Villa Cozza si veste d’arte, Miliozzi:
“E’ la Cappella sistina marchigiana”
MACERATA - Presentata questa mattina "Vita su Marte", una collezione di opere di grandi artisti locali donate dagli stessi per ravvivare gli spazi della casa di riposo

Da sinistra la direttrice Floriana Patrassi, il consigliere David Miliozzi, il presidente Giuliano Centioni e Paola Castelli
Villa Cozza diventa scrigno dell’arte marchigiana. Presentata questa mattina “Vita su Marte”, una collezione di opere di grandi artisti locali donate dagli stessi per ravvivare gli spazi della casa di riposo di Macerata. 40 opere di 18 artisti che spaziano per forme, contenuti e materiali in molti ambiti della pittura. Dagli affreschi di Silvio Craia alle suggestioni di Ugo Caggiano, dal murales di Morden Gore ai pannelli di Cagliostro a trionfare sono il colore e la vivacità di menti creative messe a servizio di un luogo così delicato e importante come la residenza di Villa Cozza. L’idea è partita da Paola Castelli, figlia del grande architetto Paolo recentemente scomparso: “Tutto è nato nel 2013 durante una conversazione con Sirio Bellucci, pittore e ospite della casa di riposo – spiega Castelli – Ci eravamo resi conto che l’arredo era scarno e gli spazi davano l’idea di non essere vissuti, un po’ come quelli dei motel. Il nostro obiettivo era quindi quello di rallegrare gli anni degli ospiti tramite l’arte”. Rispuntano così le vecchie origini di Villa Cozza, un luogo che è sempre stato in connessione con il panorama artistico locale.
“Uno degli ospiti nel passato fu il grande Ivo Pannaggi – spiega Floriana Patrassi, direttrice della struttura – che trascorse volontariamente qui la sua vecchiaia. Poi abbiamo ospitato anche Sirio Bellucci che proprio in queste stanze riprese a dipingere dopo un periodo molto difficile. Dopo di lui ci piace ricordare anche il grande architetto Paolo Castelli. La nostra idea è che l’arte ridà la vita e questa iniziativa può essere un modo per riscoprire la zona che costituisce una radice importante della società maceratese”. La mostra è accompagnata anche da un catalogo che racconta la storia del progetto e presenta tutti gli artisti che sono intervenuti. “La vorrei quasi definire la Cappella Sistina dell’arte marchigiana – spiga il curatore e consigliere comunale David Miliozzi – Troviamo artisti di grandissima qualità che hanno donato le loro opere, si sono quindi confrontati con questo ambiente che racchiude anche dolore. D’altronde un artista che non vive il dolore difficilmente può produrre qualcosa di veramente creativo”. La presentazione del catalogo, con foto di Massimo Zanconi, è in programma venerdì 17 marzo alle 17,30 nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi Borgetti dove saranno presenti anche alcuni degli artisti. “La particolare data non è stata scelta a caso – conclude Miliozzi – Visto che il progetto ha subito interruzioni e ha incontrato anche alcune difficoltà abbiamo deciso di scegliere il venerdì 17 per esorcizzare la sfortuna. In futuro stiamo pensando di realizzare delle visite guidate alla scoperta delle opere, questo permetterà sia di conoscere realmente il percorso artistico sia di vivacizzare le sale con gli ospiti e ricollegare Villa Cozza al tessuto sociale della città”.








