Container non autorizzato,
la maggioranza respinge le dimissioni
del presidente del Consiglio
SAN SEVERINO - Sandro Granata ha precisato: "E' stato un errore politico, non umano né legale". Il sindaco Piermattei: "Non un'azione così grave da infamare una vita di onestà". L'opposizione: "Chiediamo correttezza"
di Monia Orazi
“Per un errore politico, non umano e non legale, si badi bene politico, che ha messo in difficoltà il sindaco e la maggioranza di cui faccio parte, con nota scritta ho rimesso il mio mandato nelle mani del sindaco”. Così il presidente del Consiglio comunale di San Severino Sandro Granata poco fa si è dimesso dalla carica, mentre si è discusso della mozione sul tema presentata dai gruppi di minoranza Centrodestra, Centrosinistra e Movimento 5 Stelle. Il sindaco Piermattei le ha respinte parlando di “leggerezza politica, ma non di dolo, in grado di infamare una vita onesta”. I consiglieri Bompadre, Lampa, Panicari e Borioni si sono detti “offesi ed arrabbiati, comprendiamo la scelta umana di Granata, il suo è stato un errore politico, non ha più i requisiti per rappresentarci”. Alle 18.35 si sono alzati, abbandonando l’aula per protesta.
La discussione della mozione sul presidente del consiglio comunale Sandro Granata è stata anticipata su richiesta dei gruppi di minoranza, per evitare la discussione a tarda ora, visto che all’ordine del giorno sono stati inseriti 18 punti. A presentare il testo Panicari che ha letto l’ordinanza con cui il sindaco ha chiesto a Granata di rimuovere la casetta dal suo terreno e l’avvio di un procedimento per la presenza di due manufatti abusivi. “Avremmo voluto evitare di arrivare a questa mozione, ma dopo due incontri non ci avete dato indicazioni – ha detto Panicari nel presentare la mozione firmata da lui, Gabriela Lampa, Francesco Borioni e Mauro Bompadre – non ho nulla contro Granata, ma la struttura istituzionale merita rispetto. Le regole non si possono gestire in maniera asimmetrica, a noi avete impedito di eleggere un consigliere in casa di riposo, perchè avete detto che avevamo superato il termine previsto dalle regole”.
E’ seguito poi l’intervento dello stesso Granata: “Il container non è stato acquistato dal sottoscritto, ma dai suoceri, ho dato in prestito quindici metri quadrati del suo terreno per cause di forza maggiore, data sia la situazione abitativa che di salute dei suoi suoceri. Il container è stato rimosso entro i tempi stabiliti dalle legge 380, comma sei e per questo motivo non è stato avviato nessun provvedimento sanzionatorio dall’ufficio urbanistica. Per quelli che chiamate illeciti edilizi, tali accessori li ho ereditati dai miei genitori e che non ero a conoscenza della questione. Sempre e regolarmente ho pagato l’Imu su tali immobili, ho depositato i documenti per la sanatoria dei medesimi accessori. Riguardo al mio voto contrario alla mozione del 9 gennaio, presentata dalle opposizioni, che andava a consentire la collocazione di container, vorrei dire che la mozione è stata respinta perchè riguardava materie non di competenza del comune, ma di enti sovraordinati. Per rispetto della legge ho votato per il rigetto della stessa. Per quanto riguarda le mie dimissioni da presidente del consiglio comunale, riconosco il mio errore politico, non legale, non penale, non umano, ma politico e basta, il quale ha messo in difficoltà la maggioranza e il sindaco, ho rimesso con nota scritta, il mio mandato nelle mani del sindaco”.
E’ seguito un intenso dibattito, con botta e risposta tra maggioranza e minoranza, il voto contrario alla mozione delle minoranze e la loro sclelta, alle 18.35 di lasciare l’aula, per non rientrare più. Per Mauro Bompadre: “A ragione Granata parla di errore politico, doveva spiegare al consiglio, il sindaco non ha titolo per accettare o respingere le dimissioni. Granata occupandosi di sistemare i suoceri, anziani e malati e con la casa crollata, non ha fatto nulla che non avrei fatto anche io. La maggioranza mi ha detto che non sapeva nulla, la questione è passata sotto silenzio sino a quando un blog locale ha tirato fuori la faccenda, nessuno ha voluto strumentalizzare la cosa, ma una carica istituzionale non può fare finta di nulla, io mi sarei dimesso. Questa è una situazione che si poteva risolvere in pochi minuti, non saremmo voluti arrivare a questo”. Ha aggiunto Francesco Borioni: “Ce ne sono state di dimissioni da consiglieri per irregolarità urbanistiche, fatevi un giro su internet. Le dimissioni sono personali ed irrevocabili, è strano rimettere il mandato nelle mani del sindaco. Il presidente del consiglio è una figura super partes che rappresenta tutti, a volte si affida alla minoranza, noi avevamo proposto la Lampa, la casta è un gruppo che si autoassolve e sceglie se dimettersi o no. Tra l’altro la Regione ha approvato la possibilità di insediare casette provvisorie, è da censurare il comportamento politico di Sandro Granata, non ha più i requisiti per essere presidente del consiglio”.
La professoressa Gabriela Lampa si è aggiunta alle dichiarazioni: “La mozione della minoranza sulle casette era una proposta di preveggenza politica, voi avete detto che era fuorilegge, invece voleva essere a favore dei cittadini. Non vorrei che si pensasse che siamo giustizieri, voglio esprimere la mia offesa profonda, perchè dopo due riunioni siamo stati trattati così, la legalità va rispettata, altrimenti torniamo allo stato animale”. Il vicesindaco Meschini ha difeso Granata: “Una questione complicata, imbrogliata ed assurda. Siamo sempre stati a contatto dei cittadini e ci sono stati molti casi umani, Sandro ha preso una decisione umana in condizioni di estrema difficoltà, con i suoceri malati che hanno visto la casa crollata. Lui non ha fatto nulla di illegale, ha posizionato temporaneamente un accessorio temporaneo, rimosso entro novanta giorni previsti dalla legge. Il vero errore che gli è costato l’ordinanza del sindaco è stata la mancata comunicazione di inizio del posizionamento. La vostra mozione era sbagliata dal punto di vista formale, ci avete messo in condizioni di votare contro. Qui la legge c’è e non è stata infranta, chi dobbiamo punire, le intenzioni?”. Ha ribattuto Panicari: “Non siamo qui per dare spettacolo sul degrado istituzionale. Capisco l’errore umano di Granata, ma lo avete trasformato in una farsa istituzionale, voi ne siete complici, non ci stiamo a farci prendere in giro”. Il consigliere di minoranza ha poi riletto il provvedimento amministrativo emanato verso Granata e ricordato i punti del programma elettorale della maggioranza in cui si parla di rispetto della legalità. Botta e risposta di Meschini: “E’ vostro diritto rappresentare le opposizioni, ma la mozione l’avete copiata dal consiglio comunale di Tolentino, che l’ha respinta”. Panicari con parole intense ha negato questo fatto: “Vi ostinate a difendere l’indifendibile, Granata non ha più i requisiti per fare il presidente del consiglio”.
Ha poi voluto parlare il sindaco Rosa Piermattei: “Noi non abbiamo cancellato con un colpo di spugna la condotta di vita di Sandro Granata, che è garanzia di onestà e trasparenza. Non sottovalutiamo la posizione della Regione Marche che sta rivedendo la sua posizione sull’utilizzo provvisorio dei container. Granata si è ritrovato in una situazione sismica improvvisa ed inaspettata, le sollecitazioni di tanti comuni, tra cui San Severino hanno avuto effetto ed il consiglio regionale ha compreso i disagi che l’attuale normativa crea. Grande è stata la difficoltà di Granata da affrontare, i due suoceri anziani di cui uno in carrozzella. Inoltre si è attenuto al testo unico sull’edilizia che all’articolo 6 comma 1 consente di soddisfare necessità contingente, con opera edilizia come i container, entro novanta giorni, si è attenuto ai tempi. Se vogliamo sottolineare in tutto ciò una leggerezza politica, va bene, ma non ci sembra la sua un’azione così grave da infamare una vita intera onesta ed irreprensibile. Ci si augurava di non arrivare a questo punto di non farne una mera questione di principio, ma di comprendere la straordinarietà della situazione e riconoscere la buona fede con cui sono state commesse delle superficialità, senza alcun dolo. Per tutto questo riconfermiamo la nostra fiducia a Granata. Sono dispiaciuta per il gesto della minoranza, noi pensiamo al bene della città, dobbiamo rimetterla a posto, quando si prendono certe posizioni, ci si deve chiedere se si fa il bene del paese”. E’ seguita poi la dichiarazione di voto, favorevole per le minoranze, contraria la maggioranza. “Penso di parlare un italiano comprensibile, non è in discussione la scelta umana di Granata – ha detto Bompadre – chiediamo correttezza e sensibilità istituzionale, sono offeso ed arrabbiato”. Si è rivolto a tutto il consiglio Panicari: “Si offende la mia coerenza istituzionale, avallare una scelta del genere, significa rimettersi alle decisioni autoritative di un sindaco che fa e disfa”. “E’ inaccettabile, la toppa messa è peggio del buco, farci passare da inumani è inaccettabile. Quando il sindaco ha segnalato gli abusi, la Procura ha comunque aperto un fascicolo, che poi sarà eventualmente richiuso, dire che tutto è in regola, è un’offesa alla nostra intelligenza”. Subito dopo il voto, i consiglieri di minoranza se ne sono andati, Granata è rientrato tornando al suo posto. Rinviata la discussione delle interrogazioni e mozioni dei consiglieri di minoranza ed i due punti caldi sulle varianti urbanistiche di Ugliano. A margine del consiglio Piero Pierandrei, consigliere di maggioranza ha definito il gesto delle minoranze di lasciare l’aula: “E’ stata un’azione irresponsabile, in vista degli altri punti importanti del consiglio, sia per l’ambito locale come Ugliano che futuro come il Patto dei Sindaci. Andandosene non hanno rappresentato i loro elettori. Esprimo il mio rammarico”.
(Articolo aggiornato alle 22.45)
“Container senza autorizzazione, il presidente del Consiglio si dimetta”

