rock – spiega il giornalista – dai giubbotti di pelle e dai blue jeans dei teddyboy inglesi. Per questo gli artisti venivano continuamente monitorati, per evitare il contatto con la criminalità e le trasformazioni sociali». Tra le storie narrate nel libro anche alcune che coinvolgono direttamente le Marche e Macerata come quella di “Micio” Proietti, raccontata proprio da Vince Tempera (leggi l’articolo), o quella della passione per le armi di Jimmy Fontana, pedinato da un generale dei Carabinieri persino durante la realizzazione di un video musicale, o infine quella di Gio Adovis, gangster con oltre 101 omicidi alle spalle, in contatto con tutti i più grandi artisti italiani del tempo e confinato a Serra de’ Conti. «Questa è la prova che anche il criminale ha un momento di bontà quando ascolta una canzone che lo riporta all’nfanzia», spiega Bovi.

In un palazzo Conventati tutto esaurito invece l’attrice romana Eleonora Giorgi ripercorre le tappe artistiche della sua carriera, tra gioie e dolori, spesso causati dal non voler scendere a compromessi con i poteri forti. La sua lettera non scritta è indirizzata ai grandi compagni del set: Adriano Celentano, Massimo Ranieri, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi. “Ma cosa manca oggi al cinema italiano?” è la domanda finale dell’incontro, «Il cinema è un’arte contemporanea perchè racconta la realtà – spiega Giorgi – oggi quello che si produce in Italia non è vitale, è narcisista, con produttori politicizzati e attori figli di papà. Le storie sono piccole e borghesi, vittimisticamente popolari, non c’è verità. La nostra storia è stata sempre caratterizzata dall’arte del ridere dei drammi, proprio come ne La Grande Guerra di Monicelli. Posso dire senza voler fare ironia che di tutto quello che c’è in giro le cose che apprezzo di più sono Checco Zalone e Ficarra e Picone perchè almeno cercano di essere sinceri e di fare riferimenti alla società come essa ci appare». In serata anche altri due appuntamenti che hanno coinvolto in maniera entusiasmante il pubblico maceratese: Marco Buratti, massimo esperto di palindromi che ha giocato con la lingua italiana grazie alla collaborazione inedita di Muscultura con la casa editrice Liberilibri. In piazza Cesare Battisti è stato Daniele Sepe a scaldare il cuore del pubblico grazie al suo progetto artistico La Zattera di Capitan Capitone. Tra gli appuntamenti di domani l’incontro con Massimo Ciavarro e il concerto degli 8 vincitori in piazza Battisti (leggi l’articolo). 

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