Commissioni di indagine, Corallini:
“isterismo politico fa degenerare
il dibattito”

CIVITANOVA - Il presidente delle due commissione di inchiesta su centri commerciali e assunzioni rompe il silenzio e precisa la mancata apposizione delle firme sui documenti. Critico verso Costamagna: "La relazione deve essere scevra da valutazioni personali"

- caricamento letture
consiglio-comunale-aprile-corallini-civitanova-12-325x217

Giovanni Corallini

di Laura Boccanera

«Rompo il silenzio per fare chiarezza, ho sempre taciuto per delicatezza e riserbo, ma non accetto che oggi ci sia isterismo politico che fa degenerare il dibattito». Giovanni Corallini, consigliere comunale e presidente della commissione su centri commerciali e assunzioni rompe il silenzio per spiegare quanto successo l’altra sera in consiglio quando i documenti non sono stati firmati dai componenti delle commissioni. Corallini ricostruisce la storia travagliata delle commissioni: «si sono costituite due anni fa e il centrodestra decise di non prenderne parte – afferma Corallini – visto che si indagava su atti che riguardavano anche la passata amministrazione. Poi in seguito anche per l’inchiesta e i fatti eclatanti sulla Civita Park il centrodestra rientrò e si formarono le commissioni composte da Costamagna, Corallini, Franco, Rachiglia e Morresi quella sui centri commerciali e Iezzi, Carassai, Corallini, Costamagna e Franco quella sulle assunzioni». Le commissioni rimangono però bloccate per diverso tempo, senza mai riunirsi e con le dimissioni di Morresi (indagato poi prescritto per Civita Park) era necessario nominare un nuovo presidente. «da maggio a dicembre 2016 le commissioni non si sono mai riunite – continua Corallini – in una lettera manifestavo il mio disagio per il blocco dei lavori. Si riesce a intraprendere a pieno regime lo studio degli atti solo a febbraio 2017, a fatica e con numerose sedute deserte. Duole notare come il maggior numero di assenze sia proprio di Costamagna ed è lui oggi che mi costringe a rompere un silenzio perchè tirato in causa. Non si può parlare di insabbiamento». Corallini continua a raccontare che ad aprile il grosso degli atti e della documentazione era pronta, ma si arriva ad un nuovo stop a causa del rifiuto da parte del comune di nominare un consulente legale per l’ultima lettura e la sintesi finale visto che il regolamento lo prevedeva. Si arriva fino alla scadenza dell’altra sera: «Costamagna voleva inserire nella sintesi finale del documento delle specifiche che però non erano consentite perchè la relazione doveva restare scevra da valutazioni politiche personali. Proprio perchè siamo in campagna elettorale sono stato molto attento a mantenere la terzietà ed è solo per la mia testardaggine se siamo riusciti ad arrivare al risultato. Non può essere accettato l’isterismo politico che fa denegerare il dibattito, voglio uscire a testa alta e fuori da qualsiasi compromesso politico. E’ pazzesco che mi ritrovi a fare il capro espiatorio. Sono sereno, la relazione è pronta e entro lunedì saranno lette e firmate, poi sarà compito dell’amministrazione convocare il consiglio». Serviranno almeno 3 firme a maggioranza per la lettura della relazione, altrimenti verrà consegnata agli archivi.

Relazione su parentopoli e centri commerciali: la commissione d’indagine non firma


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X