Pedemontana, il tracciato
non passerà da Sfercia
VIABILITA' - Accolta la richiesta dei sindaci di terminare il tratto da Camerino a Muccia. A Matelica sorto un comitato che chiede la modifica del percorso, per evitare l'impatto su alberi secolari e vigneti
Avanti tutta con la Pedemontana, per raggiungere Muccia non si passerà da Sfercia, ma direttamente da Camerino e Muccia, la società Quadrilatero ha accolto la richiesta portata avanti dai sindaci della zona ed appoggiata anche dalla Provincia di Macerata. La conferma arriva dal presidente della Provincia Antonio Pettinari, che ieri a Roma è intervenuto all’assemblea dei soci della Quadrilatero, che è stata l’occasione per aggiornare sullo stato di attuazione degli interventi. Intanto a Matelica è sorto ufficialmente un comitato che chiede la modifica del tracciato tra Matelica e Castelraimondo, per evitare contraccolpi al territorio, annunciando la convocazione di un’assemblea pubblica. Pettinari ha confermato che con delibera numero 64 del Cipe, pubblicata una decina di giorni fa, è stato stanziato il finanziamento di ottanta milioni di euro per il quarto stralcio della Pedemontana, da Castelraimondo a Muccia, con una serie di interventi ed ammodernamento del tracciato della strada provinciale 256.
Vista la presenza del presidente Anas Gianni Vittorio Armani, in vista del forte traffico di mezzi pesanti per la ricostruzione, Pettinari ha sollecitato il completamento dello svincolo per Muccia, che è in fase di progettazione. Quello attuale è provvisorio e sarà smantellato. Il presidente della Provincia ha chiesto anche di accelerare sulle situazioni sospese: svincolo di Campogiano, bretella Mattei-La Pieve, sbocco della Valdichienti a Civitanova. Il Comitato per la tutela del territorio di Matelica scrive in una nota: “Le prime notizie sono emerse con le convocazioni per gli espropri ma nessuno ha avuto finora accesso ufficialmente ai progetti definitivi, neanche le amministrazioni comunali – ideata 40 anni fa e più volte modificata nel corso dei decenni dal suo progetto originario, al fine di venire incontro alle esigenze delle nostre medie e piccole imprese locali, questa infrastruttura è stata modificata a più riprese a partire dal 2004 in avanti, prevedendo per la nostra vallata il passaggio in galleria per evitare grossi impatti ambientali. Dopo ulteriori varianti firmate nel 2012 senza informare cittadini, residenti e portatori di interessi di vario genere, il nuovo progetto è stato ulteriormente modificato, mirerebbe pertanto al risparmio, riportando l’opera della carreggiata a due sole corsie in superficie, distruggendo e devastando l’intero paesaggio come già evidente in alcune zone verso Fabriano e Cerreto d’Esi”.
Il comitato sottolinea “che, il progetto oramai non più adatto alla realtà della zona, non ci sono più le imprese per cui il progetto era nato, da evacuare e, se il progetto attuale non verrà rivisto in alcuni punti essenziali che lo rendano meno impattante porterà solo perdita di valore ambientale e di lavoro. La strada di veloce percorrenza, non servirà infatti a rafforzare, ma piuttosto a spopolare questo territorio, già depauperato di aziende con la crisi del 2007-2008 e devastato da uno dei terremoti italiani più forti della storia degli ultimi due millenni”. Il Comitato che ha come segretario Edoardo Marini, entra nel merito del progetto: “Quest’opera che nei lotti 2 e 3 (da Matelica Nord a Camerino per intenderci) non ha ancora un progetto esecutivo definitivo dovrebbe passare in gran parte in superficie, distruggendo terreni e vigneti (quindi apportando danno economico e forse anche occupazionali), abbattendo centinaia di querce secolari che caratterizzano il nostro territorio montano. Si consideri che per le sole strade di cantiere, per il periodo dei lavori (5 anni?) ad oggi dovrebbero essere abbattute le querce della caratteristica zona di Mistrianello e San Venanzo”. Conclude la parte finale della nota: “Quest’opera di oltre 200 milioni pari alla ricostruzione di oltre 1.000 case per almeno 4.000 persone (per intenderci quanto tutta Visso e metà Camerino) non poteva essere prorogabile a dopo la ricostruzione, una volta che lo spopolamento fosse stato scongiurato e l’economia in ripresa avesse presentato il fabbisogno di potenziare la vecchia rete stradale? Le stesse pratiche del progetto, realizzate senza coinvolgimento della popolazione nei tempi giusti e surclassando molte decisioni dei consigli comunali, lasciano molte perplessità, ma in forza delle leggi vigenti, rafforzate dallo “Sblocca Italia”, non possono essere neppure ridiscusse”.

