Sisma, i progetti di Arci per il territorio

MACERATA - Grazie al sostegno economico di Secours Populaire entra nella seconda fase "Giocare per ricostruire" pensato per i bambini e le comunità colpite. Dall'associazione francese anche finanziamenti per l'acquisto di bestiame e attrezzature per le aziende agro-alimentari. Si punta sulla crescita dei circoli nei comuni terremotati
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di Claudio Ricci

Ricostruzione, promozione del territorio, cooperazione e sviluppo associativo. Prosegue l’impegno di Arci sul tema della progettazione per il territorio messo in ginocchio dal sisma. Sono 3 i filoni principali su cui si sta muovendo il nuovo direttivo composto di giovani: i progetti “Giocare per ricostruire”” Ager”, e “RinnovArci”. “Siamo punto di riferimento nazionale per Arci nelle zone terremotate – dice il presidente regionale Massimiliano Bianchini -Perchè facciamo parte di una rete, riusciamo a dialogare e usciamo dal provincialismo. Al tempo stesso notiamo una problematica fatta notare ieri durante un confronto in Regione con il coordinatore degli ambiti sociali Valeriani. La partecipazione non può essere lasciata libera. Vanno considerate attività specifiche e la gente deve sentirsi parte del processo di ricostruzione. Non possono esserci 15 associazioni che lavorano con i bambini senza coordinamento. In questo il pubblico deve coordinare le attività. Per questo stiamo iniziando a lavorare fortemente con gli ambiti sociali”.

Giocare per ricostruire avviato a Natale entra nella seconda fase grazie al rinnovato sostegno economico dell’associazione Secours Populaire. L’associazione francese ha concesso un nuovo finanziamento da 15mila euro per le attività pensate non solo per i bambini di Camerino, Tolentino, San Ginesio, San Benedetto a cui si aggiunge Matelica: “Sono azioni rivolte a tutta la comunità – spiegano Giulia Messere e Francesca Di Pietro del direttivo Arci – Oltre ai laboratori teatrali (grazie a teatro Rebis e all’attrice Francesca Rossi Brunori) e di riciclo e riuso sono stati attivati il bibliobus, i laboratori di cucina e i cineforum. Con “Giocare per ricostruire 2″ che si svolgerà fino a luglio, l’Arci vuole continuare a sostenere le comunità colpite, oggi ridotte al 10%,, continuando con le azioni del primo progetto e contemporaneamente ampliandolo con nuove azioni, come lo sportello d’ascolto, gli incontri per i comitati di partecipazione e gli eventi volti a rafforzare il senso di comunità”.

Maria Sole Cingolani dell’Accademia Etra

Un senso di comunità e appartenenza strappato anche a realtà importanti come “Etra” l’accademia camerte delle arti sceniche e visive che conta oltre 150 allievi senza più una sede. Uno dei mondi rivitalizzati dalla partnership con Arci per i laboratori teatrali della seconda fase di Giocare per ricostruire. “Da un momento all’altro abbiamo perso tutto – racconta Maria Sole Cingolani di Etra – Soprattutto abbiamo perso quel tessuto sociale che gravitava intorno alla nostra casa artistica. In questo continuano le richieste da parte degli allievi che vogliono continuare a fare le attività perché sono parte di qualcosa. Si sente un bisogno fondamentale di una via di fuga che solo l’arte può dare”.

Tra le iniziative ritenute meritevoli da Secours Populaire anche “Ager”, colletta a favore delle aziende agroalimentari dell’entroterra. “Abbiamo costruito questo progetto con allevatori e agricoltori – spiega Valentina Stefano membro del direttivo Arci – Il finanziamento sarà da due tranches da 50mila euro e verrà impiegato per 11 aziende a marchio bio e conduzione familiare delle Comunità montane di Camerino e dei Monti azzurri. Verranno acquistati capi di bestiame, attrezzature per la trasformazione agro-alimentare, tensostrutture per magazzini. E’ stata attivata poi una programmazione estiva dei lavori nelle aziende per scambi di volontariato (nazionali e se possibile internazionali) per sopperire ai lavori ordinari e straordinari in cui cerchiamo anche di diffondere una cultura del territorio e delle istituzioni. Parteciperemo a Tipicità con un’azienda di Serrapetrona nello spazio  che si chiamerà Zona rossa UnicaMontagna con Unicam e altre associazioni del territorio”.

L’assessore alle Politiche giovanili Federica Curzi con Donato Bevilacqua

Tra le risorse su cui Arci potrà contare anche 20mila euro per lo sviluppo associativo. “Il finanziamento deriva da un bando per l’accesso al microcredito tramite prestito della Banca Etica – spiega Donato Bevilacqua di Arci – L’Arci nazionale ci ha reputato tra le 8 sezioni provinciali meritevoli di accedere. I soldi saranno impiegati per la rivalutazione della sede Arci di via Verdi, che diventerà un centro di aggregazione giovanile e uno spazio fruibile per progettazione condivisa. Pensiamo non solo a progetti interni ma anche ai bandi e al ruolo del movimento consumatori. L’ impegno è massimo per l’apertura e la crescita dei nuovi circoli sul territorio soprattutto nelle zone terremotate dove c’è estremo bisogno di aggregazione. Sono già stati individuati dei punti a Fiuminata e Serravalle”. “In giunta stiamo affrontando il dramma della carenza di spazi per i giovani – racconta l’assessore alle Politiche giovanili Federica Curzi – Esiste un problema della convivenza. E’ necessaria una costruzione di progetti che siano agibili soprattutto per le nuove generazioni. Organizzare facilitare la rete dei servizi sono compiti che in realtà spettano alle istituzioni ma che spesso sono svolti dall’associazionismo. Per questo avere dei rapporti costruttivi con il tessuto associativo è di fondamentale importanza”.

 

 



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