No al Consiglio delle donne,
la mozione si “imPantana”
MACERATA - Il voto sulla proposta di abrogazione presentata e poi ritirata da Roberto Cherubini (M5s) slitta dopo che Deborah Pantana ha fatto propria la proposta su cui ha annunciato il voto contrario nella sessione di domani. Un atto anomalo che ha tratto l'assise in un'impasse procedurale

Le file dell’opposizione, in primo piano Deborah Pantana che ha fatto propria la mozione per l’aborgazione annunciando il voto contrario
di Claudio Ricci
(foto di Lucrezia Benfatto)
Abrogazione del Consiglio delle donne. La proposta di Roberto Cherubini (M5s) si “impantana” in assise. Un’espressione non casuale dato che la mozione ritirata alla fine di una discussione ritenuta “soddisfacente” dal pentastellato, è stata fatta propria dal consigliere di Fi Deborah Pantana che domani la ripresenterà in assise. Un comportamento quanto meno anomalo dato che proprio Pantana era intervenuta duramente contro l’atto. “Faccio mia la mozione per poi votare contro”, ha detto Pantana (membro del Consiglio delle donne). “Una procedura impossibile – ha spiegato il presidente del Consiglio Luciano Pantanetti dopo aver ascoltato il parere del segretario comunale – Dato che è impossibile fare propria una mozione, se almeno prima non si è emendata, e su cui in ogni caso si voterà in maniera contraria”.
“La mozione non pretende di essere votata ma vuole aprire un discussione – ha detto Cherubini presentando la proposta – Si tratta di un organo di per sé sessista e discriminante. Un recinto entro cui si confrontano solo donne, Se negli anni 70-80 aveva senso dobbiamo domandarci se serva oggi. Le donne sono ad oggi mature per evitare il Consiglio delle donne. Spero che le donne del Consiglio delle donne si candidino in gran numero alle prossime elezioni. Oggi la coscienza politica è maturata e lo dimostra la sensibilità del sindaco nella composizione di una giunta in larga parte femminile. Ma quando facciamo le liste di candidatura non riusciamo a trovare le donne. Dipingere questa mozione contro le donne è scorretto”.
Una vicenda che si riversa anche nella recente diatriba sull’intitolazione della sala consiliare che ha visto il M5s sostenere la raccolta firme per la dedica alla docente Barbara Pojaghi. “La proposta doveva partire dal basso – ha ribadito Cherubini – e d’altra parte c’è stata una raccolta firme popolare”. Quindi l’attacco all’assessore Federica Curzi firmataria della delibera (poi cancellata) per l’intitolazione dell’aula Maria Pucci: “Disattende il suo mandato alle Pari opportunità quando propone un nome e non si può entrare in quella commissione. Ho apprezzato che la discussione sia tornata sui suoi passi. Proporre a tutti i costi il nome di una donna mi sembra un’eccessiva ghettizzazione”.
“Non c’è solo il Consiglio comunale o il metodo radicale di una mozione”: la risposta dell’assessore Federica Curzi . Il Consiglio delle donne è un organismo inclusivo e aperto alla partecipazione anche degli uomini”. Sull’affaire Pucci: “Non è l’argomento su cui ci si doveva scontrare dando in pasto all’opinione pubblica il nome di persone care appena scomparse. Siamo partiti dal basso acquisendo materiale sulla volontà di intitolare la sala in base all’iniziativa sulla toponomastica femminile. Il nome della Pucci non l’ha fatto l’assessore ma le persone che hanno votato per la sua intitolazione. Quella delibera è stata ritirata. Siamo andati in commissione e abbiamo riaperto il percorso ma in entrambe le commissioni non vi siete presentati per protesta”. Sull’argomento la presidente dell’organo e consigliere Pd Ninfa Contigiani ha precisato: “Gli organismi di genere nascono in Italia nel filone degli organi per gli squilibri di disparità. Sono palestre dove le donne si allenano e fanno esperienze di attività a volte dure come quella politica. Più le donne ci sono in queste realtà, più vengono elette. Bisogna stare sul pezzo. Proprio per questo Macerata ha una delle poche giunte legali in Italia. Carancini lo ha potuto fare avendo un bacino di donne da cui scegliere”.

L’assessore alle Pari opportunità Federica Curzi con il sindaco Romano Carancini e l’assessore ai Servizi sociali Marika Marcolini
In apertura l’assise ha approvato anche il primo step della variante per il trasferimento delle aree edificabili da Villa Potenza al quartiere Corneto. Critico Marco Foglia (Udc). “Occorre riequilibrare il peso della val Potenza e della Val di Chienti. Si continua a togliere possibilità di sviluppo portando volumetrie in altre zone mentre è necessario terminare via Mattei-Pieve e la terza bretella per collegare bene Villa Potenza alla superstrada. E intanto i comuni limitrofi alla frazione hanno approfittato per creare zone industriali e centri commerciali.







