Nuova Via Trento, Sacchi:
“Il sindaco si dimetta
se il Comune dovrà risarcire”

MACERATA - Il capogruppo di Forza Italia all'attacco all'indomani della richiesta di risarcimento per la mancata realizzazione della bretella: "Se l'arbitrato dovesse accertare responsabilità sarebbe il fatto più grave della storia dell'amministrazione". Chiamata alle armi: "Convocherò l'opposizione, su questo dobbiamo muoverci forti e compatti"
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Il capogruppo di Fi Riccardo Sacchi

 

di Claudio Ricci

“Se l’arbitrato dovesse riconoscere il risarcimento alla  società Nuova Via Trento l’unica risposta da parte del sindaco dovrebbero essere le dimissioni”. Non si fa attendere l’affondo dell’opposizione sulla vicenda della Nuova via Trento. All’indomani del ricorso per la richiesta dell’apertura di un arbitrato (previsto da contratto) avanzato dalla società per la mancata realizzazione della bretella di collegamento con via Murri, che potrebbe costare al Comune 7,7 milioni di euro (leggi l’articolo), arriva l’attacco del capogruppo di Forza Italia Riccardo Sacchi: “Siamo garantisti ma se in arbitrato si dovessero accertare le responsabilità questo rappresenterebbe il danno più grave della storia del Comune, di cui dovrebbe rispondere il sindaco con immediate dimissioni”. Per il consigliere di minoranza “si tratterebbe di un fatto di una gravità politica inaudita che farebbe ricadere sulla cittadinanza la cattiva capacità amministrativa del sindaco. Lo stesso sindaco che quando era capogruppo in maggioranza era d’accordo sulla necessità di realizzare l’opera come previsto nell’accordo ma che oggi si è dimenticato di tutto”.

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Il punto dove dovrebbe partire la bretella

Una vicenda assimilabile, secondo Sacchi, nel merito ma non nel metodo all’operazione Park Sì: “Se a fronte di una ipotetica richiesta di danni da parte di Saba per inadempimenti attribuibili negli anni alle amministrazioni abbiamo speso 1,8 milioni per rilevare il parcheggio, perché oggi alla richiesta seria di 7,7 milioni non si decide di realizzare quella bretella? Inoltre al risarcimento chiesto dalla società si aggiungerebbe anche quello che vorrebbero avanzare i singoli privati che vedono precipitare il valore del complesso mai dotato del collegamento promesso inizialmente. Sembra che qualcuno sia già sul piede di guerra”. Le responsabilità politiche del primo cittadino ricadrebbero secondo il consigliere azzurro anche sul ruolo dato all’assise: “In questi anni il sindaco si è interessato al Consiglio solo per copertura politica scambiandolo per un paracadute. Nel 2012 con il nuovo bando delle piscine e nel 2016 con l’atto sul Park Sì. Su questo perché non ha interessato il Consiglio? Non dico l’opposizione ma almeno la maggioranza”. Quindi annuncia la linea dura: “Chiederò una riunione dell’opposizione. Su questa vicenda dobbiamo muoverci in maniera forte e compatta. Guarderemo con il microscopio ogni singolo atto e controlleremo se le richieste della Nuova Via Trento sono serie e fondate come temiamo”. Sulla questione dell’arbitrato, il sindaco Romano Carancini preferisce mantenere il silenzio, almeno per il momento. 

 

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