Camerino, l’anno zero della rievocazione:
l’Offerta dei Ceri emoziona il pubblico
(le foto)
PIU' FORTI DEL SISMA - La città ha risposto in massa alla cerimonia. Acceso il falò propiziatorio, chiesto a San Venanzio di far rinascere la città. Domani giornata di fiera, gran finale domenica con la sfida della Corsa
di Monia Orazi
Camerino c’è, nonostante il terremoto, un centro storico chiuso e blindato per le ferite delle scosse. La città ieri sera ha risposto in massa alla suggestione dell’Offerta dei Ceri nel piazzale antistante la chiesa di Madonna delle Carceri, uno dei momenti più solenni della rievocazione storica, che fino a domenica fa tornare ai fasti secolari del ducati dei Da Varano. La scommessa di fare comunque la rievocazione storica, nonostante la città sia in ginocchio è ormai una vittoria segnata dalle presenze che non fanno sentire soli gli organizzatori, in un momento complicato perchè anche molti di loro hanno avuto la casa inagibile o la sede dell’attività chiusa per i danni delle scosse. Nonostante questo si sono impegnati per dare vita come ogni anno alla festa. Il cambio di scenario non ha influito sull’emozione e la partecipazione collettiva, su quel sentire comune e deferente, la devozione verso il santo patrono Venanzio, l’antico cerimoniale, a partire dalla pesatura dei Ceri nel piazzale di informatica, l’arrivo da punti diversi dei cortei dei terzieri, la benedizione solenne dell’arcivescovo monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, l’abbraccio della concordia tra le dame dei terzieri, l’offerta dei ceri al clero, la lettura del proclama delle feste, tra il sottofondo del ritmo dei tamburi e lo squillo delle chiarine.
Le voci di Stefano Falcioni e Donatella Pazzelli hanno condotto gli spettatori nella magia del tempo che fu, consapevolezza dell’orgoglio di essere testimoni della grandezza di un antico regno, le cui tracce sono nelle radici secolari dei grandi palazzi del centro storico. In quello che il presidente dell’associazione Corsa alla Spada Giuseppe Corridoni ha definito l’anno zero della rievocazione, il segno del nuovo percorso della città è stata l’uscita per la prima volta dalle sacre mura della basilica delle reliquie del santo patrono. “Non abbiamo avuto ne morti ne feriti, eppure tutti desideriamo tornare presto alle consuete abitudini, nelle nostre chiese e nei luoghi belli delle nostre contrade – ha detto monsignor Brugnaro – chiediamo a lui, a San Venanzio un futuro migliore”. Da San Venanzio sono giunti i tre storici atleti della corsa Gian Luca Broglia, Roberto Scalla, Alberto Pennesi, che hanno portato le fiaccole con cui hanno acceso i ceri, poi gli atleti dei terzieri che si sfideranno domenica, hanno acceso il fuoco sul campo antistante la chiesa. Il primo “focaraccio” del dopo terremoto ha esitato leggermente a partire, poi le fiamme sono divampate alte e decise.
“Ero preoccupato, il focaraccio ha stentato a partire poi è venuta una fiamma meravigliosa, speriamo sia così anche la ricostruzione della nostra città”, questo l’auspicio dell’avvocato Luciano Birocco, ex presidente dell’associazione, tra gli storici organizzatori della manifestazione. Oggi è la giornata di festa del Santo Patrono, le messe sono celebrate nella tensostruttura alle Mosse, domani giornata di fiera in viale Seneca. Sabato alle 15 palio dei bambini al City Park, gli arcieri disputeranno il palio di Santa Camilla. Sabato sera spettacoli in piazza Gioco del Pallone con “Festino dei banchieri”, coro di Tolentino e spettacolo di scherma antica, pittura dei quadri dei tre terzieri. Domenica 21, giorno della Corsa, alle 15 parte il corteo storico da San Venanzio, seguirà alle 17.30 la Staffetta rosa, alle 18.15 la partenza della sfida tra i magnifici trenta, da San Venanzio alla Rocca Borgesca passando per viale Leopardi.




























