Camerino, la zona rossa
a sei mesi dal sisma (foto)
BILANCIO - Il centro resta desolatamente vuoto. Uniche attività quelle dei vigili del fuoco. Il sindaco Pasqui ha valutato la necessità di 159 interventi di puntellamento per una spesa di oltre 6 milioni. Sui 14.282 residenti negli 11 comuni dell'ambito sociale, 12.669 (88,7%) che a causa del terremoto hanno dovuto trovarsi una nuova casa: questi i dati resi noti dal coordinatore Valerio Valeriani

Zona rossa di Camerino

di Monia Orazi
A sei mesi dalle scosse che hanno messo in ginocchio la città ducale, devastata dalla doppietta di movimenti tellurici del 26 ottobre, il centro storico resta desolatamente vuoto, percorso soltanto da vigili del fuoco e forze dell’ordine, che accompagnano chi si reca tra le case ed i vicoli pieni di crepe, per recuperare pezzi di un passato che rischia di non esserci più. Piazza Cavour, anziché dagli studenti che facevano colazione al bar, al mattino ed al pomeriggio è animata dalla grande gru davanti al Duomo, con i vigili del fuoco, che stanno completando il cerchiaggio del campanile. E’ proprio il lavoro incessante dei vigili del fuoco, nel vuoto e nel silenzio dei palazzi secolari, che permetterà di riconsegnare al futuro i principali palazzi e monumenti della città. Già messo in sicurezza il palazzo ducale, sede dell’ateneo, ora il consolidamento delle torri campanarie del duomo, mentre la parte dell’abside della chiesa spetta al Mibact. I vigili stanno intervenendo anche a palazzo comunale, sulla copertura del teatro Filippo Marchetti e successivamente palazzo arcivescovile. Sono ventisette gli interventi prioritari indicati al comandante provinciale dei vigili del fuoco Achille Cipriani, dal comune di Camerino e dal Mibact, che ha valutato il termine dei lavori di competenza dei vigili del fuoco, entro la fine di marzo. Un piccolo e piacevole segno di ripartenza e normalità è stata la recente riapertura dei giardini della Rocca Borgesca. Il sindaco Gianluca Pasqui ha dato notizia della necessità di 159 interventi di puntellamento nella zona rossa del centro storico, per una spesa prevista di sei milioni e seicento mila euro. Sono i primi risultati della relazione consegnata lunedì scorso al Comune, dai dieci tecnici incaricati di esaminare la zona rossa, per capire dove intervenire, per riaprire al transito le diverse vie del centro. Attualmente si sta intervenendo in via Campo Boario, dove sarà demolito un edificio, in via Battista Varano e breve lì la viabilità tornerà quella di prima del terremoto.

In via Seneca, sono iniziati i lavori a palazzo Poletti e palazzo Dei Carabinieri, necessari per riaprire la via. Dovrebbero terminare entro un mese. Sono stati oltre duecento i sopralluoghi effettuati con il Gts (gruppo tecnico di sostegno), dei 90 edifici tutelati, ne mancano all’appello quattro per i sopralluoghi, sono state presentate 18 nuove richieste di sopralluogo. Riguardo alle scuole, quelle nuove destinate a sostituire il Betti inagibile, sorgeranno in località San Paolo, su un terreno di proprietà pubblica. Riguardo alla nuova scuola Salvo D’Acquisto, in costruzione non lontano dall’ex Ipia, ci sono problemi con le vie di fuga in caso di terremoto, per questo il sindaco sta pensando di sistemare altrove i ragazzi. Una nuova scuola sarà donata a Camerino dalla fondazione Merloni e da una multinazionale americana, come preannunciato in una telefonata a Pasqui, dall’ex presidente della Regione Gian Mario Spacca. Al momento le richieste di casette in legno (Sae) a Camerino sono oltre 460, di cui oltre cento per le frazioni. Andranno sistemate in sei zone diverse, individuate intorno al centro storico.

I NUMERI DI UN ESODO – Camerino è il centro più grande, di un cratere nel cratere, che si distingue dal resto degli altri paesi colpiti, perchè i centri storici sono gusci vuoti, fragile testimonianza di un passato prosperoso, recano tracce di una vita che non c’è più. Da Camerino, passando per Muccia, Pieve Torina, Valfornace, salendo sino a Visso, Ussita e Castelsantangelo, nelle piazze un tempo punto d’incontro, regna il vuoto di attività commerciali chiuse, dell’inaccessibilità di zone rosse talmente estese, da segnare la disgregazione sociale di intere comunità, fatte soprattutto di anziani e di giovani tenaci che non avevano voluto lasciare il territorio dove sono nati, pur nelle difficoltà sempre crescenti delle zone montane. Sui 14.282 residenti negli undici comuni dell’ambito sociale di Camerino, ce ne sono 12.669, pari all’88,7 per cento che a causa del terremoto hanno dovuto trovarsi una nuova casa. I dati drammatici della diaspora della popolazione nell’entroterra sono stati resi noti nei giorni scorsi da Valerio Valeriani, coordinatore degli ambiti sociali delle unioni montane di Camerino, San Severino e San Ginesio. Coloro che sono in autonoma sistemazione sono il 62 per cento della popolazione, lungo la costa il 23 per cento della popolazione di questi piccoli comuni.
L’esame dei dati comunali non lascia spazio a dubbi, sulla portata devastante dei terremoti che si sono succeduti negli ultimi mesi. L’emblema della situazione è Camerino, dove si contano 6.974 residenti e circa duemila studenti, di cui mille e cinquecento erano rimasti senza alloggio. Il numero totale di sfollati, studenti compresi è di 7.702 persone, tra questi 1.300 sono sugli alberghi e campeggi della costa, ben 6.200 hanno scelto l’autonoma sistemazione, nei quartieri periferici della città o nei comuni vicini, soprattutto a Castelraimondo. Altri si sono trasferiti a Civitanova o in altri comuni della zona costiera. Nei container a Vallicelle ci sono 142 persone e una sessantina quelle che si trovano in strutture residenziali. Il secondo comune più popolato, Pieve Torina non vanta una situazione migliore. Dei 1458 residenti prima del terremoto, gli sfollati totali sono 1317. Quattrocento sono le persone lungo la costa, ben 892 in autonoma sistemazione. Nel nuovo comune di Valfornace, che unisce Pievebovigliana e Fiordimonte, la situazione non è molto diversa, su 1068 abitanti 854 sono fuori casa, con 354 lungo la costa. Anche a Muccia dei 915 residenti, gli sfollati sono 759, con ben 197 persone lungo la costa. A Visso su 1107 abitanti ci sono 875 sfollati, con 433 persone lungo la costa. Castelsantangelo ha 240 sfollati su 281 residenti, Ussita 375 su 444, Bolognola 90 su 142.












Anche a Pieve Torina tutte le macerie sono rimaste ma perché?
No ma adesso c’è la nuova assemblea del PD, ma tranquilli ” non vi lasceremo soli”……
Praticamente non hanno fatto nulla…..complimenti
X qsto ringraziamo : il presidente della Repubblica Italiana, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Commissario straordinario Errani, il presidente della regione Cerescioli. .. e scusate se ho tralasciato qlcuno … ma la “passarella ” è stata lunga nel corso di qsti mesi….
Que tristeza