Elezioni “con sorpresa”
IL PUNTO - Risultati tutt’altro che scontati nei quattro comuni maceratesi interessati dal turno amministrativo. Valfornace “abbatte i campanili”. A Tolentino “plebiscito” per Pezzanesi: centrodestra riconfermato a pieni voti. A Corridonia Cartechini, espressione della maggioranza uscente di centrosinistra, fa fuori tutti in un colpo solo. Unico ballottaggio a Civitanova il prossimo 25 giugno. Deludono ovunque i 5Stelle
di Alessandro Feliziani
Non sono mancate le sorprese nei quattro comuni del Maceratese interessati ieri dal turno elettorale amministrativo. E volendo – per così dire – fare una classifica di tali sorprese, occorre incominciare dall’entroterra per scendere via via verso la costa.
La sorpresa maggiore viene, infatti, da Valfornace, il nuovo comune nato sei mesi fa dalla fusione di Pievebovigliana e Fiordimonte. Alla elezione del primo sindaco della nuova entità amministrativa (dove c’è stata una percentuale altissima di votanti, oltre l’80%) “gareggiavano” i due sindaci uscenti dei comuni che hanno rinunciato alla loro identità. Aspetto questo, che un mese fa, quando furono presentate le candidature, sembrava dovesse sfociare in un esito pressoché scontato.
In base agli abitanti dei due ex comuni, infatti, Sandro Luciani, già sindaco di Pievebovigliana, poteva contare sulla carta nel consenso di un elettorato doppio rispetto al suo ex collega – ormai avversario – di Fiordimonte, Massimo Citracca. Ebbene, la sorpresa per chi ha osservato le elezioni da lontano, è stata proprio l’elezione di Citracca a primo sindaco di Valfornace. I suoi 395 voti (57% dei consensi complessivamente espressi) rappresentano un numero doppio rispetto agli elettori del suo ex comune. Segno che Citracca ha saputo conquistare anche la fiducia dei residenti a Pievebovigliana e che la popolazione di Valfornace ha saputo presto superare la logica dei “campanili”.
La seconda sorpresa arriva da Tolentino, dove la riconferma di Giuseppe Pezzanesi (centrodestra), pur se pronosticata, non era né scontata, né prevista nelle proporzioni ottenute. Nessuno – probabilmente nemmeno lui – si aspettava una vittoria al primo turno, per di più con un margine (il triplo dei voti rispetto al secondo classificato) che difficilmente si riscontra in comuni medio-grandi come Tolentino. Sfiorando il 60% dei voti, Pezzanesi ha doppiato tutti i suoi quattro avversari, due dei quali non entrano nemmeno nel rinnovato consiglio comunale. Il successo di Pezzanesi è maturato probabilmente durante tutti i cinque anni del suo primo mandato. In ogni occasione – riferiscono i suoi sostenitori – si è mostrato un “sindaco tra la gente”, riuscendo ad essere vicino ai suoi concittadini soprattutto nella dura prova del post-terremoto.
A Corridonia, per certi versi le elezioni sono state una “fotocopia” di quelle di Tolentino. Nell’antica Moltolmo, dove per la prima volta si poteva votare con il doppio turno, non c’è stato bisogno di ricorrere al ballottaggio. Paolo Cartechini (centrosinistra), espressione della maggioranza uscente, ha superato il 51% nonostante una “platea” di ben sette candidati, con un numero di voti pressoché doppio rispetto al secondo arrivato. Anche a Corridonia, dove l’elezione dell’ex presidente del consiglio provinciale veniva ritenuta molto probabile, quasi tutti scommettevano sulla necessità di dover far ricorso al ballottaggio. E in questo senso il risultato è stato una sorpresa.
Ballottaggio che invece si dovrà svolgere il 25 giugno a Civitanova tra il sindaco uscente, Claudio Corvatta (centro sinistra) e il candidato del centrodestra Fabrizio Ciarapica. I due sono divisi da circa trecento voti. Qui la sorpresa è nel risultato inferiore alle aspettative di quello che era indicato come “terzo incomodo” o, meglio, l’outsider nel successivo ballottaggio, Massimiliano Ghio. L’ex presidente dell’Ordine degli avvocati, con la sua lista civica, è giunto terzo, con quindici punti percentuali in meno rispetto a Ciarapica e tredici in meno rispetto a Corvatta. A Civitanova Marche si è registrato anche il maggiore astensionismo tra i quattro comuni al voto.
Un’altra sorpresa, che però alla luce dei risultati di tutta Italia, non è ascrivibile alle sole elezioni nel maceratese, è il risultato alquanto modesto dei candidati del Movimento 5 stelle nei comuni dove erano presenti.
Che dalle urne dei comuni della provincia di Macerata chiamati al voto dovessero uscire delle sorprese era forse predestinato. Già un mese fa, infatti, a destare scalpore ci aveva pensato Penna San Giovanni, dove allo scadere del termine nessuna lista risultava presentata per concorrere al rinnovo dell’amministrazione comunale, provocando il commissariamento del comune. Una situazione veramente insolita, almeno nelle Marche.

