Quando ad Overtime Serse Cosmi
parlò del suo amico Walter Sabatini,
l’uomo del momento

Al festival maceratese due anni fa il racconto dell'ex allenatore del Perugia

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L’incontro alla Bottega del Libro

 

di Maurizio Verdenelli

Nell’ottobre di tre anni fa, uno dei più seguiti incontri di Overtime -il festival ‘del racconto e dell’etica sportiva’ che a Macerata ha inanellato ad oggi sette edizioni tutte bagnate da un successo crescente- fu quello con Serse Cosmi. L’ex allenatore del Perugia, ingaggiato nel Duemila da Luciano Gaucci per il suo Perugia in serie A (un contratto da 150 milioni di lire) arrivò in extremis quel pomeriggio del 10 ottobre e fu immediatamente l’exploit popolare e di simpatia in una città refrattaria ai facili entusiasmi e tradizionalmente a suo agio nell’algido esercizio dello snob. L’incontro con Cosmi avvenne davanti a ‘La Bottega del Libro’ in corso della Repubblica, en plein air, davanti ad un palchetto organizzato per l’occasione con poltroncine disposte disciplinatamente attorno.

cosmi-verdenelliFu in quell’occasione che ‘L’uomo del Ponte’ (ora vive a Brufa) raccontò del suo amico e sodale Walter Sabatini, l’uomo del nuovo destino dell’Inter, il dirigente ‘dei due mondi’ del calcio che la Suning Sports Group di Zhang Jindong ha voluto coordinatore della società nerazzurra e dello Jiangsu. Con Sabatini, ‘uomo del giorno’ calcisticamente parlando, Serse aveva diviso un periodo d’oro all’Arezzo (“Premio Seminatore”) e con i gol di Bazzani, pure il sogno della serie B partendo dalla D.

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Walter Sabatini nel 1977 con la maglia del Perugia

All’inizio del nuovo millennio la coppia si era poi ricomposta alla corte dei Grifoni. Anni ‘di gloria’ con il lancio di Gennaro Gattuso fino al 2004: l’amara stagione della retrocessione dopo lo spareggio-salvezza perduto con la Fiorentina. Sì, lui Sabatini da Marsciano, coetaneo (Giancarlo nato nel ’54, Walter nel ‘55) del campione del mondo ’82, Giancarlo Antognoni e della star tv Marco Bocci. “Avevamo un incubo, io e Walter: Norcia” raccontò quel giorno d’autunno mister Cosmi ai maceratesi. “Quando si perdeva, Luciano Gaucci ci mandava in ritiro nella città di San Benedetto per l’intera settimana. Non nascondo che c’era molta sofferenza anche perché con quel Perugia non era facile la serie A, a rischio ogni partita’. E quella volta, verso la fine di uno degli ultimi campionati con i grifoni, sempre in lotta per la salvezza, perdevano in casa con il Bari, ultimo in classifica, addirittura per tre gol a zero alla fine del primo tempo. Ero furente, durante il riposo mi avrebbero sentito! Poi accadde una ‘cosa’ imprevista. Lungo il tunnel che ci conduceva negli spogliatoi, Sabatini mi si avvicinò e con un sorriso ironico e disarmanente: ‘Gaucci ha già prenotato Norcia…’. Walter aveva sdrammatizzato ed io compresi che non avrebbe avuto più senso urlare com’erano abituati i giocatori ad aspettarsi da me in situazioni del genere, soprattutto in quella che davvero si presentava come estrema. Non avrei buttato giù i ‘muri’, no: compresi che quella volta il silenzio avrebbe avuto più forza. Fu la chiave di volta: i grifoni tornati in campo ‘artigliarono’ i ‘galletti’ ed alla fine il Perugia vinse per 4-3. E ci salvammo”.

Walter-SabatiniChi scrive ha poi un episodio legato all’ex diesse della Roma ed ora dirigente sportivo italiano ‘superstar’. Proprio l’uso di questo aggettivo diventato con il tempo comunissimo sulla carta stampata, mi costò… l’accusa quasi di blasfemia. Correva l’anno 1973 ed un giovanissimo attaccante umbro della provincia perugina, dalle grandi promesse, di nome Walter Sabatini, fu fatto esordire a diciassette anni in serie B tra i Grifoni dopo essersi messo in luce nelle giovanili. Giocò quello scampolo di partita benissimo e nella rubrica sportiva del martedì –dirigendo la redazione del ‘Messaggero’ quel giorno da ‘vice’- sparai un titolo: “Sabatini superstar”. Non avevo fatto altro che mutuare quell’aggettivo dal titolo di un film, visto qualche sera prima. Un film che sarebbe diventato leggendario: “Jesus Christ superstar’, ma che all’esordio nelle sale aveva attorno a sé un alone dissacratorio. La rubrica sul ‘Messaggero’ era seguitissima: s’intitolava ‘Grifonerie’ ed era stata per anni firmata dal suo ‘inventore’: il bravissimo Lanfranco Ponziani che sarebbe deceduto prematuramente. L’idea di quel titolo però non piacque per nulla al mio ‘capo’ (l’indimenticabile Marcello Monacelli): il giorno dopo tripla lavata di capo per quel ‘superstar’ un po’ blasfemo e chiusura della rubrica. La stagione successiva, il nuovo coordinatore ‘superstar’ di Suning avrebbe contribuito alla storica promozione in ‘A’ del Perugia – che nel ‘67 aveva soffiato la B alla Maceratese di Tony Giammarinaro con gli ‘eroi’ Turchetto, Dugini, Prenna Rega, Berti etc. Chi era l’allenatore dei Grifoni? Ilario Castagner, già bomber del Perugia in serie C, riscoperto dallo stesso Ponziani come allenatore delle giovanili all’Atalanta e portato all’ombra del Santa Giuliana insieme con un altro dirigente umbro che avrebbe fatto strada: Silvano Ramaccioni.


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