Piazza San Carlo, 4 matelicesi nel caos:
“Come vedere la morte in faccia”
JUVE-REAL - I ragazzi erano partiti sabato mattina per raggiungere Torino e guardare la finale di Champions sul maxi schermo: "Non avremmo mai pensato di percorrere la strada verso l'inferno. E' stato orribile, quello che conta è che ci siamo riabbracciati"

I quattro ragazzi di Matelica

Piazza San Carlo durante il match
Erano partiti da Matelica alle 8 del mattino di sabato in direzione piazza San Carlo a Torino, fiduciosi di poter festeggiare la terza Champions League della storia della Juventus e di vivere una delle notti più belle della loro vita. Mai avrebbero pensato di percorrere la strada verso l’inferno. Daniele Sampaolo, Fabio Coicchio, Jury Montanari e Alessio Botticelli: questi i nomi dei quattro ragazzi matelicesi che, a venti minuti dalla fine della partita Juventus-Real Madrid, si sono ritrovati coinvolti nel caos di piazza San Carlo (leggi l’articolo). “Ad un certo punto ho sentito un forte boato – racconta Montanari – e sono stato scaraventato a diversi metri di distanza, sbattendo contro un muro. Ero stretto tra la gente, non riuscivo a muovermi ed in mezzo alla piazza c’erano diverse persone che urlavano e dicevano che qualcuno stava sparando sulla folla. A quel punto il panico è raddoppiato. Poco dopo lo scoppio, credo di un petardo, che ha generato ancora più paura ho cercato di ripararmi e scappare, ma sono caduto diverse volte. Molte persone erano a terra e venivano calpestate da chi fuggiva, altre sembravano aver visto la morte in faccia”. “Il boato improvviso e la marea umana che si è immediatamente riversata su di noi non li dimenticherò mai – aggiunge Botticelli –. L’istinto di mettersi a correre all’impazzata era fortissimo, ma così facendo sarebbe stato facile cadere e restare travolti ed ho dovuto fare appello a tutto il mio sangue freddo per evitare che ciò accadesse: prima di riuscire a trovare un’uscita ho perfino tirato su da terra un ragazzo biondo caduto vicino a me. Vedere il suo sguardo terrorizzato e sentire le sue urla mentre decine di persone altrettanto spaventate stavano per calpestarlo è stato orrendo. Non appena uscito dalla piazza ho visto gente correre in preda alla psicosi: credendo ci fosse qualcuno che sparasse sono scappato a gambe levate e mi sono rifugiato in un bar dal quale ho contattato i miei amici, terrorizzati come me ma fortunatamente illesi: ci siamo ritrovati dopo un paio d’ore. Speravo di vedere la Juve vincere il Triplete, ma quando ho riabbracciato Daniele, Fabio e Jury ho capito che quella sera il Triplete più importante l’avevo vinto io.”
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Quanta saggezza!