Patto Confindustria-BprM:
“Un plafond da 10milioni per le imprese”

MACERATA - I presidenti Gianluca Pesarini e Loris Tartuferi hanno presentato oggi l'intesa con cui gli industriali si impegnano a favorire la partecipazione nel capitale dell'istituto che a sua volta mette a disposizione fondi per investimenti nelle pmi e consulenze finanziarie

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Il direttore e il presidente di Confindustria Macerata Gianni Niccolò e Gianluca Pesarini con il presidente e il direttore di Bprm Loris Tartuferi e Ferdinando Cavallini

 

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La presentazione del protocollo oggi nella sede di Confindustria

 

di Claudio Ricci

Aumentare le possibilità di accesso al credito delle imprese locali aderenti a Confindustria e contestualmente far crescere la Banca della Provincia di Macerata. Ha un duplice scopo il protocollo firmato stamattina dal presidente dell’istituto di credito locale Loris Tartuferi e dal presidente degli industriali Gianluca Pesarini. Alla base la consapevolezza che il sistema bancario locale sta attraversando una fase di estrema debolezza dovuta alla risoluzione Banca Marche e successiva vendita all’Ubi e alla ristrutturazione del sistema cooperativo delle bcc che potrebbe determinare una gestione più accentrata delle politiche creditizie. All’anemia finanziaria ed economica, dopo i drammatici anni della crisi, si è aggiunto il dramma del terremoto che ha letteralmente messo in ginocchio il territorio.

“Una banca del territorio a sostegno del territorio è stato il trait d’union di questa collaborazione – spiega il presidente di Confindustria Macerata Gianluca Pesarini – Rappresenta un importante passaggio per mettere a disposizione dei nostri associati opportunità interessanti in un assetto, come quello del nostro territorio turbato da una serie di problematiche. In 73 anni di età Confindustria ha sempre portato avanti l’ attività con metodo e sinergia con il territorio e d’ora in avanti porteremo avanti questa collaborazione con la Bprm”. Allo scopo Confindustria acquisirò un’iniziale partecipazione simbolica di 20mila euro nella Bprm, favorirà la partecipazione degli associati ad eventuali aumenti di capitale della banca e la privilegerà nelle scelte di investimeno. Dall’altra parte l’istituto assicurerà l’ingresso nel patto di sindacato (organo di controllo della banca) di un esponente di Confindustria nel momento in cui i nuovi azionisti raggiungano almeno il 5% (1.6 milioni di euro) del capitale banca, metterà a disposizione un plafond iniziale di 10 milioni di euro per le imprese (soprattutto se piccole e meritevoli) che hanno difficoltà di accesso al credito. In più garantirà consulenza gratuita per gli investimenti. “Oltre che la risoluzione di Bm il territorio ha subito l’altro grande dramma del terremoto – ribadisce il presidente di Bprm Loris Tartuferi – Noi ad oggi ci troviamo ad essere una banca solida, corretta e redditizia. Siamo un piccolo gioiello. La banca ha bisogno di crescere velocemente anche patrimonialmente. Siamo autonomi ed indipendenti legati solo ai doveri del nostro patto di sindacato. Il nostro patrimonio è sufficiente per realizzare il piano industriale già approvato ma con cui non riusciamo a stare dietro a tutte le esigenze del territorio. Siamo pronti a raccogliere nuove eventuali adesioni per dotarci di maggiore capacità anche creditizia. Mi auguro che questa collaborazione porti avanti velocemente la realizzazione del progetto che è tutto a vantaggio del territorio”.
Negli investimenti un occhio di riguardo avranno le piccole imprese che guardano alla digitalizzazione al modello Industria 4.0. “Un’azienda digitalizzata virtuosa  – spiega il direttore di Confindustria Gianni Niccolò non può non avere un corretto rapporto con la banca. La digitalizzazione presuppone trasparenza degli atti e bilanci aggiornati costantemente. Questo presuppone un nuovo percorso nei rapporti tra impresa e banca che rappresenterà un punto nodale per lo sviluppo delle imprese del territorio. Uno strumento del futuro”. Obiettivo fondamentale rinnovare la partnership che un tempo vedeva come interlocutore primario Banca Marche: “Questa deve essere la sfida – puntualizza il direttore di Bprm Ferdinando Cavallini – Noi proviamo a farlo con l’idea che sia l’unica strada possibile per far sviluppare il territorio. Purtroppo dobbiamo registrare che oggi anche le piccole imprese sane hanno difficoltà di accesso al credito a fronte della facilità che è invece prerogativa delle grandi. Noi vogliamo metterci in mezzo e fare da consulenti finanziari per offrire nuove opportunità”.


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