Cosmari, impianto da 3 milioni
per smaltire le macerie

RIFIUTI - Lo statuto della srl prevede gli stipendi: stanziati 90mila euro per il 2016. Entro luglio il nuovo meccanismo entrerà in funzione e consentirà di trattare 900 tonnellate al giorno. Possibile dietrofront sull'utilizzo dei microchip nei sacchetti blu e gialli
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Lo stabilimento del Cosmari

 

Tre milioni di euro per realizzare un impianto per lo smaltimento delle macerie del terremoto. Ad annunciarlo nel corso dell’assemblea del Cosmari, il presidente Graziano Ciurlanti e il direttore tecnico Giuseppe Giampaoli. Si tratta di un impianto ad hoc, per un investimento di 3 milioni e 200mila euro, con concessione diretta del servizio di smaltimento da parte della Regione al Cosmari e a Piceno Ambiente. La gestione prevede la bonifica a parte dei materiali pericolosi e la restituzione di eventuali effetti personali ai proprietari qualora vengano trovati. Sinora sono state trattate ben 12mila tonnellate di macerie. Quando il nuovo impianto sarà terminato se ne potranno trattare 900 tonnellate al giorno, triplicando la capacità. Attualmente la Regione ha preso in affitto un’area di stoccaggio a San Ginesio. Tra le criticità evidenziate il fatto che i Comuni del cratere non pagano il servizio della Tari, per cui si attende un apposito decreto per il rimborso da parte dello Stato. Riguardo al microchip per i sacchetti blu e gialli, infine, sono state evidenziate difficoltà da parte di alcuni sindaci, unite al fatto che la sperimentazione è pagata dai Comuni, in alcuni dei quali è stata attuata la cosiddetta tariffa puntuale che dovrebbe premiare gli utenti virtuosi. Potrebbe essere modificato l’utilizzo del microchip o cercata un’alternativa. Il presidente Ciurlanti ha indicato per il futuro la possibilità di completare la discarica di Cingoli e di iniziare la revisione del parco mezzi dell’ente.

Cosmari, il Cda sui compensi: “Sono previsti dallo statuto, 90mila euro già accantonati”



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