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Gestione del terremoto:
scatta il “processo” allo Stato

CAMERINO - Incontro al City Park con residenti e commercianti. Gli esponenti del "Tribunale delle Libertà Marco Pannella" stanno raccogliendo prove per l'accusa. A luglio le udienze in un centro del cratere: governatori, ministri, il commissario Errani e il capo della protezione civile saranno sentiti. Il materiale raccolto sarà consegnato ai cittadini per un eventuale ricorso alla Corte Europea
venerdì 16 Giugno 2017 - Ore 20:58 - caricamento letture
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Incontro con i commercianti al City Park di Camerino

Processo allo Stato sulla gestione del terremoto. A celebrarlo entro fine luglio in uno dei centri del cratere sarà il neo costituito “Tribunale delle Libertà Marco Pannella”. Le prove raccolte entreranno in un dossier che sarà presentato alla Corte Europea. A rappresentare l’accusa gli avvocati Giuseppe Rossodivita e Maria Carolina Farina che oggi sono stati al City Park di Camerino, dove hanno raccolto prove e testimonianze per costruire l’atto d’accusa del singolare processo, che non ha niente a che vedere con le aule di giustizia. Verranno ascoltati cittadini, comitati, giornalisti, esponenti di diverse categorie produttive dei territori, professionisti, sindaci e tutti coloro che potranno apportare un utile contributo alla corretta ricostruzione dei fatti e delle responsabilità. Ministri, presidenti di Regione, nonché il commissario straordinario Vasco Errani ed il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, saranno chiamati ad esporre la loro versione dei fatti. All’esito del processo, con il materiale raccolto, verrà data alle comunità colpite dal terremoto, l’opportunità di sottoscrivere un ricorso collettivo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Il sindaco Dario Conti e l’avvocato Rossodivita (a sinistra)

Ad aprire l’incontro è stato l’ex sindaco Dario Conti: “Siamo nervosi perché abbiamo fame di leggi speciali, di meno burocrazia di casette, vogliamo che gli sfollati rientrino, vogliamo la zona economica speciale per aiutare cittadini ed imprese”. Conti ha poi presentato una panoramica della situazione a Camerino e dintorni, evidenziando le lacune, le criticità e le mancate risposte a chi si trova ad affrontare l’emergenza. Lui stesso aveva invitato a partecipare i sindaci dei paesi colpiti, ma nessuno si è presentato. Hanno poi preso la parola diversi cittadini terremotati, i quali hanno lamentato l’eccessiva burocrazia, il ritardo nella consegna delle casette, lo spostamento degli sfollati da alcuni alberghi, le incertezze sui tempi che ci vorranno per far partire la ricostruzione pesante, la complessità delle norme, la paralisi di una situazione in cui molto spesso le macerie sono rimaste nello stesso posto di otto mesi fa. Hanno preso la parola anche diversi commercianti di Camerino, i quali hanno lamentato le difficilissime condizioni della tensostruttura che li ospita, in queste giornate di sole si superano abbondantemente i quaranta gradi sotto al City Park.

Gli avvocati Farina e Rossodivita insieme a Dario Conti

 “Sono emersi elementi interessanti per capire sul territorio quale situazione sta vivendo la popolazione – ha detto al termine dell’incontro l’avvocato Giuseppe Rossodivita che al processo rappresenterà l’accusa – , la quale ha legittime aspettative di tornare a vivere nei propri posti in modo sicuro e anche di poter lavorare. Tutto questo non si è realizzato sino ad ora, abbiamo iniziato a capire per quali motivi, a mio avviso emergono responsabilità importanti a carico della Regione e del governo nazionale, questo per effetto di una serie di negligenze nella migliore delle ipotesi o di scelte totalmente sbagliate. Perché a monte si è deciso di fare queste scelte cercheremo di capirlo ed approfondirlo, a me appaiono illogiche e prive di senso”. Il procuratore capo del tribunale dedicato alla memoria di Pannella e voluto dal Partito Radicale spiega l’intenso lavoro che insieme alla collega l’ha portato a girare i centri più colpiti dal sisma: “A seconda della velocità con la quale andranno avanti i nostri lavori – ha aggiunto Rossodivita – vorremmo portare delle prove documentali e audiovisive, stiamo valutando se ce la facciamo a farlo entro fine luglio e vorremmo organizzarlo proprio in una piazza di uno dei paesi colpiti dal terremoto. Ci sarà una giuria e l’accusa, ci saranno i testimoni dell’accusa che stiamo selezionando e verranno convocati sia Errani sia i ministri competenti, i presidenti delle Regioni, perché questo processo vuole andare a verificare le differenze che ci sono tra le varie regioni, in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo”. Da un primo esame del materiale raccolto, Rossodivita ha già alcuni elementi che emergono: “Un dato posso dire di averlo acquisito – ha concluso – le regioni più problematiche sono Marche ed Abruzzo, in Abruzzo ci sono molti comuni che non fanno parte del cratere che sono stati seriamente danneggiati e si stanno come Camerino spopolando, sono al di fuori di qualsiasi gestione post-terremoto e le Marche che ha il 57 per cento del territorio colpito dal terremoto, sicuramente la regione più colpita che invece è quella che sta con quattromila persone sulla costa, in questo stato”. Soddisfatto per l’incontro Sante Elisei, del comitato “La nostra terra trema, noi no”: “Questo lavoro è importante per non far calare l’attenzione sui problemi dei terremotati. Ci consente di andare su media e di portare avanti le nostre battaglie”.

 

Farina, Rossodivita, Conti, Elisei



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